Archivio per febbraio 2017

Legge Regione Lombardia sui seminterrati, Approvata dal Consiglio Regionale – Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

febbraio 28, 2017

A s s o e d i l i z i a

 

In data odierna è stata approvata dal Consiglio Regionale Lombardo la legge sull’utilizzo dei seminterrati.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici a commento:

“Si tratta di una legge di grande saggezza amministrativa che va nella direzione di rendere utilmente funzionali strutture edilizie già regolarmente esistenti, ma sottoutilizzate.

In questo modo la legge ovvia ad un nonsenso.
Si tratta infatti di intervenire per realizzare abitazioni o locali ad uso diverso dove già esistono spazi legittimamente costruiti: si amplia l’offerta di funzioni e non si consuma nuovo suolo.
Calcoliamo che, nel tempo, potranno prevedersi circa 40 mila interventi ai sensi di questa legge.”

Foto: Achille Colombo Clerici con il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni
Ambrosetti 2014 con il Governatore Lombardia Roberto Maroni

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ASSOEDILIZIA e Aspesi – Revisione del PGT di Milano – Delibera della Giunta Comunale di Milano in data 29 dicembre 2016

febbraio 27, 2017

A s s o e d i l i z i a

COMUNICATO STAMPA

TAVOLO DI ISTITUZIONI PER LA REVISIONE DEL PGT

 

Colombo Clerici (Assoedilizia): “Nuovo momento pianificatorio che dia respiro mondiale a Milano”
Anzani (Aspesi): “PGT grande occasione di sviluppo per la città”

 

*    *    *

L’avvio del procedimento di revisione del Piano di Governo del Territorio (PGT) di Milano, massimo strumento urbanistico per lo sviluppo della città, (che si attuerà attraverso la redazione di un nuovo Documento di Piano e l’approvazione di Varianti al Piano dei Servizi ed al Piano delle Regole) ha indotto Assoedilizia e Aspesi a riunire presso Assoedilizia un Tavolo di  lavoro per una prima valutazione, al fine di offrire alla Giunta comunale – nello specifico all’Assessore all’urbanistica Pierfrancesco Maran – contributi in termini di osservazioni, se del caso anche in chiave critica, di suggerimenti e di proposte.

Erano presenti: avv. Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia; avv. Federico Filippo Oriana, presidente di Aspesi; arch. Antonio Anzani, vicepresidente di Aspesi e presidente della Commissione urbanistica dell’associazione; prof. arch. Alberico Barbiano di Belgiojoso, presidente dell’Associazione Architetti per Milano; avv. Giovanna Branca, di Cobaty; avv. Marco Luigi di Tolle invitato Assoedilizia; avv. Bruna Gabardi Vanoli, Direttivo Assoedilizia; ing. Lorenzo Greppi, Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano; arch. Marco Matteini, consigliere di Fiabci Italia; arch. Pierluigi Roccatagliata invitato Assoedilizia; avv. Luca Stendardi, Direttivo di Assoedilizia.

Achille Colombo Clerici, dopo aver rilevato che “manca una legge quadro nazionale sul regime dei suoli che consenta di superare la dicotomia esistente in Italia tra piani urbanistici conformativi e piani non conformativi” ha aggiunto: “Il documento di indirizzi approvato dalla Giunta di Milano, che apre il processo di revisione del Pgt, contiene una serie di proposizioni che, nel loro complesso, si dimostrano assai aderenti alle esigenze di riforma manifestatesi nel corso del quinquennio di vigenza del Piano.
Si tratta ora di coniugarle al meglio, nel contesto della realtà cittadina, metropolitana e regionale, con gli sviluppi di dinamiche in rapidissima evoluzione, quali sono quelle che caratterizzano la vita della nostra città. Da parte nostra siamo disponibili, in spirito collaborativo, nell’interesse generale anche del Paese, ad offrire alla Pubblica Amministrazione un pieno supporto, per affrontare un nuovo momento pianificatorio che dia respiro mondiale a Milano.
Poichè il Pgt ha optato per l’adozione del criterio della perequazione e della traslazione dei diritti edificatori, credo che questa possa essere l’occasione per dare vita alla “stanza di compensazione dei diritti edificatori” sotto il controllo pubblico che sola può assicurare a tutti i cittadini l’equidistanza dalla pubblica amministrazione.”

Secondo Antonio Anzani “La città di Milano sta vivendo una trasformazione urbanistica epocale grazie ai grandi progetti già realizzati sul territorio ed a quelli che prenderanno vita nel prossimo futuro. Dopo la riqualificazione di Porta Nuova e la nascita di Citylife toccherà al Portello, alle aree degli ex scali ferroviari, a quelle in zona Città Studi dopo lo spostamento delle strutture sanitarie che confluiranno nella nuova Città della Salute. Per non parlare delle aree ex Expo, del progetto Human Technopole, una grande opportunità alle porte della città. Importanti interventi da affrontare anche in termini di infrastrutture, di servizi, di trasporti e viabilità. Il nuovo PGT necessita quindi di una visione di ampio respiro, che rivolga l’attenzione verso la metropoli milanese futura e le sue necessità urbanistiche, aperta al più ampio concetto di area metropolitana della quale il Comune di Milano costituisce il centro e alla innovazione socio-economico-culturale”.
“L’importanza del progetto urbanistico di Milano – ha proseguito Anzani – è confermata dalla presenza a questo tavolo di molte delle Organizzazioni più rappresentative del settore territorio, legate ad Aspesi e ad Assoedilizia, con le quali ci confronteremo per dare il nostro contributo alla città e a questa grande occasione di sviluppo”.

Milano, 27 febbraio 2017

Foto d’archivio:
Achille Colombo Clerici con l’ Assessore Pierfrancesco Maran ed il Sindaco Giuseppe Sala
Achille Colombo Clerici con Giuseppe Sala 2

 

 

QN Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 25 febbraio 2017 – Ripartire dalla legalità – A. Colombo Clerici

febbraio 27, 2017

La corruzione pubblica e privata – che vede l’Italia sul triste podio dei Paesi europei più scorretti preceduta soltanto da Bulgaria e Grecia secondo i dati del CPI “corruption perception index”, diffusi da Transparency International – non soltanto incide nella vita di ogni cittadino e nella microeconomia delle imprese, ma anche sulla macroeconomia, essendo una causa della bassa crescita e della disoccupazione. L’illegalità nelle sue diverse forme, dalla corruzione nell’esercizio di pubblici servizi alle violenze della criminalità organizzata, all’evasione fiscale, inoltre, impedisce la corretta allocazione dei fondi pubblici destinati allo sviluppo; così come la piaga del riciclaggio mina il corretto funzionamento dei mercati, costituendo il canale di trasmissione tra criminalità ed economia legale.

Non solo.

Mina la coesione sociale – che è la base del vivere civile – alimenta la sfiducia nelle istituzioni, falsa la libera concorrenza tra le imprese, incide sulle scelte economiche, in particolare su quelle degli investitori esteri, porta alla convinzione che sia normale vivere in un Paese corrotto.

Parla sempre forte e chiaro il Governatore Ignazio Visco intervenuto ad un dibattito svoltosi, nella sede della Banca d’Italia di Milano, sul progetto “Gli ambasciatori della cultura della legalità” della Fondazione CIRGIS, trattando il tema ” i costi della corruzione”

A 25 anni da Tangentopoli la corruzione, sinonimo di putrefazione, si è affinata. A favorirla è anche la bulimia normativa, l’eccesso di burocrazia che induce ad elargire mazzette per aggirare gli ostacoli. Ma è anche questione di cultura. Se al Nord dell’Italia il dato di Transparency attribuisce un valore attorno al 40%, nel Sud e nelle Isole tocca il 55%. E non è un caso se l’Italia custodisce in carcere un numero di colletti bianchi pari a un decimo di quelli tedeschi.

Le ricette. Occorrono investimenti nel capitale umano, nel capitale della conoscenza, nel capitale sociale al fine di ricreare quel clima di generale reciproca fiducia, solo generatore di coesione.

Occorre educare fin dall’età scolare; sfoltire leggi e normative in eccesso che costringono a ripetuti controlli e che permettono di nascondere più facilmente le corruttele; istituire il conflitto di interessi tra corrotto e corruttore i quali oggi vengono perseguiti nella stessa maniera.

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Marco Romano – “Le belle città” presentazione libro ed UTER – Triennale di Milano con Carlo Bertelli e Michele Salvati

febbraio 27, 2017

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Marco Romano ha presentato con Carlo Bertelli e Michele Salvati il suo ultimo libro “Le belle città”
Cinquanta ritratti come opere d’arte

“L’anima di una città abita i suoi muri, vive negli stili con cui sono eretti i palazzi del centro, nel modo in cui sono collocati i giardini e i monumenti. Le città – tutte le città – sono in questo senso l’esito di una riconoscibile intenzione estetica. Per afferrarla, non basta disporsi in contemplazione delle carte antiche o dei palazzi, come davanti a un quadro, occorre invece praticare l’arte di camminare passo passo e soprattutto di vedere – non guardare soltanto – ogni strada e ogni piazza”.

Marco Romano, architetto e studioso di urbanistica, docente di Estetica della città per la quale combatte, da sempre, una battaglia contro il degrado e la perdita di identità, ha presentato la sua ultima opera – “Le belle città”, appunto, edizione Utet – alla Triennale di Milano con Carlo Bertelli, storico dell’arte, e con Michele Salvati, economista, politico e politologo.

Cinquanta ritratti di altrettanti agglomerati urbani – dal paese alla metropoli – mostrano come tutte le città abbiano i medesimi temi collettivi, le medesime strade e le medesime piazze, ma disposti sempre in maniera diversa: è l’osservatore che deve saperli di volta in volta individuare. Dalle piazze decentrate ai boulevard asimmetrici, è negli scarti dalla norma, nella variazione di uno schema storico tipico, che si manifesta la specificità di ogni singolo agglomerato urbano, che sia una sconfinata metropoli come New York o un piccolo centro come Abbiategrasso.

Solo in tempi relativamente recenti, con l’entrata da protagonista del verde, la realizzazione dei grandi viali, la città scopre l’estetica, patrimonio fino ad allora dei palazzi importanti incastonati come gioielli in una caotica serie di viuzze e quartieri poveri. Ed erano questi palazzi, le chiese costruite e ricostruite per essere sempre più belle, i luoghi collettivi nei quali la cittadinanza si riconosceva. Oggi è la città nel suo complesso che può definirsi bella o meno.

Ma per apprezzarla occorre passeggiare per le sue vie e le sue piazze, osservare con attenzione, conoscere la storia. Come è andata radicandosi la curiosa e unica varietà di piazze monumentali di Torino? Da dove viene la pianta stellata di Palmanova? Come nasce quella lunga città lineare che circonda Parigi? Rispondere a queste domande significa tracciare di ciascuna città un ritratto: un’operazione inventiva, fatta di documentazione, cultura e istinto, ma soprattutto di lunghe e avventurose passeggiate.

Foto: Marco Romano con Stefano Parisi e con il pres. IEA Achille Colombo Clerici
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Assoedilizia: cedolare secca per locazioni ad uso diverso dall’ abitativo – Presidente Achille Colombo Clerici agli Stati Generali della Regione Lombardia “Dillo alla Lombardia” 24 febbraio 2017

febbraio 24, 2017

A s s o e d i l i z i a

 

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici è intervenuto in data odierna agli Stati Generali della Regione Lombardia “Dillo alla Lombardia” 24 febbraio 2017

Assoedilizia: cedolare secca per locazioni ad uso diverso da quello abitativo.

 

Sintesi dell’intervento

Nell’organizzare o nel riorganizzare ordinatamente la vita nel territorio e nelle città occorre ragionare in una doppia dimensione.

La dimensione del futuro che preveda l’incidenza delle nuove tecnologie (pensiamo solo alla mobilità elettrica ed alla mobilità automatica); e la dimensione della tradizione.

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Sempre più si sta facendo largo l’idea che il reticolo commerciale di base (gli esercizi retail diffusi ) abbia una rilevante funzione sociale, come fattore sia di aggregazione della comunità, sia di presidio  del territorio non solo sul piano dell’ ambiente fisico (degrado della città, sicurezza ambientale, pulizia, inquinamento, decadimento degli edifici), ma anche di quello etico-sociale, fino al contrasto alla microcriminalità.

*    *   *

Oggi la crisi delle attività commerciali si localizza per aree urbane, e sovente addirittura per singole vie.
(Non parliamo ovviamente delle zone del lusso, dove le dinamiche sono differenti)

Tra le cause annoveriamo:
– la complessa e critica situazione economica generale
– la trasformazione delle modalità di vita della popolazione
– l’automazione
– le trasformazioni nella organizzazione della rete distributiva.

La grande distribuzione, mentre da un lato razionalizza il settore, anche sul piano dei costi per il consumatore, d’altro lato sovente condanna all’estinzione esercizi commerciali tradizionali, che magari forniscono prodotti speciali di nicchia, livellando al basso molte eccellenze.

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– Occorre disegnare un nuovo ruolo del commercio nello sviluppo delle città.

Milano è antesignana.

Sensibile a queste problematiche che coinvolgono il tema più generale della rigenerazione urbana, il Comune di Milano sta redigendo, oltre alle Varianti del piano dei servizi e di quello delle regole, un nuovo Documento di piano di governo del territorio, in cui, fra gli indirizzi generali, si parla dell’esigenza di ” favorire il ruolo del commercio come opportunità per incentivare l’attrattività urbana e rivitalizzare ambiti carenti di servizi” ( deliberazione della Giunta Municipale di Milano del 22/12/2016 ).

Una particolare attenzione anche da parte della Commissione europea e delle Regioni. L’assessore regionale allo Sviluppo economico della Lombardia Mauro Parolini ha avviato un progetto  – attivando le risorse europee – per sostenere in particolare le piccole imprese la cui percentuale di mortalità è troppo alta, una su tre. Molti i campi di attuazione: dalla trasformazione delle librerie in crisi in caffè letterari; all’aggiunta di una nuova funzione per le edicole che diventano anche centri di informazione turistica; alle agenzie di viaggio da mettere in rete. Di particolare interesse la riapertura di negozi sfitti (l’esperimento riguarda per ora una settantina di paesi e cittadine lombardi) grazie ad accordi tra i commercianti e i proprietari degli immobili: a titolo di contributo per interventi di innovazione a sostegno e rilancio delle attività di commercio sono stati stanziati 3,2 milioni di euro.

– Ma occorrono modifiche anche alle leggi statali.
Maggiore flessibilità della legge regolatrice del rapporto di locazione commerciale che risale al 1978 (equo canone) e che contiene una serie di prescrizioni inderogabili, che riguardano il contenuto normativo del contratto.

– La derogabilità delle norme della legge dell’equo canone in tema di usi diversi è oggi prevista, ma solo per le locazioni aventi canone annuo superiore a 250 mila euro. Il principio è già stato introdotto – perciò si tratta di estenderlo a tutte le locazioni ad uso diverso (si tratta del Decreto “Sblocca – Italia”, convertito nella legge 11 novembre 2014, n. 164 e in vigore dal 12 novembre 2014)

– la derogabilità dell’aggiornamento Istat al 75% è già prevista per il caso di contratti di durata superiore ai 6 anni (a parte il rinnovo degli ulteriori 6) (art. 32 della legge 392/1978, come modificato dalla legge 14/2009 in vigore dal 1 marzo 2009) anche qui si tratta di estenderla

– gli accordi di riduzione del canone sia per tutta la durata del contratto sia per un periodo limitato sono esenti da imposta di bollo e di registro (per quanto vadano registrati) ex articolo 19 del D.L. n. 133/14 in vigore dal 12.9.2014 ma ciò non basta.

Queste norme però evidenziano che il legislatore è conscio del problema, ma è timido nell’affrontarlo.

Le rigidità dello schema contrattuale e le criticità economico-fiscali finiscono per scaricarsi anche sull’entità dei canoni di locazione.

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Per quanto riguarda la posizione fiscale delle parti, nella locazione commerciale, c’è un forte sbilanciamento: perché la normativa tributaria, mentre favorisce le nuove intraprese imprenditoriali (es. Start up), nulla prevede per il proprietario dell’immobile, il quale, affittando al nuovo imprenditore, indirettamente assolve ad una funzione sociale nel “finanziarne” l’attività: paga le imposte  immobiliari senza sconti , anzi addirittura anche quando non percepisce alcun reddito perché l’inquilino è insolvente.

Assoedilizia chiede per i proprietari l’istituzione della cedolare secca sui canoni percepiti.

Foto: Achille Colombo Clerici con il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli
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“Politiche regionali in materia di sviluppo economico” Convegno alla Camera di Commercio di Milano – Regione Lombardia – 20 febbraio 2017

febbraio 23, 2017

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Lo stanziamento di quasi 400 milioni di euro annunciato al convegno “Politiche regionali in materia di sviluppo economico”

LA REGIONE LOMBARDIA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

La Regione Lombardia, in collaborazione con le Camere di Commercio, sta attuando iniziative a favore del sistema economico lombardo per consolidare i segnali di crescita, che dovranno ovviamente ripercuotersi positivamente anche sull’occupazione. Dopo aver approvato la nuova Legge Regionale ‘Manifattura 4.0’, sono quasi 400 milioni di euro le risorse che serviranno a finanziare misure “sussidiarie e condivise” per sostenere la crescita delle imprese lombarde: dal piano di sostegno delle Start Up, al bando ‘Al Via’, una misura di finanziamenti agevolati per 300 milioni di euro in favore delle imprese per interventi strutturali, di digitalizzazione e acquisto macchinari.

Ma anche ‘Smart Living’ a supporto del settore edilizio, le iniziative a sostegno al credito, come ‘Credito Adesso’ che ha permesso di finanziare oltre 1500 imprese.

Con la prospettiva per il 2017 delle nuove iniziative come ‘AttrACT’, realizzata in collaborazione con la Camera di commercio di Milano e Unioncamere Lombardia, per facilitare gli investimenti sul territorio regionale. In particolare ‘AttrACT’ sviluppa ‘Accordi per l’attrattività con 70 Comuni lombardi per identificare le opportunità di insediamento e assistere le imprese nel processi di investimento.

Tra le altre misure a sostegno delle attività commerciali si annoverano contributi per interventi di innovazione a sostegno e rilancio delle attività del commercio in aree urbane attraverso il recupero di spazi sfitti (3,2 milioni di euro) e il bando “Turismo e attrattività” a sostegno di progetti di riqualificazione delle strutture ricettive alberghiere, extra-alberghiere e dei pubblici esercizi (35 milioni di euro).

Le iniziative sono state presentate al convegno “Politiche regionali in materia di sviluppo economico” con l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Mauro Parolini e il Presidente della Camera di Commercio di Milano, Carlo Sangalli nella sede della Camera di Commercio di via Meravigli.

Secondo una elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati Eurostat 2016, la Lombardia si posiziona ai primi posti in Europa per imprenditorialità. L’Italia risulta invece prima per numero di imprese nell’Unione Europea nei settori considerati omogenei.

La Lombardia è al primo posto con la regione di Parigi, per concentrazione di imprese per abitante, 8%, quasi una impresa ogni dieci residenti. Per Paese, seguono per numero di imprese: Francia, Spagna, Regno Unito, Polonia e Germania. Per regione, dopo i motori francese e italiano, entrambi con quasi un milione di imprese, ci sono le spagnole Catalogna, Andalusia e la regione di Madrid, le francesi Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Rhône-Alpes, le Fiandre olandesi, la tedesca Renania – Vestfalia, che precede il Piemonte al decimo posto, con le tedesche Baviera e Baden-Württemberg subito dopo.
Le imprese lombarde, dati 2016, sono 815 mila, +0,2% rispetto a un anno fa, ma -1,3% in cinque anni. Gli occupati in Lombardia sono circa 4 milioni, quasi un occupato su cinque in Italia.

“L’importante iniziativa promossa dall’assessore Parolini e dalla Camera di Commercio di Milano dimostra ancora una volta l’attenzione del governo regionale al territorio ed al suo sviluppo economico” ha commentato Gustavo Cioppa, sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia.  “Già nei precedenti incontri organizzati con le altre Camere di Commercio, le iniziative ed i finanziamenti illustrati hanno raccolto vivo apprezzamento da parte degli stakeholder. La Lombardia continua ad offrire molteplici strumenti, fruibili e concreti, per lo sviluppo del tessuto economico e produttivo, così da rendere la nostra regione sempre più competitiva ed attrattiva”.

Foto:
l’Assessore Mauro Parolini con il pres. di Assoedilizia Achille Colombo Clerici
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Carlo Sangalli con Achille Colombo Clerici
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Banca d’Italia di Milano – Convegno CIRGIS 20 Febbraio 2016 – Governatore Ignazio Visco – IEA informa

febbraio 22, 2017

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Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al Progetto CIRGIS

CORRUZIONE E COSTI SOCIALI

La corruzione pubblica e privata – che vede l’Italia sul triste podio dei Paesi europei più scorretti preceduta soltanto da Bulgaria e Grecia secondo le valutazioni di Transparency International – non soltanto incide nella vita di ogni cittadino e nella microeconomia delle imprese; ma anche sulla macroeconomia, essendo una causa della bassa crescita e della disoccupazione. Non solo.

Mina la coesione sociale – che negli altri Paesi è la base del vivere civile – alimenta la sfiducia nelle istituzioni, falsa la libera concorrenza tra le imprese, incide sulle scelte economiche, in particolare su quelle degli investitori esteri, porta alla convinzione che sia normale vivere in un Paese corrotto.
Occorrono investimenti nel capitale umano, nel capitale della conoscenza, nel capitale sociale al fine di ricreare quel clima di generale reciproca fiducia, solo generatore di coesione sociale.

Parla sempre forte e chiaro il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco intervenuto a Milano sul progetto “Gli ambasciatori della cultura della legalità” della Fondazione CIRGIS che, rivolto a studenti delle classi superiori (circa 200), universitari e neolaureati (circa 20), prevede il coinvolgimento anche di un pubblico adulto, a partire dai familiari dei ragazzi, così come di avvocati, commercialisti, operatori del mondo della finanza e altri professionisti.

A 25 anni da Tangentopoli la corruzione si è affinata: se, allora, si basava su un giro vorticoso di mazzette che finivano da un lato ad alimentare i partiti e dall’altro a rimpinguare quasi sempre le tasche dei collettori – certe opere pubbliche potevano durare decenni per continuare la impropria funzione di bancomat – oggi si manifesta principalmente nell’assicurare un appalto, nel favorire una carriera, in una triangolazione difficile da accertare. Favorita in questo da leggi il cui effetto è quello di frenare l’azione riformatrice partita da Milano.

L’illegalità nelle sue diverse forme, dalla corruzione nell’esercizio di pubblici servizi alle violenze della criminalità organizzata, inoltre, impedisce la corretta allocazione dei fondi pubblici destinati allo sviluppo; così come la piaga del riciclaggio mina il corretto funzionamento dei mercati, costituendo il canale di trasmissione tra criminalità ed economia legale.
Corruzione, è stato detto, è sinonimo di putrefazione. A favorirla è anche la bulimia normativa, l’eccesso di burocrazia che induce ad elargire mazzette per aggirare gli ostacoli. Ma è anche questione di cultura. Secondo il CPI “corruption perception index”, se al Nord dell’Italia il dato di Transparency attribuisce un valore attorno al 40%, nel Sud e nelle Isole tocca il 55%. E non è un caso se l’Italia custodisce nelle patrie galere un numero di colletti bianchi pari a un decimo di quelli tedeschi.

Le ricette.  Educare fin dall’età scolastica; sfoltire leggi e normative in eccesso che costringono a ripetuti controlli e nel quale più facilmente si nascondono gli episodi di corruzione; istituire il conflitto di interessi tra corrotto e corruttore che oggi vengono perseguiti nella stessa maniera.

Se non cambia la mentalità, secondo la quale lo Stato è “altro”, non usciremo dalla sottocultura dell’illegalità, alla quale molti di noi si sono assuefatti. La corruzione è come il cancro: non esiste per combatterla la pillola miracolosa, ma la cura faticosa e costante di ogni giorno da praticare fin dall’età scolare.

Molti i giovani presenti i quali hanno posto interessanti quesiti.

I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Sopranzetti, direttore della Banca d’Italia sede di Milano; Luigi Rovelli, presidente emerito della Corte di Cassazione, che ha presieduto il convegno; Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia; Marina Tavassi, presidente della Corte d’Appello di Milano; Eugenio Fusco, sostituto Procuratore della Repubblica di Milano; Rosa Polizzi direttrice del progetto; Mauro Romano, ordinario di Economia Aziendale nelle Università di Foggia e Roma Tre; Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia; Giuseppe Aglialoro, Segretario generale internazionale CIRGIS.

Foto d’archivio: Giuseppe Sopranzetti con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

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