Economia e Bellezza – Nuova Rubrica di Achille Colombo Clerici sulla Rivista del turismo “Master Meeting” – Europasia informa

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Nuova rubrica di Achille Colombo Clerici sulla Rivista del turismo “Master Meeting”

INVITO A UN DIALOGO SUL TURISMO
Ambiente, arte, territorio,  città, infrastrutture di servizio, strutture turistiche e alberghiere

Con “Invito a un dialogo sul turismo” Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, di Istituto Europa Asia e di Instat- Istituto Nazionale di studio per la tutela dell’ambiente e del territorio, inaugura sulla rivista Master Meeting-Il meglio del turismo Business&Leisure edita da Communication Agency, cui fa capo l’annuale “Premio Excellent” per il Turismo, giunto ormai alla 23^ edizione. E’  una nuova rubrica   che ha lo scopo di avviare un colloquio con i lettori sul tema Economia e Bellezza: non solo natura, arte e filosofia, ma anche imprenditoria e turismo.

Il contenuto della rubrica, il cui testo sarà redatto da Davide Deponti, è formato dai temi, dai fatti, dai luoghi, dalle situazioni segnalati dai lettori e commentati attraverso le riflessioni di illustri figure del mondo della cultura,  dell’arte, dell’economia, della pubblica amministrazione, della politica, di volta in volta interpellati.

Achille Colombo Clerici così ne spiega il carattere:

“Oggi si impone un nuovo approccio culturale sui temi dell’ambiente, del territorio, dell’ urbanistica e sui temi agli stessi connessi.

Quali: Economia – Sociologia – Ecologia – Arte e Storia, Infrastrutture di servizi legate alla mobilità ed alla logistica.

Tematiche tutte che ricorrono quando si deve affrontare il problema del turismo.

Un new deal culturale che si ponga nell’ottica non di un Paese arretrato che cerchi di sopravvivere, ma di un Paese moderno che cerchi di competere.

In tutti questi anni la visione urbanistica e ambientale è stata condizionata da preconcetti (o pregiudizi) che hanno impedito alla politica di conciliare tradizione e progresso, valori territoriali, cioè bellezza ed economia.

In fondo, a ben guardare, molti dei problemi dell’odierna urbanistica dipendono dall’ assenza di una vera politica del territorio, generata da questa incapacità.

Di conseguenza il nostro è sempre stato il Paese degli eccessi, delle opposte misure: mai una via di equilibrio.

Dall’ eccesso di tutela e di rigore normativo all’eccesso di permissivimo. Dal profluvio di regole (che proliferano nella latitanza della cultura) al lassismo e alla dismissione-abdicazione dai valori.

Vogliamo qualche esempio?

Per non dire della storica prevenzione nei confronti della locazione abitativa privata, che ha prodotto i ben noti danni, ricordiamo che in nome del mantenimento della tradizione abbiamo optato per la conservazione acritica del manufatto edilizio contro ogni logica economica, ma anche sacrificando la sicurezza dell’edificato. E che dire poi della prevenzione verso la costruzione in altezza, contro ogni logica di interesse sociale ed economico? Solo ora ci accorgiamo di aver consumato una quantità smisurata di suolo.

Mentre il bisogno economico spinge lo Stato a pensare di dismettere financo i beni demaniali primari sedi naturali delle bellezze italiche.

Voglio ricordare le bellissime pagine dettate da Romano Guardini nelle sue ” Lettere dal lago di Como”. Briefe vom Comer See tradotte in italiano e pubblicate per i tipi della Morcelliana nel 1959.

Guardini, filosofo esistenzialista cattolico tedesco, di origine italiana ( occupava la cattedra di filosofia di Heidelberg, nell’Universita’ dove aveva insegnato Immanuel Kant ) nelle sue lettere, osservando il dolce e armoniosamente classico paesaggio del comasco ( ‘vedevo un campanile… e accanto una ciminiera’) , e ricordando quello tedesco, occupato da capannoni e fabbriche, immagina lo snaturamento cui andrà incontro una volta sottoposto alle trasformazioni derivanti dal progresso tecnico.

E vede tutto il contrasto tra il progresso e il paesaggio, tra la tecnica e l’ambiente.

La sua risposta non è sulla linea dello storico dell’arte statunitense Bernard Berenson il quale paradossalmente diceva: ‘l’Italia sarà bella sinché sarà povera’. In fondo auspicando il permanere di una condizione di arretratezza economica, ma, alla fine, anche culturale. Poiché si trattava di un vero e proprio appello a remare contro il progresso.

Guardini non è di questo avviso. La sua idea, espressa nella nona lettera, è quella che l’uomo si debba adoperare per “umanizzare la tecnica” rifiutando i compromessi che portino a snaturare la terra, per ottenerne uno strumento viceversa per “umanizzare la terra”.

In questo passaggio la bellezza si trasforma e si perpetua.

E’ questo il compito della nostra politica, ma ancor prima, della nostra cultura. E il nostro compito è quello di muovere in campo culturale per propiziare questo passaggio.”

 

Annunci
Explore posts in the same categories: Istituto Europa Asia

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: