Archivio per settembre 2017

Cattolici In Politica – Gruppo PPE, Convegno con il patrocinio dell’ Istituto Luigi Sturzo – Roma. “Cattolicesimo politico e le sfide del terzo millennio” – IEA informa

settembre 27, 2017

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A Roma convegno del Gruppo PPE con il patrocinio dell’Istituto Luigi Sturzo.
Il riferimento al Codice di Camaldoli

CATTOLICESIMO POLITICO E LE SFIDE DEL TERZO MILLENNIO

“Cattolicesimo politico e le sfide del terzo millennio” è il titolo di un convegno organizzato dal Gruppo PPE con il patrocinio dell’Istituto Luigi Sturzo venerdì 29 settembre 2017 ore 10,30, via Aurelia 481, Church Palace (ex Domus Mariae), Roma.

Modera Gianfranco Marcelli, editorialista “Avvenire”.
Presiede Ciriaco De Mita.

Relazioni:
Luigi Campiglio, ordinario politica economica, Università Cattolica Milano “Democrazia e capitalismo”;
Giuseppe De Rita, già presidente Cnel “Democrazia e partiti”;
Sergio Belardinelli, ordinario di Sociologia, Università di Bologna “Trasformazione della società italiana”.

Conclusioni di Ciriaco De Mita.

Sull’impegno ad assumere, in piena autonomia di laici, l’obiettivo di riorganizzare un partito di cattolici in Italia, di particolare rilievo è la dichiarazione di Ettore Bonalberti: “Il card. Bassetti, presidente della Cei, nella sua prolusione al Consiglio episcopale permanente ha, tra l’altro, detto: “I cattolici italiani non devono dividersi in “cattolici della morale” e “cattolici del sociale”, ma devono operare uniti per “rammendare” il tessuto sociale del Paese.” E’ evidente che spetta a ciascuno di noi operare per concorrere a costruire questa unità.

Punto di riferimento storico, il Codice di Camaldoli. Nella sala Landino del Monastero di Camaldoli, nel 1943, gli intellettuali laici e cattolici prepararono un manifesto di valori etici e di politica sociale ed economica (Codice di Camaldoli) che affidarono ad Alcide De Gasperi, il quale lo realizzò, per la ricostruzione dell’Italia, attraverso l’azione condotta nel partito della Democrazia Cristiana.

Nella stessa sala, lo scorso giugno un gruppo di laici cattolici, convenuti da tutt’ Italia, dalla Sicilia al Veneto, da Milano e da Roma, appartenenti a movimenti, associazioni e piccoli partiti, che si rifanno alla Dottrina sociale della Chiesa verso un nuovo umanesimo, si è riunito a convegno per mettere a disposizione l’ esperienza maturata, le conquiste e gli errori, un rinnovato coinvolgimento di giovani generazioni, al fine di esprimere un impegno morale e civile nella politica, in funzione della propria appartenenza, dei valori condivisi e degli ideali propugnati .

Osservato come il compito dei cristiani che vogliano fare politica non sia solo quello di testimoniare i valori in cui credono , militando nei diversi partiti, quanto soprattutto quello di elaborare e realizzare una linea di pensiero politico cristiano, cioè di fare una politica cristianamente ispirata; si è rilevato come nel nostro Paese manchi un pensiero politico cristiano diffuso e condiviso, manchi una visione storica, nel confronto con il laicismo, di dove stiamo andando e per quali cause e ragioni, manchino scuole di formazione a questo impegno, manchino dei leaders, soprattutto in campo giovanile, manchi insomma un corpo politico cristiano.

Fra le cause della crisi in Italia della posizione dei cristiani in politica possiamo annoverare, in breve sintesi, l’ affievolimento della percezione dei valori cristiani da propugnare, ed il conseguente  vuoto di valori ideali politici da realizzare. In questo vuoto trovano spazio le posizioni populistiche e le ideologie laicistiche.

Ma, al fondo, c’è bisogno di una seria riflessione sul laicismo in Italia e soprattutto nel confronto con l’Europa, di un percorso strutturato di formazione alla politica dei cattolici, e di una mobilitazione giovanile in grado di costituire corpo e classe dirigente politici.

Foto:
Il pres. IEA. Achille Colombo Clerici

 

 

 

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Associazione Democratici per Milano e Libertà Eguale MilanoLombardia con Gruppo PD Municipio 1 Milano – Incontri del lunedì – IEA informa

settembre 27, 2017

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Incontro del lunedì di Associazione Democratici per Milano

MILLE GIORNI E OLTRE DI RIFORME PER L’ITALIA

Dopo aver approfondito le tematiche di lavoro e welfare, ambiente e la scorsa settimana la salute, nell’ambito del ciclo “2013-2018.

Una stagione di riforme per l’Italia”, Lunedì 2 ottobre proseguono gli incontri del lunedì di Associazione Democratici per Milano e Libertà Eguale MilanoLombardia in collaborazione con il Gruppo PD del Municipio 1 di Milano: tema, un’analisi complessiva del quadro politico del Paese e sulle prospettive per il futuro.
L’appuntamento è sempre alle ore 21:00 presso il CAM in Corso Garibaldi 27 a Milano con “I RISULTATI, IL FUTURO. Mille giorni e oltre di riforme per l’Italia”.
All’incontro si confronteranno Alessandro Alfieri (Segretario Regionale del PD della Lombardia), Massimo Bonini (Segretario Generale della Camera del Lavoro di Milano), Lorenzo Guerini (Segreteria Nazionale PD), Franco Mirabelli (Senatore PD), Ettore Rosato (Capogruppo PD alla Camera dei Deputati), Marina Sereni (Vicepresidente della Camera dei Deputati), Patrizia Toia (Parlamentare Europea).

 

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“LA NUOVA LEGGE DI BILANCIO. Le prospettive economiche per lo sviluppo del Paese”

Lunedì 9 ottobre, sempre alle ore 21:00 ma questa volta presso l’Auditorium La Cordata in Via San Vittore 49 a Milano, si discuterà “LA NUOVA LEGGE DI BILANCIO. Le prospettive economiche per lo sviluppo del Paese”, con Pier Paolo Baretta (Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze), Pietro Bussolati (Segretario PD Metropolitano), Arianna Censi (Vicesindaca della Città Metropolitana di Milano), Emanuele Fiano (Capogruppo PD in Commissione Affari Costituzionali alla Camera dei Deputati), Lorenzo Gaiani (Sindaco di Cusano Milanino), Giorgio Gori (Sindaco di Bergamo), Enrico Morando (Viceministro dell’Economia e delle Finanze).

Foto:
Enrico Morando con Achille Colombo Clerici

Giorgio Gori con Achille Colombo Clerici

Franco Mirabelli e Pier Paolo Baretta con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

Curia Arcivescovile di Milano – Università Cattolica – Ispi – Giuristi Cattolici, Iustitia – Corsi di Formazione Politica 2017 “Verso un mondo senza politica ?” IEA informa

settembre 27, 2017

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Curia Arcivescovile di Milano – Università Cattolica – Ispi – Giuristi Cattolici, Iustitia – Corsi di Formazione Politica 2017  “Verso un mondo senza politica?”

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Richiesta-amissione-uditori

Foto:
Achille Colombo Clerici pres. IEA e Luciano Violante alla presentazione dei corsi

Grattacielo – Dibattito aperto – Considerazioni di Saverio Fossati – Lettera al presidente di Assoedilizia

settembre 25, 2017

A s s o e d i l i z i a

 

Gentile avvocato,

Il suo intervento, pubblicato sul Quotidiano del Sole 24 Ore-Condominio, contiene sicuramente un “argomento”. Nel senso che Lei dà una lettura del problema riconducendo l’origine dell’ostilità ai grattacieli all’interno della lotta politica degli anni Sessanta e Settanta. Una lotta che ha visto spesso protagonisti architetti e urbanisti velleitari e, quel ch’è peggio, con una visione astratta dalla realtà. Le nostre periferie sono il tangibile (e, purtroppo, visibile) risultato dello scarto tra realtà e utopia.

Che però la ricostruzione del buon vivere passi dalla riqualificazione, lenta e a misura d’uomo, di certi quartieri, mi sembra un pensiero giusto e logico, la cui realizzazione sia resa possibile anche da demolizione e ricostruzione, come abbiamo detto tante volte. Ove, naturalmente, con l’espressione “a misura d’uomo” non intendo quello che ha in testa paternalisticamente chi crede che i “poveri” debbano vivere come nei quartieri popolari della Parigi degli anni Venti, con una sosta alla Closerie des lilas e un saluto alla bella vicina che sciorina i panni dal balcone ma, più semplicemente, vivere in case comode e strade sicure, con tanto verde, movida accettabile, mezzi pubblici rapidi e vicini.

Compito dello Stato, dei municipi e della società non è, credo, quello di immaginare come dovrebbe essere la vita delle persone (visione che ha condotto alla pericolosa utopia delle vele di Napoli) ma solo di metterle in condizione di costruire la propria esistenza senza affanni e paure. Con semplice buonsenso. Per questo la via, anche radicale, della demolizione/trasformazione non troverebbe opposizione nelle persone comuni ma negli ideologi, nei burocrati e nei legulei.

 Achille Colombo Clerici e lo storico dell’arte Carlo Bertelli

Flat Tax, IBL Istituto Bruno Leoni – Dibattito a Milano al “Franco Parenti” – Confedilizia

settembre 25, 2017

A s s o e d i l i z i a
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Convegno organizzato da Movimento Energie per l’Italia di Stefano Parisi

FLAT TAX E IMMOBILIARE

Pressione fiscale e Flat Tax. Energie per l’Italia, il movimento di Stefano Parisi, organizza su questo tema un convegno cui prenderanno parte, oltre allo stesso Parisi, gli esperti Nicola Rossi (Istituto Bruno Leoni), Emmanuele Massagli (ADAPT), Giorgio Spaziani Testa (Confedilizia) ed altri esponenti di forze di centrodestra.

L’appuntamento è domani lunedì 25 settembre, a Milano. Si parlerà di Flat Tax a partire dalla formula “25xtutti”, la proposta elaborata dall’Istituto Bruno Leoni presieduto da Franco Debenedetti. Il convegno si terrà alle ore 18 al Teatro Franco Parenti (via Pier Lombardo, 14).

Recita la presentazione dell’evento: “Pressione fiscale alle stelle e, nel contempo, incapacità di dare sostegno a chi è in difficoltà: è il drammatico paradosso in cui si trova l’Italia. Una impasse da cui non si esce solo con piccoli aggiustamenti o riforme timide. Serve una sterzata decisa, un ripensamento complessivo del nostro sistema fiscale. La Flat Tax è un grande progetto di riforma, una soluzione di cui discutere pubblicamente e della quale è titolare il centrodestra, il punto di partenza per un’offerta politica credibile e di qualità”.

Il commento di Nicola Rossi sulla Flat Tax applicata al settore immobiliare: non può non far piacere il generale apprezzamento espresso dal presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa circa i contenuti della recente proposta IBL di riforma del sistema fiscale italiano. L’idea che sia ormai passato il tempo dei ritocchi sembra ormai acquisita. Non è poca cosa e se la proposta vi ha contribuito non possiamo che esserne lieti. Sulle riserve circa il trattamento fiscale degli immobili implicito nella proposta con particolare riferimento alla tassazione degli immobili non locati ed al ruolo dei Comuni nella determinazione delle rendite catastali, si dovrà tenerne conto nel lavoro di affinamento della proposta.

Ciò premesso, è importante che il dibattito sulla proposta IBL si allarghi, come sta facendo, anche alle organizzazioni di rappresentanza. Possono emergerne, come in questo caso, spunti e suggerimenti preziosi per affinarla.

Foto:
Il dibattito sui temi fiscali: in Assoedilizia con Giorgio Spaziani Testa e Achille Colombo Clerici, Marlisa D’Amico, Marcella Caradonna, Massimo De Angelis, Gianfranco Gaffuri, Giuseppe Franco Ferrari, Antonio Piccolo, Paolo Comerio

Estetica della città – Convegno Colosseo Verde a Milano – Soprintendente Antonella Ranaldi – Centro Alik Cavaliere – Assoedilizia informa

settembre 25, 2017

Progetto Colosseo Verde a Milano – Interessante caso di collaborazione pubblico-privato

COLOMBO CLERICI: IL COLOSSEO VERDE, UNA NOVITA’ CULTURALE

“Assoedilizia ha sempre dimostrato una grande attenzione alle questioni dell’estetica in sé, del decoro della città, ma anche della stessa buona e saggia amministrazione dell’estetica urbana (sotto il profilo della progettazione – rispetto dei luoghi sul piano filologico; della funzionalità – rispondenza a effettivi bisogni collettivi; della economicità degli interventi)”.

Questa la premessa del presidente Achille Colombo Clerici alla conferenza, tenutasi con grande partecipazione di pubblico, “Il Colosseo verde a Milano -Riflessioni utili su sponsor e gestione dei beni culturali nel nuovo codice” promossa a Milano dal Centro Artistico Alik Cavaliere nell’ambito delle Giornate europee del Patrimonio Culturale 2017, dedicate al tema “Arte e Natura “.

Relazioni di
Antonella Ranaldi,  Soprintendente ai Beni Culturali;
Pierluigi Mantini, Vice Presidente Giustizia Amministrativa, Politecnico di Milano;
Paolo Carpentieri, Capo Ufficio Legislativo Mibact.
Con interventi, oltre che di Colombo Clerici, di:
Marco Dettori, Presidente Assimpredil Ance,
Valentina Sessa (Autrice di un Commento al Codice degli Appalti)  Università Cattolica di Milano,
Stefano Gorla, Preside Liceo Artistico Boccioni.

Il progetto dell’Amphitheatrum naturae, fortemente voluto dalla Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio, permetterà all’area archeologica romana di Milano di rivivere grazie alla creazione di un giardino ellittico di circa 22.400 metri quadri che ricalca la pianta dell’antico anfiteatro distrutto dai Goti alla fine del quarto secolo.

“Non intendo solo riferirmi – ha proseguito. Colombo Clerici – al pluridecennale impegno sul tema degli imbrattamento dei muri, (un impegno cominciato già dagli anni Ottanta del secolo scorso) – ha continuato Colombo Clerici – : un tema sul quale c’è stato un forte equivoco di base, a cominciare dalla definizione di “graffiti” che faceva supporre un sottostante contenuto culturale.

Un problema, quello degli imbrattamenti che, vedi caso, interessa, più di ogni altro, questo quadrante della città.

Intendo riferirmi ai grandi progetti di riqualificazione (talvolta di bonifica urbana), di valorizzazione di intere zone della nostra città, alla luce dell’esigenza di modernizzazione, ma anche di valorizzazione ambientale e storica.

All’ indomani dell’insediamento a Milano nel 2006, come assessore alla cultura, di Vittorio Sgarbi, ricordo che gli organizzammo un tour pedonale in città, cominciando proprio da questi luoghi, dalla città romana, la città del Palazzo imperiale, del Circo.

Le porte dei cortili, ma anche quelle dei palazzi che rimangono chiuse in occasione della giornata del Fai, si aprirono alla nostra visita: la pubblica amministrazione entrò per la prima volta in luoghi riservati e sconosciuti, che non ricevevano visite ufficiali di organi pubblici da più di cinquant’anni.

C’era un grande entusiasmo: ne scaturì, come azione politica,  un piano di “rivoluzione culturale nel campo dell’ estetica della città” per ordinare, sistemare, ripulire alcuni luoghi eminenti della città come simboli di un più radicale progetto del cosiddetto arredo urbano: un progetto di “etica dell’estetica cittadina”, quasi a sottolineare le responsabilità non solo dell’amministrazione, ma della società organizzata, che indica ragioni più alte nella difesa dei simboli della città rispetto ad alcuni progetti che sembrano rispondere soltanto a esigenze pratiche.

Cominciando proprio con la Milano romana – che è rappresentata da quella parte di città che è stata la capitale dell’impero dal 286 al 402 dopo Cristo – e con le vie medievali dove sorgono alcune eleganti dimore storiche.

Ho parlato di buona e saggia amministrazione della estetica: che significa una azione amministrativa che non prescinda da ragioni economiche, ma che da queste non si lasci travolgere.

Nell’ottobre del 2008 il Governo, sotto la spinta di motivi di economia anticiclica, varò un decreto legge che prevedeva la possibilità che gruppi di cittadini, non meglio qualificati, attivassero dei cosiddetti microinterventi di arredo urbano, intervenendo su beni di proprietà pubblica mediante progetti assistiti dal principio del silenzio assenso e con agevolazioni finanziarie.

Uno snaturamento di principi giuridici e di saggia amministrazione pubblica. Un’ idea che venne bloccata solo grazie al nostro deciso intervento contrario.

Ecco, questo è il senso che intendiamo dare alla nostra valutazione di buona amministrazione estetica. Molta prudenza e ponderatezza nelle iniziative che tocchino la struttura estetica della città, soprattutto quando si tratti di interventi irreversibili che coinvolgano aspetti architettonici e naturali che ne intacchino l’immagine simbolica .

Insomma niente svolazzi e fughe in avanti irresponsabili.

Abbiamo assistito negli anni ad un continuo susseguirsi di proposte e progetti disparati che riguardano l’assetto del Duomo e della Piazza.

Quanti progettisti vorrebbero o avrebbero voluto “firmare” piazza del Duomo.
Il Comune di Milano si è presa la briga di raccogliere solo i progetti di ritocco del Duomo. Ne è uscito un volume di oltre un centinaio di pagine, che tengo gelosamente nella mia biblioteca a testimonianza di questa, diciamo, foga professionale.

Il progetto del Colosseo Verde che oggi ci è stato presentato possiamo dire che rappresenti l’idea di una presenza virtuale sul piano edilizio, ma reale sul piano monumentale. Una novità culturale che si annovera tra i grandi esperimenti di creazione di monumenti naturali. Un esempio di saggia amministrazione dell’estetica urbana.

Basti considerare le specie arboree previste (mirto, bosso, ligustro, tutte piante a bassa crescita)  e l’introduzione di alberi invasati: elementi che permettono il controllo sia dello sviluppo delle radici (che tanto danno provocano alla città) sia della dimensione delle piante, anche ai fini della sicurezza dei cittadini, legata molto spesso alla enorme crescita dei rami.

Dal punto di vista storico ambientale forse si potrebbe riflettere sull’introduzione dei cipressi, alquanto estranei alla tradizione del verde milanese, e forse in grado di accentuare il verde scuro dominante nelle altre essenze previste, soprattutto perché essi non si staglierebbero nella luce del cielo, ma contro una cortina di edifici”.

La conferenza è stata anche l’occasione per approfondire le recenti novità del Codice dei contratti pubblici su sponsorizzazioni e partenariati pubblico-privato ( artt. 19 e 151 ) alla ricerca di soluzioni più avanzate per l’efficienza nella gestione dei beni culturali. Mantini, Carpenteri e Sessa hanno spiegato i punti salienti del Codice dei contratti pubblici laddove si riferisce alla collaborazione pubblico-privato nel settore dei beni culturali. Essa deriva dalla necessità di tutelare e valorizzare l’immensa quantità di tali beni, la più parte dei quali esterni ad edifici – tale da far definire il nostro Paese un museo diffuso all’ aperto – senza dover contare sulle risorse della Pubblica Amministrazione. Tra i vari modelli di cooperazione, la sponsorizzazione che consente una forma di pubblicità indiretta dello sponsor. Le tipologie di contratti di sponsorizzazione emerse nella prassi sono fondamentalmente tre: le sponsorizzazioni “pure”, in cui lo sponsor si impegna unicamente a finanziare, anche mediante accollo, le obbligazioni di pagamento dei corrispettivi dell’appalto dovuti dall’Amministrazione; le sponsorizzazioni “tecniche”, consistenti in forme di partenariato estese alla progettazione e alla realizzazione di tutto o parte di un intervento a cura e a spese dello sponsor; le sponsorizzazioni “miste”, risultanti dalla combinazione delle prime due, in cui lo sponsor può ad esempio erogare il finanziamento per talune attività e svolgerne direttamente altre. Per la cronaca, lo sponsor del Colosseo Verde è una nota agenzia di pubblicità e comunicazione.

Foto:
– da sin. Pierluigi Mantini, Marco Dettori, Valentina Sessa, Achille Colombo Clerici, Carlo Bertelli

– Antonella Ranaldi e Achille Colombo Clerici

–  Achille Colombo Clerici con Carlo Bertelli

 

“Grattacielo, scelta green” – QN Il Giorno del 23 sett. 2017 – di Achille Colombo Clerici

settembre 25, 2017

Solo da quando in politica hanno cominciato a prevalere le logiche economiche sono tornati a presentarsi tra le forme urbane i grattacieli. Fino a che dominavano le ideologie, e parlo di quasi cinquant’anni, il mainstream dell’urbanistica nazionale li aveva ostracizzati.

Come si poteva nelle nostre città celebrare il simbolo del capitalismo?

A tal punto che a metà degli anni Ottanta avevamo addirittura costituito a Milano un think tank che diede vita ad una vera e propria campagna di propaganda con manifesti culturali e convegni a sostegno dell’idea del grattacielo.

Ma i tempi non erano maturi.

Nel frattempo in Italia dominava una concezione distorta e miope di “città a misura d’uomo”. Una concezione che andava bene all’epoca del Manzoni, quando la popolazione italiana era meno di un terzo (17 milioni) della attuale: contenuti indici volumetrici fondiari e quindi limitazioni costruttive in altezza, proliferazione di urbanizzazioni primarie alla rincorsa degli insediamenti privati, quindi grande consumo di suolo.

Oggi, il suolo l’abbiamo ormai consumato (21 mila chilometri quadrati) e l’Europa ci impone di risparmiarlo. Ma lo fa con una direttiva che si attaglia alla situazione della Francia e della Germania, non a quella del nostro Paese, che presenta il 40 % del territorio non urbanizzabile perché montuoso.

Inoltre, stanno arrivando le ondate di migranti che pongono il problema del “tetto a tutti”. Ma i padri dell’urbanistica ideologica cosa dicono?

Non rimane che demolire i casamenti più vetusti e realizzare le torri-grattacielo, che possono essere una soluzione dal punto di vista ambientale, economico, sociale. Oltre a consentire minore consumo di territorio o addirittura renderlo nullo come nei centri urbani, i grattacieli consentono un risparmio energetico molto significativo.

Va bene, peccato che si frapponga l’ostacolo del milione e più di condomìni inamovibili, creati dalla cinquantennale politica di sfavore verso la locazione privata, altra faccia della distorsione del concetto di città a misura d’uomo. Chi li convince, milioni di condòmini, a trasferirsi temporaneamente in un altro alloggio, sia pure con la prospettiva di una nuova abitazione più confortevole, più bella e sicura?
Ma questo è un altro capitolo.