Benito Perrone IL CIBO: RESPIRO DELL’ANIMA, ENERGIA PER LA VITA, NUTRIMENTO DELLA PACE libro 2017 – IEA informa

Pubblicato dicembre 4, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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I lasciti di Expo 2015 nel volume di Benito Perrone, avvocato umanista

IL CIBO: RESPIRO DELL’ANIMA, ENERGIA PER LA VITA, NUTRIMENTO DELLA PACE

Il cibo è una necessità vitale della persona ed è un fondamento del vivere liberi. Inscindibile dal diritto alla vita, il diritto al cibo è, quindi, un aspetto decisivo del patrimonio giuridico di ogni persona. In questa prospettiva, il volume di Benito Perrone “Il cibo. Respiro dell’anima, energia per la vita, nutrimento della pace” (Rubbettino editore) indaga le attuali politiche sull’alimentazione, food safety e food security e la possibilità di configurare un diritto al cibo. Per ragioni di giustizia e come “nutrimento della pace”. A fronte dei numeri assurdi della fame, della malnutrizione e dello spreco stimato dalla FAO in un terzo dell’intera produzione mondiale pari a 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti inutilizzati e distrutti, sufficienti per i 2 miliardi di persone non nutrite a sufficienza, inclusi 800 milioni di persone, moltissimi i bambini, che soffrono e muoiono di fame. Lo spreco alimentare in Italia è stimato in 8 miliardi di euro all’anno.

Expo 2015 aveva quale messaggio due finalità: Nutrire il pianeta ed Energie per la vita, sviluppate nella mirabile Carta di Milano, vero lascito dell’Esposizione Universale, cui si è affiancato il Manifesto dell’Avvocatura sottoscritto da centinaia di avvocati italiani e stranieri; mentre i sindaci di 137 grandi città del mondo hanno sostenuto il Milan Urban food policy pact promosso dal Comune di Milano, un vero e proprio patto sulle politiche alimentari urbane:  tutti percorsi di condivisione e di sensibilizzazione. Perrone, nella sua opera – scrive nella prefazione Remo Danovi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano – ne analizza i temi in modo sistematico, a partire dal punto di vista giuridico fino alle conseguenze pratiche ed economiche, ricucendo simbolicamente l’Italia citando alcune iniziative locali, da Milano a Bergamo, dall’Abruzzo alla Basilicata.

Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy impegnato in numerose iniziative nazionali e internazionali per la tutela del diritto al cibo ed al cibo adeguato, nella postfazione del volume sottolinea la straordinarietà dei risultati raggiunti da Expo con Milano destinata a rimanere capitale mondiale della nutrizione e di tutti i diritti umani ad essa connessi

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano” è stato l’accorato grido di Papa Francesco in occasione di Expo: perché essa non si limiti ad essere un ”tema” ma sia accompagnata dalla “coscienza dei volti”  di milioni di persone che oggi hanno fame. Perché tutti vengano coinvolti in un grande progetto di solidarietà. Aggiungendo: Dio chiama l’umanità perché smetta finalmente di abusare del giardino che Egli ci ha affidato, perché tutti possano mangiare dei frutti di questo giardino.

La spinta di Expo prosegue ben oltre il semestre espositivo e alimenta gli obiettivi e l’azione dell’Onu. L’affermazione dei diritti e il mantenimento degli impegni trovano, si sa, molti ostacoli. Ma la storia insegna che la comunità umana pur tra contraddizioni, arretramenti, guerre economiche o di sterminio, progredisce.

* * *

Benito Perrone, avvocato a Milano e già parlamentare della Lombardia, dal 2005 dirige Iustitia, la rivista dei Giuristi Cattolici Italiani. Nel 2014 l’Ordine degli Avvocati di Milano lo ha insignito con la medaglia d’oro “per avere affrontato in questi 50 anni le proprie cause con la dedizione e con l’entusiasmo che lo accompagnano nel lavoro come nella vita”.

Foto:
Benito e Andrea Perrone, Mariapia Garavaglia, Achille Colombo Clerici pres IEA

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“Fondo Sostegno Affitti” ricostituito – Sen. Franco Mirabelli Iniziativa Legislativa – Assoedilizia Informa

Pubblicato dicembre 1, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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Su iniziativa del sen. Franco Mirabelli ed altri

RICOSTITUITO IL FONDO SOSTEGNO AFFITTI

E’ stato ricostituito il Fondo sostegno affitti. L’emendamento alla Legge di Bilancio, è stato approvato a prima firma del Senatore Franco Mirabelli, e prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro in due anni.

Questo il testo del provvedimento.

3.0.9 (testo 2)

MIRABELLI, VACCARI, CALEO, DALLA ZUANNA, LUCIA ESPOSITO, MORGONI, PUPPATO, SOLLO, PAGLIARI

Dopo l’articolo, inserire il seguente:

«Art. 3-bis.
(Misure per il contenimento dei canoni delle locazioni abitative e di sostegno e incentivo all’affitto)

1. Al Fondo nazionale di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione, istituito dalla legge 9 dicembre 1998, n. 431, è assegnata una dotazione di 10 milioni di curo per ciascuno degli anni 2019 e 2020.

2. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 11, comma 6, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, le Regioni possono destinare le somme non spese della dotazione del Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, istituito dall’articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, all’incremento del Fondo nazionale di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione, istituito dalla legge 9 dicembre 1998, n, 431.

3. Con decreto del Ministero delle Infrastrutture e trasporti, da emanarsi entro il 30 giugno di ciascuno degli anni 2019 e 2020, sono stabilite le modalità di trasferimento delle risorse tra i due fondi in relazione alle annualità pregresse».

Conseguentemente all’articolo 92, comma 1, sostituire le parole: «330 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019» con le seguenti: «320 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 e di 330 milioni di euro annui a decorrere dal 2021».

Soddisfazione è stata espressa dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

Foto:
Franco Mirabelli con Achille Colombo Clerici

Carlo Ramous Spazio – Iniziativa commemorativa della Famiglia Patscheider – IEA informa

Pubblicato novembre 30, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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Iniziativa della famiglia Patscheider per ricordare il grande artista milanese

APERTO A MILANO SPAZIO RAMOUS

Il milanese Carlo Ramous (1926-2003), protagonista trascurato della scultura e della pittura italiana del secondo Novecento, finalmente rivalutato con la mostra tenutasi alla Triennale (più di 12.500 visitatori in due mesi) si ripropone ai concittadini nel nuovo e accogliente Spazio Ramous di via Tiziano 11. Spazio Ramous  è stato realizzato  da Walter Patscheider, architetto e ingegnere milanese, dalla sorella Peg e dal figlio Gunther. Qui hanno incontrato, in una serata dedicata, numerosi appassionati d’arte, tra i quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici e Franco De Angelis, già assessore comunale e successivamente della Provincia di Milano, figura storica del mondo politico meneghino, con il collezionista d’arte Daniele Crippa.

Come scritto nello stupendo volume “Carlo Ramous. Scultura, architettura, città”, a cura di Fulvio Irace e Luca Pietro Nicoletti, Silvana Editoriale, l’artista ha attraversato in pieno le fasi cruciali dell’arte moderna approdando, all’inizio degli anni Settanta, alla dimensione dell’opera d’arte ambientale.  Fin da giovanissimo aveva stretto un proficuo sodalizio con architetti e progettisti, che gli consentirono di realizzare, già nella seconda metà degli anni Cinquanta, alcuni significativi interventi scultorei applicati all’architettura religiosa e industriale: le facciate delle chiese alla periferia di Milano, o gli stabilimenti di nuova costruzione in Italia e all’estero, diventano il campo di grandi decorazioni istoriate o ornamentali che fanno tutt’uno con l’edificio. È negli anni Settanta, però, che Ramous arriva a una articolata concezione ambientale della scultura, che abbandona le precedenti ricerche sul segno e sulla materia per dare respiro a forme geometriche dai profili nitidi che si articolano nello spazio con ardito calcolo degli equilibri. Riflettendo sui volumi plastici secondo idee già futuriste, Ramous aveva da subito concepito la scultura come forma pronta a staccarsi da terra per librarsi nello spazio.

Patscheider ha ereditato dal padre una vasta collezione di sculture e di bozzetti di Carlo Ramous. Lui stesso conosceva molto bene l’artista, amico di famiglia da lunga data. Dopo la scomparsa dello scultore, Patscheider ha deciso di tutelare e promuovere la sua opera. Anche puntando su scommesse che sembravano impossibili, come il recupero delle grandi sculture perdute a Parma, ritrovate abbandonate in un magazzino e in condizioni pietose. Ripuliti e restaurati, i relitti sono tornati agli antichi splendori diventano Arco, Timpano, Continuità.

“Carlo Ramous non ha mai voluto vendersi ai commercianti d’arte – afferma – finché era in vita aveva molti contatti e ottimi rapporti nel mondo dell’arte, era conosciuto in tutto il mondo. Quando è mancato, è mancato anche chi portasse avanti il suo discorso. E’ stato dimenticato”.  Ma lui e la famiglia si stanno impegnando perché questo non accada. La realizzazione di Spazio Ramous nel quale hanno investito tempo e denaro vuole riportare la sua arte al pubblico.

Foto:
Da sin. Walter Patscheider, Achille Colombo Clerici, Franco De Angelis, Daniele Crippa

 

 

Assoedilizia, Convegno nella sede di via Meravigli 3 sul tema ” Locazioni brevi e turistiche”: grande partecipazione dei proprietari locatori

Pubblicato novembre 29, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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Le locazioni brevi – speciale formula di affitto fino a un mese per turismo, trasferte occasionali, assistenza di familiari ammalati provenienti da altre città – si sono quasi triplicate a Milano passando in un anno da 0,8 a 2.1 per cento del totale delle locazioni. Piccoli numeri, ancora, ma destinati a crescere. Le molteplici forme contrattuali, le controversie condominiali, il trattamento fiscale sono stati oggetto di un Seminario in Assoedilizia a Milano che ha visto la partecipazione di centinaia di proprietari di case i quali hanno affollato sale e corridoi (vedi foto). In questa foto, da destra, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e i relatori Massimo De Angelis, Cesare Rosselli, Simona Cantoni.

Svizzera Consolato Milano – Auguri di Buon Anno – Terrazza del Grattacielo Svizzero di via Palestro

Pubblicato novembre 29, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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Gli auguri di fine anno del Console Generale Félix Baumann

IL CALORE DI UNA BAITA SVIZZERA IN PIENO CENTRO A MILANO

Il calore (ce n’era bisogno data la rigidità della temperatura) di una baita svizzera su una delle più belle terrazze di Milano, quella che si affaccia sui Giardini Montanelli dal quarto piano dello storico Centro Svizzero di piazza Cavour. Qui il console generale di Svizzera a Milano Félix Baumann, massimo rappresentante della attiva comunità elvetica che opera nelle strutture del Centro e a Milano, ha incontrato i moltissimi amici milanesi per gli auguri di fine anno. A completare l’atmosfera delle più sentite festività cristiane una tipica orchestra, piatti poco noti ma non per questo meno gustosi, robusti vini d’Oltralpe. E un diffuso sentimento di cordialità e di amicizia, lo stesso che anima da sempre i popoli dei due Paesi vicini.

Foto:
Il Console generale di Svizzera a Milano Felix Baumann con il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Corpo Consolare di Milano e della Lombardia – Annuale Premio agli “Ambasciatori di italianità” 2017 – Palazzo Cusani Milano – IEA informa

Pubblicato novembre 28, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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La tradizionale serata a Palazzo Cusani del Corpo Consolare milanese

RICONOSCIMENTO A CINQUE AMBASCIATORI DI ITALIANITA’ NEL MONDO

L’ internazionalità di Milano e della Lombardia ha ricevuto una nuova conferma nella tradizionale serata a Palazzo Cusani organizzata dal Corpo Consolare – 124 i Paesi rappresentati, il più alto numero al mondo in una città non capitale politica – nella quale sono stati  assegnati riconoscimenti a cinque personalità che si sono distinte per il loro impegno nella promozione dell’immagine dell’Italia all’estero e per la collaborazione con il corpo diplomatico.

Gli invitati rappresentavano le diverse componenti culturali, sociali, economiche e politiche della città e della regione.

A ottenere il riconoscimento sono stati il prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, il presidente del Consiglio regionale lombardo Raffaele Cattaneo, il presidente del Tribunale di Milano, Roberto Bichi, l’amministratore delegato Mondadori, Ernesto Mauri, e la presidente della Fondazione Asm per la Salute dell’Infanzia Marinella Di Capua.

Il presidente della Regione Roberto Maroni ha ricordato che la Lombardia rimane uno dei quattro “motori d’Europa” (“La Catalogna ha qualche problema, ma ci metterò una parola buona” ha detto Maroni riferendosi scherzosamente alla contrapposizione con lo stato spagnolo) riassumibile nelle seguenti cifre: più 7% di export rispetto al 2016,  oltre 6.400 aziende lombarde con partecipazione estera che danno lavoro a più di 600.000 persone oltre l’indotto. La Lombardia, ha concluso Maroni rivolgendosi direttamente ai Consoli presenti, pratica con il vostro prezioso aiuto la diplomazia del fare che arreca vantaggi a noi tutti.”

Giuseppe Sala, sindaco di Milano, ha sottolineato la crescente internazionalizzazione della città.
Anche qui parlano le cifre: il 19% dei milanesi ha origine straniera; le università cittadine sono frequentate da 13.000 studenti provenienti da altri Paesi; in costante crescita la presenza di turisti stranieri.

La reputazione e l’attrattività della città stanno crescendo nel mondo.

“L’impegno di questi ambasciatori dell’italianità, unito al fondamentale operato di tutto il personale diplomatico, contribuisce quotidianamente a far luce sulle eccellenze del Paese”, ha sottolineato il vice decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, Patrizia Signorini.

Foto:
Il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese, il Governatore della Lombardia Roberto Maroni, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala con il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Lucio Stanca con Achille Colombo Clerici

da destra Pietro Martello, il decano del Corpo Consolare Walid Haidar, Paolo Scarpis, Patrizia Signorini, Achille Colombo Clerici

gen. CC. Teo Luzi con Achille Colombo Clerici

Arturo Artom con Achille Colombo Clerici

Giuseppe Sopranzetti e Consorte con Achille Colombo Clerici

 

 

“La lezione del dopo EMA” IL GIORNO del 25 nov. 2017 – Casa Città Società di Achille Colombo Clerici

Pubblicato novembre 27, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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Delusione e amarezza per la mancata assegnazione dell’Ema a Milano: una scelta che fotografa la posizione di debolezza dell’Italia in questa Unione Europea di egoismi ed i distorcenti meccanismi che permettono il gioco a nostro danno.

Una Europa politica non sarebbe dovuta arrivare al ballottaggio.

La città ha tutte le qualità e i requisiti per ottenerne l’assegnazione e l’Italia vanta grandi crediti verso l’Europa: per il contributo finanziario al bilancio europeo, e perché, a parte le due agenzie, in Italia non ha sede alcun organismo o istituzione dell’Unione Europea (Parlamento, Commissione, Banca Centrale, Tribunale, Corte).

Ci sarebbe quindi una ragione storica per vantare, sul piano politico, qualche diritto nell’attribuzione di una semplice agenzia; ma il meccanismo del voto segreto ed addirittura l’assurdità del sorteggio non permettono alcuna valutazione e alcuna tutela politica.

Questo è quanto si può dire con amarezza in una Italia attonita, all’indomani della vicenda. Ma che ha dato prova, come ai tempi di Expo, di poter “fare sistema”, purtroppo in questo caso solo interno, con Governo, Regione, Comune, imprenditori e associazioni totalmente impegnati per raggiungere l’obiettivo.

Impegno che non è stato vano perché ha presentato al mondo, non solo l’immagine di una città, di una regione all’avanguardia in tantissimi campi, dalla sanità alle infrastrutture alla cultura all’accoglienza: ma soprattutto di un Paese affidabile nella sua concretezza.

Ema all’Olanda ed Eba alla Francia, dunque. Si rafforza così l’ipotesi più volte avanzata di una Europa a cerchi concentrici. Del primo cerchio farebbero parte Germania, Francia e Paesi più piccoli ma omogenei: Olanda, appunto, Austria, Belgio ed altri, con la Spagna a rappresentare il sud del Continente. Spagna il cui “tradimento” all’ultimo momento (non ci ha dato il voto promesso che avrebbe evitato il pareggio e quindi l’estrazione a sorte) avalla tale ipotesi.

Fantapolitica? Si vedrà. Ma il segnale giunto all’Italia, uno dei Paesi promotori e fondatori dell’Unione, non è tranquillizzante: e potrebbe anticipare un tentativo di esclusione dalle conseguenze ben più gravi della perdita dell’EMA.

Nella tradizione popolare milanese, per rappresentare questo stato di cose, girava una immagine pittoresca.

Attualizzando, nella più benevola delle ipotesi, sembra di stare nel mondo del calcio e non in quello della politica internazionale.