Archivio per settembre 2016

Serata Russa 2016 – Direzione, Tatiana Shumova, in collaborazione con la Fondazione Russa della Cultura e la Fondazione “Centro per lo sviluppo dei rapporti Italia – Russia” – Alexandre Nurizade, Console Generale di Russia a Milano – IEA informa

settembre 30, 2016

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SERATA RUSSA 2016
Tradizionale appuntamento che simboleggia un profondo rapporto di amicizia e collaborazione
ARTE, MUSICA, MODA ALLA SERATA RUSSA DI MILANO

Cinema, moda, arte e beneficenza. Dal 26 al 30 settembre 2016, nell’ambito del Foro di dialogo russo-italiano tra le società civili, si è svolta una nuova edizione della Missione culturale russa a Milano. Il progetto fa parte del programma degli eventi ufficiali del Protocollo della Commissione mista russo-italiana per la collaborazione nell’ambito della cultura e dell’istruzione, firmato dai Ministri degli Affari Esteri della Russia e dell’Italia a Bari il 14 marzo 2007.

Tra gli eventi principali della manifestazione “La Serata Russa a Milano” che si è tenuta a Palazzo Erba Visconti. Hanno partecipato esponenti delle istituzioni russe e italiane, nonché imprenditori e professionisti del mondo della cultura e della moda.
Presenti fra gli altri, con le rispettive consorti, il Console di Russia, Alexandre Nurizade, Rosario Alessandrello, Mario Boselli, Gian Valerio Lombardi, Franco Rocco, Adriano Teso, Giuseppe Luce, Gianfranco Faletti, Sergio Cucci, il presidente di Assoedilizia e di IEA Achille Colombo Clerici.
Il programma della Serata ha visto il concerto dei solisti dell’Accademia di giovani cantanti del Teatro Mariinskij guidati da Larisa Gergieva, la mostra “Il disegno teatrale dei Balletti Russi di Diaghilev attraverso gli occhi dell’artista Anna Nezhnaya – Leon Bakst e Aleksander Benois”, che ha presentato al pubblico gli schizzi delle scenografie degli spettacoli.

Durante la serata è stata presentata anche la mostra di gioielli della maison Damiani “Alchimia del desiderio” e le icone ricamate a mano con pietre preziose dello Studio iconografico russo “Prikosnovenie”. E la stilista Natalya Valevskaya ha presentato al pubblico la collezione di abiti “Ultimi Romanov”.

Come da tradizione, durante la serata si è tenuta la lotteria di beneficenza a sostegno dei giovani artisti dell’Accademia itinerante delle arti.

Il cinema “Odeon” di Milano ha ospitato il festival del cinema russo: una rassegna con film di famosi e giovani registi come “La carrozza verde” di O.Asadulin, “Il lichene bianco” di V.Tumaev, “La fine di un’epoca meravigliosa” di S.Govorukhin, “Salvezza” di I.Vyrypaev, “Sull’amore” di A.Melikjan.

Foto di archivio:
– Rosario Alessandrello con Achille Colombo Clerici
– Gian Valerio Lombardi con Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici con Rosario Alessandrello

Achille Colombo Clerici con il Prefetto Lombardi
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Gottardo 2016 Galleria Ferroviaria – Progetto AlpTransit – Convegno a Milano e Mostra itinerante a Milano, Torino, Bologna, Roma, Monza – Consolato di Svizzera a Milano – IEA informa

settembre 30, 2016

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La mostra interattiva “Gottardo 2016” alla Stazione Centrale fino al 16 ottobre
LA GALLERIA FERROVIARIA DEI RECORD SI PRESENTA AL PUBBLICO MILANESE
Colombo Clerici presidente di Assoedilizia: “Il nostro apporto per sbloccare difficoltà iniziali”

L’esposizione itinerante e multimediale “Gottardo 2016” fa tappa anche in Italia, nella Stazione Centrale di Milano, presso il binario 22. Sei moduli tematici articolati sui temi quali la storia, le cifre, i fatti, la tecnologia e l’importanza del progetto del secolo per la Svizzera e l’Europa.

La mostra, ideata ed allestita per l’inaugurazione della galleria di base avvenuta il primo giugno, rimarrà visibile ogni giorno al binario 22 dalle ore 9 alle 21 fino a domenica 16 ottobre, offrendo ai visitatori l’opportunità di vivere in prima persona la dimensione storica di questa galleria. E’ stata inoltre l’occasione per il convegno “La nuova ferrovia transalpina: nuovo slancio per l’intermodale in Italia”, tema fondamentale per la politica dei trasporti merci.

La mostra segue altre manifestazioni milanesi svoltesi negli scorsi mesi – la rassegna cinematografica e alla Settimana della moda – e precede eventi a Torino, Bologna, Roma, Monza e di nuovo Milano nei prossimi mesi. Prima dell’entrata in esercizio, il prossimo dicembre, verranno organizzati convogli con a bordo personalità delle comunicazioni e dell’imprenditoria europee.

Lo sforzo promozionale del Consolato di Svizzera a Milano – come hanno sottolineato il Console generale Felix Baumann e il direttore dell’ufficio federale dei trasporti Peter Fuglistaler  – dipende dall’importanza dell’opera eseguita nell’ambito del colossale progetto AlpTransit che comprende anche la galleria del Loetschberg sulla linea ferroviaria del Sempione: con i suoi 57,1 km è la più lunga del mondo replicando in oltre un secolo i record mondiali del primo traforo ferroviario ( 1882,  15 km) e del tunnel stradale (1980, 17 km).
Non solo di record si tratta. Il nuovo Gottardo non collega “solamente” il tratto alpino che va da nord al sud della Svizzera, ma è il cuore dell’asse di transito europeo che collega nord e sud dell’Europa ed è corridoio di transito tra porto di Rotterdam e porto di Genova. “Quest’opera – ha aggiunto Fuglistaler – è un contributo rilevante che la Svizzera da all’integrazione europea dei trasporti e dell’economia. Ma svolge un ruolo di punta anche per l’Italia, in particolare per Milano, vista la vicinanza”.
Marco Granelli, assessore alla Mobilità e all’Ambiente del Comune di Milano, ha spiegato che per la città avere l’esposizione “Gottardo 2016” è indice del fatto che Milano vuole interagire sempre di più con l’Europa e che è una città disponibile e aperta verso tutte le attività che favoriscono gli scambi e le interazioni. L’assessore ha concluso ricordando che si tratta di un’occasione di conoscenza in più anche per le generazioni future.

La struttura interattiva offre l’opportunità ai visitatori di vivere la dimensione “storica” attraverso sei moduli tematici: storia, cifre, fatti, tecnologia, importanza del progetto e mobilità sul futuro.
Roberto Tulipani, direttore regionale sud, viaggiatori Ffs e ceo Tilo spa, ha ricordato che l’apertura della galleria consentirà di ridurre i tempi di percorrenza. I turisti italiani, spiega, dall’11 di dicembre risparmieranno 30 minuti sul tratto Milano-Lucerna e Milano-Zurigo e nel 2020 si guadagnerà un’ora.
Martino Colombo, capo sezione mobilità Canton Ticino, in rappresentanza dei quattro cantoni (Uri, Ticino, Vallese e Grigioni) partner del San Gottardo ha annunciato che i quattro cantoni si sono messi insieme per valorizzare da un punto di vista economico ma soprattutto turistico il rapporto con la Lombardia, rafforzato dalla molto più breve ma ugualmente importante realizzazione della ferrovia Arcisate (Varese)-Stabio (Canton Ticino).  Colombo ha ricordato che l’importanza del San Gottardo è riconosciuta da fine XVIII secolo, quando fu denominato “via delle genti’”.  Aggiungendo: “Da questa terza importante ‘rivoluzione’ ci aspettiamo una riduzione del traffico sul tratto stradale e una riduzione delle distanze tra Svizzera e Milano”.

Se i dati del traforo del Gottardo colpiscono l’attenzione, altrettanto impressionante anche se meno noto è l’apporto tecnologico per la sua realizzazione. Lo ha reso noto Mario Corsi, amministratore delegato di ABB Italia, citando, tra l’altro, che il sistema di ventilazione è il più grande del mondo e che la potenza di illuminazione è pari a quella di una città. Record aggiuntivi.

Compiacimento del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici che ricorda: “Nel 1995/96 fummo tra i primi, con l’associazione Carlo Cattaneo, a portare la questione di AlpTransit all’attenzione dell’opinione pubblica italiana, organizzando una serie di dibattiti e di incontri, istituzionali in sede locale e ministeriali con il nostro Governo.   Ciò permise agli Svizzeri Ticinesi, forti dell’appoggio italiano, di riuscire a superare il voto della Camera Bassa che, in un primo momento, aveva privilegiato la linea del Loetschberg a scapito proprio del Gottardo”.

Foto: Il Console Generale di Svizzera con Colombo Clerici Pres. IEA

Achille Colombo Clerici con Fèlix Baumann

Shimon Peres, La Scomparsa – Cordoglio di Achille Colombo Clerici presidente dell’Istituto Europa Asia IEA

settembre 29, 2016

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La morte di Shimon Peres, ex presidente di Israele, premio Nobel per la Pace

CORDOGLIO DI ACHILLE COLOMBO CLERICI, PRESIDENTE DELL’ISTITUTO EUROPA ASIA

Il presidente dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici partecipa con profondo cordoglio al lutto di tutti gli uomini che anelano alla pace per la scomparsa dell’ex presidente israeliano Shimon Peres, premio Nobel per la Pace, statista amato e rispettato che ha avuto sempre la preoccupazione di prevedere i corsi del mondo e dell’Occidente per orientarlo verso obiettivi di pace e di progresso umano.

“Ho avuto modo di ascoltarlo da 25 anni – ha detto Colombo Clerici – in occasione degli annuali incontri di Ambrosetti a Cernobbio, apprezzandone la profondità di pensiero e la lungimiranza nella prospettazione delle evoluzioni sociali e politiche globali, e riscontrando nelle sue analisi e valutazioni una costante positività, legata ad una visione mai pessimistica dell’umano destino”.

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“Mercato immobiliare addio” QN Il Giorno, Il Resto del Carlino, la Nazione del 24 settembre 2016 – Achille Colombo Clerici

settembre 26, 2016

In una intervista rilasciata qualche giorno addietro al Forum Ambrosetti di Cernobbio, a proposito dell’andamento del mercato immobiliare ho affermato che oggi da noi non c’è più un mercato immobiliare. Nel senso che non c’è più, per chi abbia risparmi investiti in immobili, nemmeno una relativa certezza di poter all’occorrenza realizzare il valore patrimoniale, attraverso la cessione del bene.

I dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate permettono di confermare questa asserzione. Parlano di un aumento delle compravendite immobiliari in Italia – nel secondo trimestre 2016 più 22,9% rispetto allo stesso trimestre del 2015, a Milano più 29,7%.

Ma al tempo stesso confermano che i valori delle case continuano a calare (-0,9%), mentre i titoli abilitativi per nuove costruzioni nel secondo semestre 2015 sono diminuiti del 14,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Come si fa dunque a parlare ancora di mercato quando siamo in presenza di una domanda che aumenta, di una offerta che diminuisce e di prezzi che calano?

Il mercato immobiliare in Italia, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è determinato dal sentiment di 25 milioni di famiglie e non dall’attività di un centinaio di operatori finanziario-immobiliari (intermediari nella gestione del risparmio privato) ai quali lo Stato riserva un trattamento fiscale privilegiato.

Da noi è scomparsa la categoria del nuovo investitore nel residenziale a reddito a causa, sia della pressione fiscale in generale, sia del disfavore fiscale che penalizza chi costruisce per offrire in locazione: per il nostro fisco, gli alloggi in locazione vengono considerati quali “seconde case” alla stregua di quelle per villeggiatura.

Come se ciò non bastasse, pende come spada di Damocle sul capo dell’investimento immobiliare una riforma catastale, oggi in sonno, che una volta risvegliata potrebbe generare profondi squilibri economici e gravi danni al risparmiatore.
E non cessa di esser riproposta da alcune parti politiche e sociali la patrimoniale anche per gli immobili.   Come se già non esistesse una “patrimoniale” di 22 miliardi annui su uffici, negozi, abitazioni, anche su quelli che non si riescono ad affittare o dai quali per morosità degli inquilini non si ricava un reddito.

Di fronte a tali prospettive quale fiducia nel futuro della casa possono avere sia gli investitori istituzionali, sia le famiglie che ancora riescono a risparmiare, le quali per gli investimenti dei propri risparmi cercano stabilità e certezza fiscale?

Dev’esser dunque fuori di dubbio che, per avviare una ripresa strutturale del settore immobiliare, cardine dell’economia del Paese, occorre che i nostri decisori diano segnali chiari in tal senso.

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Tenuta Cassinazza Natta – Giuseppe e Francesco. Natta, Neorurale s.p.a. “Centro Acqua & Sole” – Vellezzo Bellini ( Pavia) – “La terra tra agricoltura produttiva, ambiente e innovazione” Convegno – IEA informa

settembre 23, 2016

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Lo straordinario caso della tenuta Cascinazza a Vellezzo Bellini (Pavia) gestita dagli eredi del Premio Nobel Giulio Natta

L’AGRICOLTURA CHE MIGLIORA L’AMBIENTE, GUADAGNANDOCI

 

Agricoltura non più soltanto produzione di alimenti, che resta ovviamente la funzione primaria: ma anche come recupero del paesaggio e della biodiversità, trasferimento nelle aree agricole periurbane di attività di lavoro tipiche della città (uffici), utilizzo dei rifiuti organici per sostituire concimi e fertilizzanti chimici: il tutto guadagnandoci. Non si tratta di studi e ricerche, lodevoli quanto astratti, ma di realtà sperimentate da molti anni in provincia di Pavia, a Vellezzo Bellini – 21 km dal centro di Milano – nella tenuta La Cassinazza, via Giulio Natta. Ennesimo esempio lombardo di felice connubio tra l’apice italiano della produzione, del terziario avanzato, della ricerca, della tutela del territorio e l’agricoltura; a conferma dei frutti cospicui che può dare la circolazione di idee in una cultura aperta alle innovazioni.

Se ne è parlato in un incontro organizzato dalla Federazione della Proprietà Fondiaria – con ELO European Landowner’s Organisation e Friends of the Countryside META Movimento Europeo Terra e Ambiente – nella tenuta già di proprietà del Premio Nobel per la chimica, condotta oggi dal figlio Giuseppe e dal nipote Francesco. La Cassinazza si estende per circa 1400 ettari all’interno del territorio neorurale di Giussago ed altri comuni limitrofi. L’assetto attuale è stato raggiunto a partire dal 1996 con la collaborazione del sindaco di allora Ivan Chiodini che, primo in Italia, stese un Piano regolatore che comprendeva principi innovatori rivoluzionari, oggi recepiti dalla legge nazionale.

Numerosi interventi di rinaturalizzazione dell’ambiente – hanno spiegato Giuseppe e Francesco Natta dopo i saluti di Giuseppe Visconti presidente nazionale della Proprietà Fondiaria –  hanno portato alla formazione di oltre 107 ettari di aree umide, 78 di boschi, 65 di rimboschimento da legname, 50 di prati, 110 km di siepi e filari campestri. Mentre sono aumentate del 170% le specie di uccelli, dell’81% i mammiferi, praticamente raddoppiate ed oltre farfalle, libellule ed altri insetti. E la fertilità del suolo si è accresciuta del 71%. A costo praticamente zero grazie ai contributi Pac-Politica agricola comunitaria.

Cosa vuol dire territorio neorurale? Con gli interventi di rinaturalizzazione, alle attività agricole già presenti si sommano altri servizi di natura ambientale quali, ad esempio, la qualità del paesaggio, la biodiversità, la valorizzazione delle risorse rinnovabili, il miglioramento della salute e della qualità della vita. Nell’ottica neorurale anche i fabbricati agricoli possono ospitare attività lavorative tradizionalmente urbane senza incrementare la superficie costruite. Ad esempio, la cascina Darsena, una delle sette che costituiscono il comprensorio neorurale della Cascinazza, permette di ospitare un ufficio per 300 persone, restituendo a verde tre ettari di superficie.

Si trasforma quindi il territorio agricolo in un nuovo motore economico e sociale, coniugando il rispetto dell’ambiente e la riqualificazione di un importante patrimonio rurale, realtà preziose soprattutto nelle aree periurbane.

La necessità di un’agricoltura più sostenibile anche economicamente in un’epoca nella quale la produzione internazionale massacra gli operatori agricoli lombardi e italiani costretti talvolta a vendere sottocosto,  obbliga a cercare ogni forma di risparmio. Uno degli oneri più consistenti è quello dei concimi e dei fertilizzanti chimici che, oltretutto, rendono la terra sempre meno fertile aumentando quindi la necessità di essere concimata.   Una via di uscita dall’economia del consumare materie prime non rinnovabili ed inquinare con i rifiuti è stata illustrata dall’agronomo Gilberto Garuti presentando il Centro Acqua & Sole.

Si tratta di andare là dove i rifiuti si producono – allevamenti zootecnici, industrie agroalimentari, raccolta differenziata nelle città – di portarli nella campagna dove vengono trattati e utilizzati quale fertilizzante. Una forma moderna, ma igienica e inodore, dell’antico letamaio che, costituito sul posto, sul posto veniva utilizzato. Il Centro può servire un’area cerealicola di 5.000 ettari, ricevendo 120.000 tonnellate/anno di rifiuti che vengono trasformati in circa 190.000 tonnellate di ammendante organico. L’energia utilizzata per il trattamenti dei rifiuti e la produzione dei fertilizzanti organici deriva dal biogas prodotto dal processo. Un esempio di economia circolare.

Il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici, da sempre sostenitore di una sempre più efficiente integrazione tra città e campagna, ha conversato a lungo con Giuseppe Natta degli aspetti filosofici e sociali della iniziativa.

“Tutto è nato dalla mia passione per la natura, per la vita, il passeggiare all’aria aperta, a contatto con acque, alberi, prati, stagni, uccelli ed animali di più grandi dimensioni, ma anche di insetti – riconosce Giuseppe Natta – ed ora, questa realtà mi permette di vivere bene, con soddisfazione, secondo le mie aspirazioni.”

“Guardando l’immagine aerea di questi luoghi – interviene Colombo Clerici – e considerando la trasformazione intervenuta rispetto alla situazione precedente, che rispecchiava l’assetto ordinario dei campi coltivati nella nostra Lombardia, mi viene alla mente l’ idea dell’esteta John Ruskin che, nel parlare di città come luogo della accumulazione, evoca l’idea dell’intervento dell’uomo sulla natura allo stato brado che diventa paesaggio, per trasformarsi poi in paese.” “Questo luogo – aggiunge Giuseppe Natta – risponde ad una domanda di fruizione della natura.
Ma non si tratta di natura disegnata, costruita come fosse un giardino, in modo artificiale e soggettivo. Qui la natura è costruita secondo criteri assolutamente naturali e universali, conosciuti attraverso l’esperienza e la scienza .”

Foto:

Giuseppe Natta con Achille Colombo Clerici
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da sin. Giuseppe Natta, Giuseppe Visconti e Colombo Clerici
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da sin, Francesco Natta con Colombo Clerici
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QN “Il Giorno” in Mostra nella Galleria Santa Radegonda della MM milanese in piazza Duomo – Inaugurazione – IEA informa

settembre 22, 2016

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In Galleria Santa Radegonda (MM Duomo) i primi 60 anni di storia del quotidiano Il Giorno

 

Nel giorno dell’apertura a Milano della settimana della moda, il quotidiano Il Giorno, altro simbolo della città, nell’ambito dei festeggiamenti per il sessantesimo della fondazione ha inaugurato una mostra nella galleria Santa Radegonda all’interno della Metropolitana Duomo, luogo di altissima frequentazione – un milione e mezzo di persone ogni settimana – di gente che lavora e che fa grande la città.

Il quotidiano, che nel 1956 rivoluzionò il panorama giornalistico italiano, si racconterà per un mese con pannelli che allineano ingrandimenti delle prime pagine storiche, fotografie, bozzetti, tavole originali emerse dagli archivi. Un racconto per temi, più che cronologico, quello che ricostruisce il passato del quotidiano. E si apre su un futuro al passo con i tempi: nell’era di Internet, alle nove edizioni locali si sono infatti aggiunti ben diciassette portali cittadini che coprono gli avvenimenti di tutta la Lombardia.

All’inaugurazione, presenti i vertici della redazione e della società editoriale –  Sara Riffeser Monti, vicepresidente della Speed e consigliere d’amministrazione della Poligrafici Editoriale e Simone Castelli, il direttore del quotidiano Giuliano Molossi assieme alla moglie Elisabetta Falciola e alla figlia Carolina, il vicedirettore Sandro Neri –  hanno partecipato personalità del mondo dell’imprenditoria – citiamo tra tutti il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, il presidente emerito della Camera della Moda Mario Boselli, l’ad di Solidea Calzificio Italiano Luca Pinelli che ha collaborato alla realizzazione con il Consorzio Vini Oltrepo Pavese – della cultura, dello spettacolo con l’attore e cabarettista Enrico Beruschi.

Scrive nel primo pannello introduttivo Giuliano Molossi, direttore del giornale: «Nella storia del giornalismo italiano, quella del 21 aprile del 1956 è una data indimenticabile. Nasceva “Il Giorno”, un quotidiano diverso da tutti gli altri, che rivoluzionò il modo di fare informazione. Nel mondo della carta stampata fu un autentico terremoto. Questa mostra illustra la storia di un quotidiano che oggi come ieri continua a guardare al futuro, con le sue 9 edizioni locali e 17 portali cittadini in Lombardia».

E poi le parole di Nello Ajello: “Il Giorno irruppe nei tranquilli recinti dell’informazione italiana come un quotidiano corsaro, di formula moderna, tecnicamente innovativo, politicamente inquietante”. Ha inventato, per esempio, la pagina dell’economia, a tutto campo, mettendo in giusto rilievo anche l’attività dei sindacati fino ad allora ignorati dalla stampa paludata. Fra i pannelli in Santa Radegonda quelli dedicati allo sport. “Erano le pagine più belle che si fossero mai viste”, le ricorda Vittorio Emiliani. Nelle quali giganteggiava l’inarrivabile Gioannbrerafucarlo.

Foto: Il Direttore Giuliano Molossi con Achille Colombo Clerici

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Verso la nuova Milano “Glocal”, “A Place To Be”: tra radici ambrosiane e proiezione globale – Corpo consolare della Lombardia – Photogallery settembre 2016 a Palazzo Turati, Camera di Commercio di Milano – Sala Conferenze – IEA informa

settembre 22, 2016

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Alla Camera di Commercio il tradizionale incontro con il Corpo Consolare milanese
IL NUOVO RUOLO DI MILANO CITTA’ GLOCAL

Il ruolo internazionale di Milano è confermato da un dato: con New York detiene il record mondiale di presenze consolari. Milano è una città mondo.

La constatazione è stata fatta al tradizionale incontro della Camera di Commercio con il Corpo Consolare, nato nel 1983 da un’idea di Piero Bassetti, primo presidente della Regione presente nel ruolo di presidente di Globus et Locus. Dopo i saluti di Carlo Sangalli, presidente dell’ente e di Walid Haidar, decano dei Consoli di Milano e Lombardia, si sono susseguite testimonianze di imprenditori internazionali.

Se il successo di Expo ha costituito la prova del nuovo ruolo del capoluogo lombardo, le premesse c’erano tutte. Sotto la Madonnina opera un terzo delle multinazionali in Italia, 3.300 imprese con 280.000 dipendenti che generano un fatturato di 170 miliardi di euro l’anno.

Milano vive una stagione importante che alcuni definiscono da nuovo Rinascimento: le sue nuove “opere d’arte” sono il Centro studi sull’alimentazione, Human Technopole, la free tax area in zona Expo, la probabile acquisizione dell’Agenzia europea del farmaco. In occasione della firma del Patto per Milano tra il governo e la città del valore di 2 miliardi e mezzo di euro, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ricordato che “Milano accompagnerà per mano l’Italia sulla via della ripresa”.  Va detto, al proposito, che una legge speciale per Milano, tradottasi nel Patto, è stata sempre fortemente sostenuta da Assoedilizia e dal suo presidente Achille Colombo Clerici.

Finora Milano era stata penalizzata dalle dimensioni ridotte rispetto alle più importanti conurbazioni mondiali. Con la Città Metropolitana raggiungerà i 3 milioni e mezzo di abitanti. Non solo. Le più importanti associazioni imprenditoriali sono già al di là dei nuovi confini: la Camera di Commercio di Milano si è fusa con quelle di Monza e di Lodi (oltre 500.000 aziende) così come ha fatto Assolombarda con l’associazione industriali di Monza; nel capoluogo brianteo arriverà la metropolitana, ulteriore legame tra le più importanti realtà economiche della Lombardia.

Ma forse già gli stessi confini regionali si mostrano angusti. Bisogna cominciare a ragionare in termini di macroregione che va da Torino a Trieste, oltre 20 milioni di abitanti, ben più della metà della produzione nazionale, al quinto posto tra le città-mondo. Se gli occhi del mondo vedono principalmente moda, design, agroalimentare, tecnologia quali segni distintivi della città, bisogna ricordare che l’impresa – pur dopo la chiusura delle grandi fabbriche – è ben presente: 250 medie (da 50 a 500 dipendenti) e 123 grandi (oltre i 500 dipendenti). Per citare, Monaco ha solo 61 aziende di queste dimensioni, Barcellona 25.

E ancora. La Lombardia conta 13 università, 9 delle quali a Milano, con 260.000 allievi dei quali 13.000 stranieri. Con 16.000 associazioni è la capitale del volontariato, il Salone del Mobile è primo al mondo alla pari della moda. Logico supporto la rete culturale che conta 68 musei e 128 gallerie.

Se caratteristica delle città medievali era rinchiudersi a difesa entro le mura, le città moderne, le città glocal, si proiettano all’esterno. Toccherà ai Consoli che rappresentano lo spirito internazionale di Milano sostenere il nuovo ruolo strategico della nostra città-mondo in questo momento di grande e positivo cambiamento.

 

Foto:
– Carlo Sangalli e Achille Colombo Clerici presidente dell’ Istituro Europa Asia IEA e di Assoedilizia
– Giovanni Deodato
– Giuseppe Sopranzetti
– Gianvico Maria Camisasca
– Salvatore Carrubba
– Piero Bassetti
– Patrizia Signorini

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Achille Colombo Clerici con Piero Bassetti

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