Roma Convegno alla Università “La Sapienza” sul ruolo di Roma Capitale – 28 giugno 2018 – Istituto Europa Asia informa

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Tavola rotonda giovedì 28 giugno all’Università Sapienza

ROMA ANCORA CAPITALE D’ITALIA?

“La sorte di Roma, Capitale laica, grande città moderna, già da alcuni decenni sembra uscita dall’attenzione del governo centrale, per la cui istituzione essa tuttavia fu ideata. La coscienza civica delle popolazioni italiane pare ne abbia già espulsa l’immagine da ogni possibile disegno di migliore futuro. È, dunque, il tempo di discutere apertamente sul ruolo di Roma nei prossimi decenni, o nel prossimo secolo se ne abbiamo la temerarietà.

Un po’ di freddezza ‘accademica’ farà superare i veli del coinvolgimento politico e culturale. Forse ormai il problema non è quello del destino di Roma Capitale dello Stato, ma dello Stato unitario come lo conosciamo. Sembra quasi che i due progetti di Cavour – prima il Regno d’Italia del Nord, e poi quello unitario, Nord e Sud insieme – siano di nuovo in alternativa fra loro. Oggi il progetto del Nord pare spingersi verso una qualche realizzazione e il Sud sembra rivelare un’identità politica separata più di quanto si sia a lungo sperato. Saranno costretti, Nord e Sud, nel loro stesso interesse, a parlarsi – come già fanno – a trovare un accordo, a misurare la distanza possibile tra loro, a calcolarne costi e benefici. E nello iato tra le due Italie si accentuerà l’isolamento di Roma. Anzi, la sua inerme solitudine.»

E’ questa la presentazione ufficiale della Tavola Rotonda che si terrà giovedì 28 giugno alle ore 10 sul tema “Roma ancora capitale d’Italia?” alla Facoltà di Architettura,  Sapienza Università di Roma Aula Magna (primo piano), piazza Borghese 9.

Dopo i saluti del Rettore Eugenio Gaudio e del Direttore del Dipartimento di Architettura e Progetto Orazio Carpenzano,

Intervengono:
Giovanni Caudo,
Giuseppe De Rita,
Vittorio Emiliani,
Francesco Erbani,
Massimo Teodori,
Walter Tocci.

Introduce Lucio Valerio Barbera,
coordina Vieri Quilici.

Il tema del dibattito offre lo spunto per una riflessione. Commenta il presidente dell’Istituto Europa Asia IEA Achille Colombo Clerici: “Roma, nel suo rapporto con il resto dell’Italia ha quasi sempre interpretato un ruolo di relazione competitiva; raramente quello di supporto collaborativo e costruttivo. E’ stata questa la principale debolezza della città, nell’ ultimo scorcio storico; ed ora le si ritorce contro.

Per decenni i romani hanno praticato l’antica linea di pensiero del ‘portar nottole ad Atene’, vivendo di rendita di posizione: cioè tutto alla fin fine deve convergere su Roma. In ciò favoriti dal romanocentrismo della nostra politica.

Peraltro, non sono bastati Giubilei ordinari e straordinari.
Nel tempo abbiamo assistito ad una serie di innumerevoli idee e proposte volte a fagocitare quanto di meglio l’Italia era riuscita a produrre.
“Portiamo a Roma il Gran Premio d’Italia di Formula Uno, il Festival del Cinema, Il Salone dell’Editoria, il Giro d’Italia. E via dicendo…” . Si è ripetutamente sentito.

Ora che la nostra politica è divenuta eurocentrica, istituzioni e organismi non cercano “il palazzo”, ma cercano l’efficienza. Stanno prendendo il volo da Roma un grande quotidiano romano e l’ABI. Altre importanti istituzioni stanno pensando di farlo. E altre, secondo noi, ancora dovrebbero.

L’Italia, in definitiva, non ha bisogno di tali contrapposizioni.

Il fatto è che chi pensa che a Roma tutto sia dovuto male interpreta il ruolo di “Roma Capitale”.
Il compito di quest’ultima, infatti, non è quello di fagocitare, quanto di meglio le altre città italiane sono riuscite a creare; in virtù del maggior peso socio-politico, generato dal “palazzo”, e delle disponibilità finanziarie pubbliche, provviste da una legislazione speciale ed a carico dei contribuenti italiani. Un compito-atteggiamento questo che, nella dialettica tra Nord e Sud Italia, si è tradotto alla fine in un serio sacrificio delle ragioni del Centro Italia, le cui città hanno subito pesantemente gli effetti della tendenza accentratrice di Roma.

Firenze, in particolare, ne risente, nel Centro dell’Italia, quasi schiacciata da Roma.

Il ruolo di Roma Capitale è viceversa quello di aiutare e favorire la crescita delle altre città, come rappresentante e responsabile dei loro interessi e come garante delle loro prerogative e dei loro valori : come un fratello maggiore deve fare per proteggere i minori.

Ogni diverso atteggiamento è inaccettabile ed antinazionale.”

Foto:
Achille Colombo Clerici Pres. IEA

 

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