QN Il Giorno pag. 23 · 02.06.2018 Ribellarsi alla violenza (Achille Colombo Clerici)

“Ha ragione chi grida più forte”. Il concetto espresso da questa libera traduzione di un vecchio detto lombardo è stato avallato dalla scienza, rappresentata da una ricerca dell’ Ohio State University, Usa, lo stesso Paese dal quale abbiamo importato la cultura della maleducazione assieme a molte  altre cose, democrazia e benessere in primis.

Ebbene, i ricercatori hanno dimostrato che piglio deciso e un pizzico di prepotenza portano parecchi vantaggi: da uno stipendio migliore a una maggiore considerazione sociale fino a migliori voti a scuola e a un trattamento di favore in molte circostanze, dall’ufficio pubblico alla assemblea di condominio. La maleducazione, compagna dell’arroganza, è ormai diventata uno status symbol e la persona educata rischia sempre di passare per un debole sul quale – è la sempiterna legge della jungla – è lecito infierire. Chi, di fronte agli insulti rivolti da un energumeno a un anziano, specie se donna, si ritiene in dovere di intervenire a difesa del più debole?

E’ statisticamente dimostrato che nove volte su dieci prevaricare non porta conseguenze, anzi è gratificante per l’ego del gradasso (la decima volta però si corre il rischio di incappare in uno più maleducato).

Film, televisione e social media, in omaggio alla libertà di espressione, mostrano più volte al giorno a noi e, peggio, ai nostri figli, esempi di violenza verbale e fisica che hanno contagiato ormai anche le figure pubbliche di riferimento, dai politici agli attori, ai presentatori radiotelevisivi, il turpiloquio strappa applausi e consenso, il linguaggio compito, il politically correct sembrano morti e sepolti.

Ma a contraddire i presunti vantaggi della violenza e della maleducazione interviene ancora una volta la scienza. Sempre dagli Usa, dall’Università della Florida più precisamente, giunge uno studio sconcertante: violenza e maleducazione seminano ostilità ed abbassano la produttività, logorano spirito e fisico incidendo pure sulle capacità psichiche, e riducono l’aspettativa di vita.

Ecco quindi la necessità di comportarci da persone civili mostrando forza e non debolezza, di ribellarci alla maleducazione e alla violenza, perché ogni volta che chiudiamo un occhio davanti alle quotidiane prevaricazioni di cui siamo testimoni ne diventiamo complici. Ribellarsi ad ogni forma di violenza diventa quindi un dovere sociale.

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