Archivio per agosto 2013

Cardinal Carlo Maria Martini – Documentario Festival Cinema Venezia – Istituto Europa Asia

agosto 30, 2013

Il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici: “E’ nella storia di Milano.”

UN FILM, PRESENTATO OGGI ALLA MOSTRA DI VENEZIA, E UN LIBRO PER RICORDARLO   

“Nel corso degli anni, ho avuto il privilegio di poterlo incontrare in parecchie occasioni e di conoscerlo, credo in modo più autentico, al di là di una modalità superficiale e casuale. Mi ha nominato, nei primi anni ottanta, componente il Consiglio Pastorale della Diocesi di Milano e per un lustro si sono susseguiti numerosissime riunioni del Consiglio  – ai quali non mancava mai di partecipare, nonostante i suoi vasti impegni.

Ricevuta la lettera di nomina, ebbi modo di esprimere la mia soddisfazione ad alcuni prelati della Curia di Milano: “Nel rivolgersi al Cardinale per l’accettazione – mi raccomandarono – non enfatizzi la cosa. Sua Eminenza non ama la cerimoniosità”.

Così Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, ricorda Carlo Maria Martini a un anno dalla scomparsa.

Ed aggiunge: “Martini è nella storia di Milano e la sua figura si pone allo stesso livello  di quella di altri illustri predecessori. In ventitrè anni di guida morale e spirituale, e non solo, della più grande diocesi del mondo si era conquistata la stima profonda, la sincera ammirazione e il grande affetto di credenti e non credenti”.

Numerose le iniziative che si incentrano sul film documentario presentato ufficialmente oggi al Festival di Venezia presso lo spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo, da Monsignor Dario Viganò del Centro Televisivo Vaticano insieme al direttore di Famiglia Cristiana, al capo redattore del Corriere della Sera e al regista Salvatore Nocita. Per quanto riguarda la proiezione in Diocesi di Milano, avverrà nel mese di ottobre.  

Il volume Il silenzio della parola e il dvd Un uomo di Dio, distribuiti con il Corriere della Sera e Famiglia Cristiana,  offrono uno sguardo inedito ed emozionante sulla figura del Cardinale Martini.

Nel libro don Damiano Modena testimonia la lotta del Cardinale contro la malattia e gli ultimi incontri della sua vita, compresi quelli con Benedetto XVI.

Proprio al Pontefice, Martini consegnò un documento sui mali della Chiesa, documento  mai visto prima di ora.

Nato a Torino il 15 febbraio del 1927, Martini conseguì il dottorato in Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana, di cui fu rettore nel 1978. l’anno successivo, il  29 dicembre 1979, divenne Arcivescovo di Milano. Carica che mantenne fino al1’11 luglio 2002, quando si ritirò a Gerusalemme. Sono tanti anche gli spunti di riflessione offerti dal film-documentario: la “Cattedra dei non credenti”, l’apertura all’lslam, il dialogo con l’ebraismo; ma anche il primato della Parola di Dio, in cui trovare le risposte per affrontare la quotidianità. Durante gli anni del suo mandato poi trattò a fondo i temi del lavoro, della giustizia e della solidarietà.  

Foto: Colombo Clerici con card. Martini

Colombo Clerici con Cardinale Martini

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Service tax – Governo, misure del 28 Agosto 2013

agosto 29, 2013

SERVICE TAX

– Timore che cambi il nome, ma in buona parte possa perpetuare la vecchia impostazione e le vecchie distorsioni, soprattutto verso i locatori.

– Nelle Città Metropolitane dovrebbe attuarsi a scala non più comunale, bensì metropolitana.

Ma questi enti (che rappresentano il più conveniente livello di organizzazione e di gestione finanziaria dei servizi locali) esistono attualmente, soprattutto ai fini fiscali, solo sulla carta.

              *    *    *

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“- 1) La Service tax nei suoi riflessi sui contribuenti.

La Service Tax risponde ad un principio condivisibile: quello di portare la tassazione locale degli immobili ad un riferimento non più patrimoniale, ma riferito alla fruizione dei servizi locali (comunali).

Ma la sua attuazione pratica presenta incognite: poiché sussistono alcuni problemi irrisolti da cui potrebbero derivare soluzioni in grado di peggiorare la condizione fiscale dei proprietari, soprattutto se locatori. 

L’esperienza ci insegna che nel nostro Paese le riforme partono con i migliori propositi e poi riservano le belle sorprese.

Così è avvenuto con l’ICI: imposta comunale sugli immobili concepita anche per il finanziamento dei servizi comunali, tanto che se ne prevedeva il parziale accollo anche agli inquilini (i veri utenti della casa e fruitori dei servizi comunali forniti agli abitanti).

Sappiamo come è andata a finire: è stata posta a carico integrale dei proprietari degli immobili, senza neppure il diritto di rivalsa parziale verso gli inquilini.

Occorre dunque vedere come “uscirà” la service tax.

Intanto val la pena di rilevare che essa significa metter insieme Imu (erede dell’Ici) e Tares; operazione questa che significa accorpare una imposta a carattere prevalentemente patrimoniale, che serve sostanzialmente a finanziare i servizi indivisibili comunali forniti alla collettività, ed un’ imposta destinata a coprire il costo dei servizi divisibili fruiti direttamente dagli abitanti.

L’istituzione della “service tax” comporta quindi un rimescolamento delle carte in tavola dal quale presumiamo debba scaturire una “copertura” del mancato introito derivante dall’esenzione Imu introdotta dal Governo e forse un ricavo aggiuntivo rispetto all’ammontare del gettito storico complessivo delle due imposte.

Va detto che la compensazione del minor introito non deve comunque avvenire all’interno del sistema dell’ex-Imu.

In altri termini nel concepire la futura imposta non si può scaricare il costo dell’operazione, che si risolverebbe a favore dei proprietari della prima casa, né sugli immobili commerciali, né sugli immobili in locazione o da locare, né sulle seconde case a disposizione, già tartassate pesantemente: pena l’ulteriore  aggravamento di una situazione di mercato attualmente in gravissima crisi.

Ma poi si apre il problema del soggetto sul quale far gravare l’onere del pagamento.
Problema particolarmente sensibile e serio ove trattisi di immobili locati: pei i quali le figure dei fruitore dei servizi e di titolare della proprietà del bene non coincidono.

              *      *      *

– 2) La Service tax nelle sue implicazioni istituzionali.

All’interno della questione generale, c’è da risolvere, una volta per tutte, il problema dei servizi comunali goduti dai “city users” e dai pendolari; servizi che vengono pagati dai residenti e dai proprietari degli immobili siti nel territorio cittadino.

Per città come Milano il problema è veramente cruciale perché qui il pendolarismo (800.000 pendolari quotidiani a fronte di 1.300.000 abitanti) a differenza ad esempio di quanto avviene a Roma, è un pendolarismo  extra moenia, cioè da comuni limitrofi, del tutto autonomi sul piano amministrativo e fiscale: un fenomeno quindi che produce costi non compensati.

Risponde dunque ad equità che i servizi comunali siano pagati da tutti coloro che effettivamente li consumano, indipendentemente dal possesso di un immobile, sia esso prima o seconda casa.

Come si fa poi ad applicare la service tax, che dovrebbe esser a scala metropolitana, quando la città metropolitana ad esempio a Milano non è stata ancora attuata?”

Achille Colombo Clerici con Enrico Letta

IMU esenzione – Intervistato da Rai Lombardia Colombo Clerici Assoedilizia prima dell’esito del Consiglio dei Ministri del 28 agosto 2013

agosto 29, 2013

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“La compensazione del minor introito a seguito dell’eventuale esenzione Imu per la cosiddetta prima casa non deve avvenire all’interno del sistema Imu, né direttamente, né indirettamente attraverso altre forme di tassazione.

In altri termini non si può scaricare il costo di questa operazione, che si risolve a favore dei proprietari della prima casa, né sugli immobili commerciali, né sugli immobili in locazione o da locare, né sulle seconde case a disposizione, già tartassate pesantemente: pena l’ulteriore  aggravamento di una situazione di mercato attualmente in gravissima crisi.”

foto presidente 95

Opera Pia Sella – Annuale Festa a Borgo Sella – Cultura e tradizioni storiche del Biellese

agosto 28, 2013

FESTA ANNUALE DEL BORGO SELLA

Si tiene domenica prossima 1 settembre l’annuale Festa del Borgo Sella, nel Biellese, che vede riunirsi, su iniziativa del presidente Nicolò Sella di Monteluce, esponenti della borghesia, dell’aristocrazia, dell’imprenditoria tra i quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici. Questo il programma:

– ore 16,00 visita al Parco di Palazzo Sella e alle Collezioni dell’Opera Pia – ore 17,00 Santa Messa presso l’Oratorio – ore 17,45 spettacolo “Nuovo Hotel Novecento, Musica e Parole attraverso le stanze dell’arte” a cura di Storie di Piazza.

Protagonisti   
Simona Colonna, musicista e cantante; Manuela Tamietti,  attrice e regista; Laura Rossi,  scenografia e costume; Maurizio Grosso, audio, luci, elaborazioni immagini e proiezioni – ore 19,00, rinfresco nei locali dell’Opera Pia.

L’Opera Pia Sella fu fondata come scuola elementare nel 1799 da don Maurizio Pio Sella.

Oggi la sua missione è di testimoniare e portare nel presente gli intenti educativi, sociali e culturali della Famiglia Sella.

Il fondatore don Maurizio Pio Sella era superiore dell’Ordine delle Missioni (1745-1827), quando alla chiusura e confisca napoleonica dei beni ecclesiali ritorna al palazzo avito a Sella di Mosso (Biella) per proseguire la sua attività di educatore e vi apre una scuola- collegio -convitto.

 Nel 1815 ne edifica la nuova sede, approvata poi dal Magistrato degli Studi il 21 luglio 1824.

L’istituzione assume la forma giuridica di Opera Pia alla sua morte, quando la lascia sua erede universale.

Viene successivamente arricchita da altri lasciti della famiglia, fra cui l’Oratorio seicentesco antistante il palazzo (lo statuto prevedeva sin dall’inizio un cappellano, con ufficiatura quotidiana per le scolaresche), reliquie, quadri e addobbi.

Nel 1853 sorgono l’asilo infantile e la scuola femminile gestiti dalle Suore Rosminiane, e diventa così uno dei primi ginnasi italiani a fornire istruzione femminile.

Viene eretta Ente morale il 30 agosto 1863.

Le sue aule, che hanno visto molti dei protagonisti della nascente industria biellese assieme a giovani membri della famiglia del fondatore, tra i quali il nipote Quintino, chiudono nel 1986 per mancanza di alunni.

Da allora la Opera Pia ha sviluppato attività riguardanti cultura, documentazione, aggregazione di giovani, e ha pubblicato diversi volumi riguardanti la sua storia.

Ha restaurato ed esposto nei suoi locali la collezione degli oltre seimila reperti minerali di Quintino Sella, di proprietà dell’ITIS di Biella.

Offre sede permanente alle mostre ”Nati a Mosso” e “Le scuole di Mosso”.

Svolge nella sua sede concerti, mostre di arti figurative, rassegne annuali di poesia, concorsi artistici periodici per giovanissimi.

È anche la sede della Pia Istituzione medico Sella, fondata nel 1854, erede universale del medico filantropo Bartolomeo Sella. Nel 2003 prende il nome di Opera Pia Sella.

foto presidente 77

Competitività Regioni Europee e Ide (Investimenti diretti esteri) – L’Italia e la Lombardia – Intervista TGCom24 a Colombo Clerici in onda il 26 agosto 2013 – Posizione Assoedilizia

agosto 28, 2013

IDE – Investimenti diretti esteri in Italia scesi allo 0,3-0,4 del PIL.
In Lombardia e Piemonte si concentra il 77 % degli Ide nazionali.

Dichiarazione del presidente Achille Colombo Clerici:

“E’ la perdita di competitività della Lombardia-motore economico e sociale d’Italia ed una delle quattro regioni europee più forti economicamente (insieme al Rhone-Alpes, alla Catalogna ed al Baden Wurttemberg)  a far scalare di posto il nostro Paese nella classifica UE delle Regioni più competitive del Continente.

E la Lombardia perde competitività penalizzata dalla disfunzione del sistema Italia.

Se guardiamo a quelli che ritengo essere i 5 pilastri della competitività a livello internazionale (2 a scala locale, l’ambiente – naturale, culturale e di offerta di servizi – e le infrastrutture, e 3 a scala nazionale, la burocrazia, il fisco, la giustizia) possiamo constatare che la Lombardia ha perso terreno relativamente ai primi due – ricordiamo la scarsa attenzione al collegamento ferroviario svizzero AlpTransit, ma si tratta anche qui di una scelta nazionale – e l’Italia agli altri tre.

Risultato complessivo è che anche in Lombardia (regione leader in Italia sotto tale profilo) abbiamo assistito, negli ultimi anni ad un calo verticale degli IDE (Investimenti Diretti Esteri), indicatore questo assai eloquente della attrattività/competitività del territorio.

Infatti il report della conferenza dell’Onu per il commercio e lo sviluppo-Unctad 2013 ha fotografato la situazione dell’Italia dove il flusso di IDE in entrata è crollato del 70% passando dai 34 miliardi del 2011 a 9,6 miliardi dell’anno scorso.

Ebbene, da noi la quota degli IDE, già prima di tale brusco calo, era ancora molto lontana dallo standard europeo.

Era pari cioè allo 0,8-0,9%  del PIL;  un terzo degli investimenti esteri in Francia, Germania e Regno Unito ed un quinto di quelli fatti in Olanda.

Oggi siamo scesi allo 0,3-0,4 del PIL.

In Lombardia e Piemonte si concentra quasi l’80% degli Ide in Italia.

Sulla base della provenienza geografica, oltre il 90% di tali flussi origina dall’UE27.

Circa i settori, il 42% dei flussi di investimenti diretti esteri è destinato al manifatturiero, il 39% ai servizi, il 5,3% alle costruzioni.

Lo stock degli investimenti detenuti in Italia al 2012 è di circa 276 miliardi di euro.

La ripartizione settoriale vede la forte prevalenza dei servizi (65%). Dal punto di vista geografico, oltre il 90% dello stock in Italia è detenuto da paesi dell’UE27 e, per ovvi motivi, prevalentemente dal Lussemburgo (19%), seguito dalla Francia (18,5%).

I primi paesi non UE sono la Svizzera (4,3%) e gli Stati Uniti (1,2%).

Ricordiamo che da un apposito studio redatto da Siemens-Ambrosetti risulta che per ogni euro di Investimento Diretto Estero investito nel nostro Paese si genera un Pil aggiuntivo di 4,9 euro.”

foto presidente 95

Tabella agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie, acquisto mobili, interventi di risparmio energetico e antisismici dopo la conversione in legge del decreto n. 63/2013 – Ufficio Studi Confedilizia

agosto 26, 2013

Per scaricare la tabella cliccare:

Tabella agevolazioni fiscali agosto 2013

 

 

Competitività Regioni Europee e Ide (Investimenti diretti esteri) – L’Italia e la Lombardia al 128° posto della competitività ed agli ultimi quanto ad Ide

agosto 26, 2013

Dichiarazione del presidente Achille Colombo Clerici :

“E’ la perdita di competitività della Lombardia-motore economico e sociale d’Italia ed una delle quattro regioni europee più forti economicamente (insieme al Rhone-Alpes, alla Catalogna ed al Baden Wurttemberg)  a far scalare di posto il nostro Paese nella classifica UE delle Regioni più competitive del Continente.

E la Lombardia perde competitività penalizzata dalla disfunzione del sistema Italia: un cane che si morde la coda, dunque.

Se guardiamo a quelli che ritengo essere i 5 pilastri della competitività a livello internazionale (2 a scala locale, l’ambiente – naturale, culturale e di offerta di servizi – e le infrastrutture, e 3 a scala nazionale, la burocrazia, il fisco, la giustizia) possiamo constatare che la Lombardia ha perso terreno relativamente ai primi due – ricordiamo la scarsa attenzione al collegamento ferroviario svizzero AlpTransit, ma si tratta anche qui di una scelta nazionale – e l’Italia agli altri tre.

Risultato complessivo è che anche in Lombardia (regione leader in Italia sotto tale profilo) abbiamo assistito, negli ultimi anni ad un calo verticale degli IDE (Investimenti Diretti Esteri), indicatore questo assai eloquente della attrattività/competitività del territorio.

Infatti il report della conferenza dell’Onu per il commercio e lo sviluppo-Unctad 2013 ha fotografato la situazione dell’Italia dove il flusso di IDE in entrata è crollato del 70% passando dai 34 miliardi del 2011 a 9,6 miliardi dell’anno scorso.

Ebbene, da noi la quota degli IDE, già prima di tale brusco calo, era ancora molto lontana dallo standard europeo.

Era pari cioè allo 0,8-0,9%  del PIL;  un terzo degli investimenti esteri in Francia, Germania e Regno Unito ed un quinto di quelli fatti in Olanda.

Sulla base della provenienza geografica, oltre il 90% di tali flussi origina dall’UE27.

Circa i settori, il 42% dei flussi di investimenti diretti esteri è destinato al manifatturiero, il 39% ai servizi, il 5,3% alle costruzioni.

Lo stock degli investimenti detenuti in Italia al 2012 è di circa 276 miliardi di euro.

La ripartizione settoriale vede la forte prevalenza dei servizi (65%). Dal punto di vista geografico, oltre il 90% dello stock in Italia è detenuto da paesi dell’UE27 e, per ovvi motivi, prevalentemente dal Lussemburgo (19%), seguito dalla Francia (18,5%).

I primi paesi non UE sono la Svizzera (4,3%) e gli Stati Uniti (1,2%).

Ricordiamo che da un apposito studio redatto da Siemens-Ambrosetti risulta che per ogni euro di Investimento Diretto Estero investito nel nostro Paese si genera un Pil aggiuntivo di 4,9 euro.”

Foto: Colombo Clerici a Cernobbio-Ambrosetti 2012

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