Archivio per maggio 2016

Alessandro Balducci – Cascina Nascosta – “Il Giardiniere Condotto” – Maggio 2016

maggio 31, 2016

A s s o e d i l i z i a
Informa

 

Presentato dagli assessori Bisconti e Balducci anche un nuovo servizio per la cittadinanza: il “Giardiniere Condotto”

CASCINA NASCOSTA SI RIVELA E SI ATTIVA PER IL VERDE DI MILANO

Colombo Clerici (Assoedilizia): Sempre più stretta la collaborazione tra pubblico e privato per una migliore qualità della vita

Cascina Nascosta. Nome quanto mai appropriato perché la piccola fattoria, con tanto di stalla (senza animali) si cela, seminascosta dalla vegetazione, nel cuore del centralissimo parco Sempione, a pochi metri dalla Triennale e dalla Torre Branca.
Di proprietà del Settore Parchi e Giardini ospita, dal dopoguerra, gli uffici dei tecnici del parco oltre ad alcuni magazzini.

Per decenni è stata utilizzata come “deposito”. Oggi, grazie a un bando pubblico del Consiglio di Zona 1 condiviso con l’assessora al Verde, Benessere e Qualità della Vita Chiara Bisconti e con l’assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata e agricoltura Alessandro Balducci, si trasforma in uno spazio aperto a tutti, dedicato ai temi del verde urbano e della sostenibilità.

Un edificio che copre un’area di oltre 3.500 metri quadri, di cui 1.200 coperti e 2.300 scoperti. Si chiamerà “Cascina Nascosta – Casa del Verde”.
La gestione è stata assegnata a una cordata di associazioni: Legambiente, Arci Pareidolia, CIA- Confederazione Italiana Agricoltori vincono il bando del Comune di Milano per la gestione di una struttura nel Parco.

Ma le buone notizie per il verde cittadino non finiscono qui, perché insieme al nuovo spazio è stato presentato anche il progetto “Giardiniere Condotto”. Ovvero, mettere a disposizione dei milanesi un professionista del verde per tutti coloro che vogliano realizzare un giardino o curare un’area verde pubblica. Un servizio reso possibile grazie alla collaborazione con gli operatori di Italia Nostra -Bosco in Città e che viene da lontano, dall’idea dell’industriale Gigi Lazzaroni di Saronno di far sponsorizzare da aziende private le aiuole pubbliche di Milano e di altre città.

La “Casa del Verde” sarà gestita dalle associazioni che si sono aggiudicate il bando per 23 anni, grazie ad un progetto che intende portare i temi della sostenibilità e della cultura ambientale al centro di una grande parco metropolitano. Ciascuno metterà a disposizione le proprie abilità ed esperienze nella costruzione di uno spazio partecipato. A dare una mano ci sarà anche una fitta rete di sostenitori, associazioni, oltre che il mondo delle università e della cultura. Ma anche architetti, apicoltori e agricoltori, mentre Assoedilizia, presente con il presidente Achille Colombo Clerici, apprezza l’iniziativa nell’ottica di un rapporto di sempre più stretta integrazione città-verde.

Il “Giardiniere Condotto”, un operatore professionista del verde a disposizione di tutti, è stato messo a punto insieme al CFU – Centro per la Forestazione Urbana (struttura operativa di Italia Nostra – Boscoincittà) con la partecipazione della Fondazione PerilParco. Un servizio stabile e flessibile che andrà incontro alle esigenze dei gruppi di cittadini impegnati nella realizzazione e nella cura a verde di spazi pubblici. Il “Giardiniere Condotto” sarà dotato di un furgoncino messo a disposizione dal Centro di Italia Nostra con attrezzatura motorizzata per la cura del verde e attrezzatura manuale da prestare ai volontari. Parte sono attrezzi funzionanti a batterie ricaricabili, quindi sicure silenziose e a zero emissioni messe a disposizione gratuitamente da una azienda di attrezzature per parchi e giardini. Per richiedere l’intervento del “Giardiniere Condotto” contattare il CFU presso il Boscoincittà di Italia Nostra, telefono 024522401

L’idea di questo servizio nasce dalla quotidiana pratica di lavoro del gruppo CFU impegnato in primo luogo nella cura e gestione del Boscoincittà ma attento alle realtà cittadine e dell’area metropolitana. Solo nel 2014 i gruppi che hanno ricevuto un aiuto di varia natura dalla struttura CFU sono stati: Associazione Parco Segantini, Comune di Cusago, Associazione Genitori Scuola Primaria Martin Luther King, Giardino Nascosto, Giardini in transito, Athala Onlus, Scuola Primaria di Via Paravia.

Foto: Alessandro Balducci e Achille Colombo Clerici

Alessandro Balducci e Achille Colombo Clerici

QN IL GIORNO, Il Resto del Carlino, La nazione del 31 maggio 2016. – Apre il Gottardo, Svizzera più vicina, La pazza idea lombarda è realtà. Industriali e intellettuali per la galleria ferroviaria più lunga del mondo

maggio 31, 2016

Il tunnel di 57 chilometri costato 11 miliardi di euro

L’inaugurazione è prevista per domani: si parla di questa imponente opera dal lontano 1991. Ora è tutto pronto.

Colombo Clerici: Già nel 1991 fondammo l’associazione Cattaneo: fu la prima iniziativa ad avviare un nuovo corso nei rapporti culturali tra i due Paesi

Così cambiano le relazioni commerciali

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di Nicoletta Pisanu

LA GALLERIA ferroviaria più lunga del mondo viene inaugurata domani, primo giugno, in Svizzera.

La realizzazione del tunnel del Gottardo, che misura 57 chilometri ed è costata 12,2 miliardi di franchi elvetici (circa 11 miliardi di euro), ha richiesto diciassette anni di lavori, iniziati negli anni Novanta anche sulla spinta di una cordata lombarda che all’epoca ha abbracciato il progetto, intuendone il potenziale positivo anche per l’economia italiana.

Parte del gruppo, il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici: “Nel 1991 abbiamo fondato l’associazione culturale italo-svizzera Carlo Cattaneo di Lugano, di cui erano parte l’ambasciatore Salvatore Zotta, Franco Masoni Fontana, Paolo Grandi, Alberto Falck, Eugenio Radice Fossati, Gaetano Barbiano di Belgioioso, Bernardo Negri da Oleggio e Angelo Caloia ha raccontato. L’associazione è stata la prima iniziativa ad aprire un nuovo corso nei rapporti culturali tra i due Paesi confinanti. Con l’associazione, portammo all’attenzione dell’opinione pubblica italiana la questione del Gottardo, organizzando una serie di dibattiti e di incontri ministeriali anche con il nostro Governo, prendendo posizione a favore della realizzazione del tunnel”.

La cordata lombarda fece in modo di dare “l’idea agli svizzeri dell’interesse che in Italia sussisteva circa la linea ferroviaria del Gottardo, permettendo di ottenere il voto positivo della Camera Bassa elvetica che, in un primo momento, aveva invece privilegiato i lavori della linea transalpina del Lotschberg invece di quella del Gottardo”.

Fu una presa di posizione che si basò anche sull’appoggio dell’associazione Amici di Milano, che riuniva intellettuali e personaggi del capoluogo lombardo:
“L’intento era mostrare l’interesse dell’Italia per l’opera, che permette di accorciare i tempi di percorrenza tra Zurigo e Lugano e, un domani con l’eventuale aggancio alla rete italiana, anche con Milano ha sottolineato Colombo Clerici -. La galleria è pensata sia per il transito di persone che di merci”.

E aggiunge: “Con lungimiranza, quest’opera, sebbene realizzata in suolo svizzero, potrà cambiare le prospettive dei trasporti commerciali in Italia. A cominciare dal rilancio del porto di Genova, più facilmente raggiungibile dall’Europa centrale e dal porto di Rotterdam”.

La galleria del Gottardo è di 57 chilometri L’inaugurazione è prevista per domani: si parla questa imponente opera dal lontano 1991. Ora è tutto pronto.

Foto: Colombo Clerici con il Console Generale di Svizzera Felix Baumann

Achille Colombo Clerici con Fèlix Baumann

Giorgio Albertazzi – Cordoglio dell’Associazione Amici Di Milano – Achille Colombo Clerici

maggio 30, 2016

AMICI DI MILANO

 

Il presidente della Associazione Amici di Milano, Achille Colombo Clerici, ricorda la figura di Giorgio Albertazzi, il grande attore classico scomparso oggi.

“L’ho incontrato qualche mese fa all’Hotel de Milan, dove aleggia lo spirito di Giuseppe Verdi. Era ancora il vecchio leone di sempre. Di quando teneva le sue recite nella nostra città’, negli anni ’60,’70, ’80,’90 del Novecento, di quando a Genova, recitando Edoardo Sanguineti, proruppe di getto esclamando alla presenza del poeta  ‘guarda cosa sei riuscito a scrivere’. Era l’ammirazione resa ad un poeta da un amante della poesia. Aveva l’aspetto socratico degli antichi personaggi che interpretava sulla scena.
Milano l’ha sempre avuto nel cuore ed era un amore pienamente ricambiato.“

Gli Amici di Milano lo ricordano con uno scritto di Antonio Armano.

“Recitavo Puccini a Castellammare di Stabia. Una scena di gelosia. Mi lancio verso la ragazza e inciampo fra i tendaggi. Giù, a faccia avanti. Che botta! Fermo un quarto d’ ora. Il sangue, lo stordimento, il dolore. Il medico voleva che facessi immediatamente la tac. Decido di riprendere. Poi l’ovazione e il teatro che sembrava dovesse crollare”.
Ormai novantenne Giorgio Albertazzi ricordava quella volta che ha rischiato quasi di morire in scena. Non gli sarebbe dispiaciuto ma con ironia ricordava Molière che se n’era andato poco dopo avere recitato Il malato immaginario. Eppure il pubblico non l’aveva considerata la sua migliore interpretazione, ironizzava Albertazzi.
Se Vittorio Gassman ha conosciuto periodi di depressione e malinconie nichiliste, Albertazzi ha attraversato tutta la seconda metà del ‘900 come un leone. Non era di quegli attori che sentono la crisi del decadimento fisico perché non possono più recitare Amleto e devono fare Re Lear.
L’interpretazione che ha caratterizzato l’ultima parte della sua vita e della carriera è stata Memorie di Adriano, dal libro di Marguerite Yourcenair. Un ruolo che si può fare solo alla fine del percorso attoriale, quando, per dirla con John Donne, il tempo ha reso neve i capelli. In migliaia di repliche, Albertazzi ha portato sul palcoscenico l’imperatore che guarda dietro di sé gli anni trascorsi, a partire dalla première di Villa Adriana, a Tivoli, nell’89.
Come Adriano raccontava la bellezza del giovane Antinoo proprio nel momento culminante in cui lo splendore diventava decadenza, così Albertazzi era affascinato dalla caducità della vita, dal carattere effimero dell’esistenza. Citava spesso un racconto dello scrittore argentino Borges, L’immortale, il cui protagonista si disperava perché l’eternità gli aveva tolto il gusto della vita: “Gli dèi ci invidiano perché siamo mortali”. Tra gli autori che amava c’era Proust, soprattutto per il sentimento del tempo.
Nato nel 1923 a Fiesole, veniva da una famiglia di modeste condizioni economiche. Era orgoglioso della strada fatta anche se muovendo i primi passi sul palcoscenico diceva – non senza ironia beffarda – di essere figlio di un aviatore e che la madre era nata a Londra. In realtà il padre faceva il deviatore non l’aviatore, lavorava ai binari delle ferrovie, e la madre era nata in un paesino che si chiama Londa, in provincia di Firenze, non a Londra.
Per spirito fiumano e dannunziano, più che per convinzione politica, si era arruolato nella Repubblica di Salò, come tenente nella legione Tagliamento, un periodo che non rinnegava e durante il quale era stato in buona compagnia. Anche Dario Fo, che è sempre stato agli antipodi di Albertazzi, aveva indossato la camicia nera. Tra le sue ultime interpretazioni una pièce su D’Annunzio: “Io ho quel che ho donato”.
Aveva debuttato con un Troilo e Clessidra di Shakespeare, per la regia di Luchino Visconti, nel ’49, al Maggio musicale fiorentino, avvalendosi del magnetismo che ne caratterizzava gli occhi e il volto. Era meno fisico, meno mattatore e atletico di Gassman, ma aveva un magnetismo forse superiore. Le strade dei due, la Callas e la Tebaldi del teatro italiano del dopoguerra, si erano divise quando Gassman aveva lasciato il teatro per il cinema. Tra i trionfi di cui andava più fiero c’era un Amleto all’Old Vic di Londra, per la regia di Franco Zeffirelli, in occasione del 400esimo anniversario della nascita di Shakespeare, nel ‘64. Pur avendo interpretato le poesie di Karol Wojtyla – Le meditazioni del trittico romano – per un editore polacco, Albertazzi non aveva la fede e considerava la morte come una soglia da varcare a occhi aperti e oltre la quali probabilmente c’è il nulla: “Un nulla che è il solo assoluto che abbiamo”.
Grande seduttore, in senso lato e in senso letterale, Albertazzi concedeva di avere ipotizzato l’esistenza di Dio ammirando la bellezza femminile. Tutto ha origine da una battuta di Eduardo de Filippo su Anna Proclemer, forse il più grande amore di Albertazzi: “Chilla tiene ‘e belle cosce”. Le cosce delle donne erano per Albertazzi una tentazione di fede.
Una donna era anche all’origine della decisione di diventare attore. Del tutto causale. Si trovava su un autobus ai tempi del liceo quando una ragazza più grande di lui – frequentava l’università – lo ha invitato a recitare.
Sposato con Pia de’ Tolomei, nome toscano che richiama il personaggio dantesco della moglie uccisa dal marito per convolare in seconde nozze (“Siena mi fé, disfecemi Maremma”), Albertazzi non ha avuto figli. E’ l’ultima grande figura di un teatro classico che se ne va con lui senza lasciare eredi. Anche se diceva di averci messo una vita a disimparare a recitare – si riferiva alla vecchia maniera – , è sempre rimasto un interprete classico.
Era diventato molto famoso al grande pubblico con gli sceneggiati Rai dei grandi classici. Aveva debuttato sul piccolo schermo con Delitto e castigo e poi aveva lasciato il segno soprattutto con L’idiota di Dostoevskij e Lo strano caso del Dottor Jeckyll e Mr Hide di Stevenson. Del personaggio doestoevskiano, il principe Myškin, ricordava sempre la celebre frase: “La bellezza salverà il mondo”. Albertazzi stesso era molto devoto alla bellezza. In particolare a quella femminile.
Nel corso di una incontro dedicato alla poesia, presso i saloni della Borsa di Genova, nel 2004, ha recitato La ballata delle donne, di Edoardo Sanguineti, presente insieme a Mario Luzi, Adonis e alla traduttrice Fernanda Pivano.
La ballata si conclude così: “Perché la donna non è cielo, è terra/carne di terra che non vuole guerra:/ è questa terra, che io fui seminato,/ vita ho vissuto che dentro ho piantato,/ qui cerco il caldo che il cuore ci sente,/ la lunga notte che divento niente”.

 

 foto presidente 144

QN Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 28 maggio 2016 – “Statuto speciale per Milano” di Achille Colombo Clerici

maggio 30, 2016

La competitività italiana è in ripresa; ma permane ed anzi si allarga la forbice con la media dei Paesi dell’Unione Europea. Sono i dati, apparentemente contraddittori, forniti da attendibili fonti internazionali.

Secondo il World Economic Forum nel 2015 il Paese è risalito dal 49° al 43° posto sui 140 presi in esame con punte di eccellenza rappresentate dalle dimensioni del mercato (12esimo posto), dalla salute e dall’educazione primaria (26), dalle infrastrutture (26), dalla migliore capacità di innovazione, ricerca e sviluppo e dall’alta specializzazione soprattutto nel vasto comparto delle piccole e medie imprese. Si contrappongono deficienze come quella della burocrazia che fanno precipitare l’Italia al penultimo posto in classifica, e dell’alto debito pubblico.

La valutazione cambia se ci confrontiamo con i Paesi del nostro Continente. Secondo un rapporto della Commissione Europea nel 2015 il PIL reale dell’Italia è tornato ai livelli dei primi anni 2000, mentre il PIL della zona euro era superiore a quei livelli di oltre il 10%. Gli investimenti hanno registrato una drastica flessione, in media più accentuata che nel resto della zona euro. La disoccupazione resta alta, mentre la produttività totale ha continuato a scendere e il tasso di partecipazione è rimasto tra i più bassi dell’UE. Si è di conseguenza allargato il divario che separa la crescita potenziale dell’Italia dal resto della zona euro.

Per sottrarre il Paese al declino o, nella migliore delle ipotesi, alla stagnazione, non dobbiamo illuderci che sia sufficiente qualche riforma e qualche incentivo per accrescere la domanda interna, magari attraverso un’attenuazione del regime di austerità come quella che ci è stata in questi giorni concessa. Occorre un deciso cambio culturale che nessun decreto legge potrà attuare.

Occorre che si completi al più presto la formazione di una nuova classe dirigente e politica; quest’ultima dovrebbe esprimersi al meglio nelle sedi comunitarie che invece sono spesso considerate il parcheggio di politici trombati nelle elezioni italiane.

Occorre inoltre che le aree più attive del Paese – e citiamo quale esempio la Lombardia e Milano – ricevano dallo Stato i maggiori aiuti. In particolare Milano, con il suo nuovo ruolo di Città Metropolitana, deve godere di uno statuto speciale con l’obiettivo, non già di rimediare a difficoltà di gestione, ma di potenziarne le capacità di traino dell’intero Paese.

foto presidente 154

PGT e Regolamento edilizio del Comune di Milano – Dibattito Promosso da Assoedilizia e da Archxmi Architetti per Milano – IL GIORNO del 27 maggio 2016

maggio 27, 2016

CONVEGNO – L’ALLARME DI ASSOEDILIZIA

“Il Pgt non deve dimenticare l’area della Città metropolitana”

-Milano, meno dirigismo e burocrazia

Più attenzione alle periferie e alla realtà metropolitana Per una revisione del Piano di governo del territorio (Pgt) e del Regolamento Edilizio del Comune di Milano.
Sono alcune delle priorità emerse dal seminario di Assoedilizia e di Architetti per Milano tenutosi ieri nella sede di via Meravigli.
Tema lo sviluppo urbanistico, sociale ed economico dell’area metropolitana milanese: 3 milioni di abitanti e una produzione pari al 15% del Pil nazionale.

Ha aperto i lavori il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici: “Ho seguito molti dibattiti sulla Città Metropolitana, ma ben poco è stato detto sulla sua trasformazione in ente amministrativo ha affermato né sui suoi contenuti. Dubbi sorgono sulla possibilità di armonizzare le differenti normative, a cominciare da quelle fiscali, di 133 amministrazioni locali.
L’area metropolitana è la scala alla quale realizzare la pianificazione urbanistica, l’esercizio della potestà tributaria, la gestione dell’apparato e del sistema culturale, la programmazione economica.

Nello specifico dell’attività edilizia, il denominatore comune che dovrebbe ispirare tale armonizzazione non deve essere un principio dirigistico quanto la creazione di precondizioni entro le quali i privati possano liberamente operare, innescando un processo virtuoso di recupero edilizio ed urbano”.

Il presidente di Architetti per Milano, Alberico Barbiano di Belgiojoso, che ha sottolineato alcune criticità della città, dalla burocrazia insostenibile all’Edilizia residenziale pubblica, ha osservato come sia “necessario che le periferie diventino cerniera tra il centro di Milano e la grande area della Città Metropolitana”.
Pierluigi Roccatagliata, già direttore del Centro Pim, ha spiegato che la revisione del Pgt deve costituire  “una priorità per la prossima amministrazione”. Per “porre rimedio al mancato confronto con la dimensione metropolitana degli effetti del Piano”.

 Convegno Pgt 25.5.2016

AlpTransit Gottardo – Lettera in data 27 maggio 2016 al presidente Assoedilizia Colombo Clerici dall’ emerito Sindaco di Lugano, Arch. Giorgio Giudici

maggio 27, 2016

Associazione
AMICI di MILANO

Scrivevamo: L’ Associazione Amici di Milano, in collegamento con l’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano ed Assoedilizia di Milano, diede vita negli anni ’90 in Italia alla ideale constituency per sostenere le ragioni del Gottardo quando tutto sembrava perduto, dopo il voto della Camera Bassa elvetica che aveva optato per un decollo del progetto in tempi differenziati, anteponendo al Gottardo il Loetshberg.

L’arch. Giorgio Giudici risponde:

“Caro Avvocato,

Grazie per questa preziosa testimonianza. Come già Sindaco sono stato fiero ed onorato di aver potuto contare sul vostro sostegno. Oggi come sempre sono tutti padri senza conoscere realmente l’impegno vero profuso. Ma la storia si costruisce sugli atti e non sul protagonismo momentaneo. Buon wk Giorgio Giudici”

Foto d’ archivio: Achille Colombo Clerici con l’ allora Sindaco di Lugano Giorgio Giudici

Achille Colombo Clerici con Giorgio Giudici

AlpTransit – La volontà politica e la spinta sociale – 1996 la constituency ideale per promuovere in Italia la conoscenza della Grande Opera e determinare la scelta del Gottardo

maggio 27, 2016

Associazione
AMICI di MILANO

 

L’ Associazione Amici di Milano che, in collegamento con l’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano ed Assoedilizia di Milano, diede vita negli anni  ’90 in Italia alla ideale constituency per sostenere le ragioni del Gottardo quando tutto sembrava perduto, dopo il voto della Camera Bassa elvetica che aveva optato per un decollo del progetto in tempi differenziati, anteponendo al Gottardo il Loetshberg, vuole, nell’occasione della inaugurazione della Galleria di base che avverrà il primo di giugno 2016,  ricordare  quegli italiani illuminati che credettero nel progetto, tanto da dedicarvisi in una azione di sostegno che allora risultò determinante per le sorti dell’ iniziativa.

Il presidente Achille Colombo Clerici, onorato di ricordare questi nomi, fieramente li consegna alla memoria imperitura legata a questa opera, frutto del sacrificio, della volontà, dell’ingegno, del lavoro umani.

– Gabriele Albertini
– Luigi Arborio Mella
– Alberto Ardia
– Tiziano ed Edgardo Barbetta
– Giuseppe e Gaetano Barbiano di Belgiojoso
– Piero Bassetti
– Mirella Bersani Calleri
– Giorgio Bologna
– Giuseppina Bruti Liberati
– Vittore Ceretti
– Michele D’Amico
– Alberto Falck
– Paolo Ferretti di Castelferretto
– Roberto Formigoni
– Marco Formentini
– Ombretta Fumagalli Carulli
– Gianfranco Gaffuri
– Antonio Maccanico
– Carlangelo Menni di Vignale
– Domingo Merry del Val
– Franco Nava
– Bernardo Negri da Oleggio
– Piero Ostellino
– Giorgio Pozzi
– Eugenio Radice Fossati
– Fabrizio Rindi
– Roby Ronza
– Giorgio Rumi
– Carlo Sangalli
– Lanfranco Senn
– Benito Sicchiero
– Roberto Sorge
– Giovanni Spadolini
– Armano Vagliati
– Giuseppe Visconti
– Salvatore Zotta

L’ex Consigliere di Stato della Confederazione Elvetica Renzo Respini ricorda con queste parole l’intervento di Assoedilizia e dell’Associazione Amici di Milano: “Caro Presidente, Grazie per queste sue belle parole.
Alp Transit è anche opera Sua e di Assoedilizia! Grazie anche per questo.
La rivedrò volentieri e con piacere il giorno dell’inaugurazione Un saluto cordiale Renzo Respini“ .

Foto:
– Achille Colombo Clerici con Piero Bassetti e con il Console generale di Svizzera a Milano Felix Baumann

Achille Colombo Clerici con Piero Bassetti

Fèlix Baumann, Piero Bassetti, Achille Colombo Clerici