Archivio per novembre 2010

Convegno del 1 dicembre “Milano in qualità”

novembre 30, 2010

Qualità e sviluppo

Giacomo Elias, Tavola Rotonda Comune di Milano 1° dicembre 2010

Quando verso la fine del 2006 la Sindaco Letizia Moratti ha dato l’avvio al Progetto “Milano Semplice”, aveva ben chiaro che occorreva guardare alla Amministrazione Comunale con occhi diversi. A questo fine ha costituito, prima in Italia, l’Assessorato alla “Qualità, Servizi al Cittadino e Semplificazione, Servizi Civici”, all’interno del quale opera il Settore “Qualità e Semplificazione”.

La complessità che caratterizza sempre, ma soprattutto nell’epoca nella quale viviamo, i fenomeni socio-economici richiede che la pubblica amministrazione operi, al fine di garantire l’interesse comune senza costituire un ostacolo alla libera iniziativa di cittadini e imprese, con grande capacità e tempestività di adattamento alla dinamica dei fenomeni sociali.

Se guardiamo alla organizzazione tradizionale della pubblica amministrazione ci appare una struttura rigida, affetta da regole stratificatesi nel tempo e spesso non più giustificate dalle ragioni che hanno indotto a stabilirle, formalmente, ma non sostanzialmente, trasparente, prescrittiva, ma non rispondente alle esigenze di chi amministra.

Come può una simile organizzazione affrontare le sollecitazioni complesse (non “complicate”) che le provengono dalla società civile come, ad esempio, quelle prodotte dal fenomeno della immigrazione?

Non desta meraviglia se il Libro bianco “La Governance Europea[1], pubblicato nell’agosto del 2001 dalla Commissione delle Comunità Europee, inizia con la frase: “I responsabili politici di tutta Europa sono oggi alle prese con un vero paradosso: da un lato, gli Europei chiedono loro di risolvere i grandi problemi della nostra società, dall’altro, questi stessi cittadini nutrono sempre minor fiducia nelle istituzioni e nelle politiche che queste adottano, o finiscono per disinteressarsene”.

Non sono i politici inadeguati (almeno in linea di principio): lo sono gli strumenti che hanno a disposizione a esserlo. Non è questa la sede per trattare la teoria dei Sistemi Complessi Adattivi, ma vale la pena di ricordarne le principali caratteristiche; esse sono:

  • La co-evoluzione, ossia dalla capacità del sistema di cambiare per adattarsi all’ambiente circostante in rapida evoluzione; questo, a sua volta, cambia a seguito dei cambiamenti del sistema;
  • la presenza di situazioni di non equilibrio accompagnate da reazioni positive causate dalle perturbazioni indotte nel sistema;
  • la dinamicità del processo di adattamento che costituisce la forza motrice (driving force) dello sviluppo del sistema;
  • le trasformazioni del sistema, intese non come modifiche parziali, ma come profondi cambiamenti indotti da impulsi anche di modesta entità (butterfly effect); questo concetto è contenuto anche nella così detta seconda legge del Caos:
tutti gli avvenimenti “maggiori” apparentemente inattesi non sono altro che la somma di tanti avvenimenti “minori” passati inosservati”;
  • il comportamento o proprietà emergente, che può comparire quando un numero di entità semplici (agents operano in un ambiente, dando origine a comportamenti più complessi in quanto collettività; la proprietà emergente non è prevedibile, non ha precedenti e rappresenta un nuovo livello di evoluzione del sistema.

Alla luce di quanto precede occorre quindi riconsiderare l’adeguatezza:

  • dei modelli organizzativi
  • dei metodi per la formulazione delle politiche
  • degli strumenti conoscitivi
  • delle tecniche di valutazione dei risultati.

ora a disposizione e utilizzati nell’ambito della governance.

Il Progetto “Milano Semplice” e l’adozione di un Sistema di Gestione Integrato Qualità e Ambiente (ai quali auspico si aggiungano presto le voci Sicurezza e Responsabilità sociale) costituisce la presa di coscienza di questa esigenza e l’attuazione delle azioni correttive conseguenti. In particolare esso ha consentito di organizzare l’Amministrazione per processi e non più per linee di prodotto. Questa scelta elimina le “zone grigie” (quelle nelle quali non è chiaro chi ebbe intervenire) tra le diverse funzioni, favorendone la collaborazione e, quindi, si concreta in una più pronta risposta alle esigenze dei cittadini e delle imprese.

Milano si accinge così ad affrontare le nuove sfide che la complessa società dei nostri giorni le lancia ogni giorno con flessibilità e incisività, inserendosi a pieno titolo nel processo di sviluppo globale.

Questo risultato si deve non solo alla lungimiranza di coloro che la amministrano, ma anche alla competenza e alla maturità professionale di quanti operano ogni giorno nelle direzioni, nei settori e negli uffici. A tutti costoro deve andare la riconoscenza della Città e di chi opera quotidianamente nel suo ambito.  


1] Bruxelles, 5.8.2001, COM(2001) 428 definitivo/2

Invito:
invito qualita e sviluppo

Prospettive del mercato immobiliare a medio termine. Convegno FIAIP/CONFEDILIZIA, COMO Dicembre 2010 – Dichiarazione di Colombo Clerici presidente Assoedilizia

novembre 30, 2010

Intervenendo ad un Convegno organizzato da Fiaip e Confedilizia, tenutosi in Como a Villa Olmo, il presidente di Assoedilizia e Federlombarda Edilizia, Vice presidente di Confedilizia, Achille Colombo Clerici ha rassegnato un quadro di prospettive del mercato immobiliare aggiornato al dicembre 2010.

LE PROSPETTIVE DEL MERCATO IMMOBILIARE A MEDIO TERMINE

-A) nessun rischio di crack del mercato, a condizione che non intervengano gravi fattori di squilibrio.
Tre possibili fattori di squilibrio:   
1 – contrazione della rimuneratività (redditività al netto di oneri e tasse) con conseguenti dismissioni di investimenti immobiliari;  2 – sovraofferta di nuova produzione edilizia;  3 – riduzione della domanda e parallela dismissione di immobili strumentali inutilizzati a causa della crisi economica.

-B) il rischio di un sostanziale ridimensionamento dei valori ,

-C) rischio di una progressiva finanziarizzazione dell’attività produttiva edilizia con il pericolo di speculazione negli investimenti immobiliari.

Finanziarizzazione in quanto, soprattutto nelle grandi città’, la produzione edilizia risponderà tendenzialmente all’esigenza di collocazione di capitali finanziari di nicchia, più che a comprovate richieste del mercato, in altri termini alla domanda del mercato.

-D) Aumento generalizzato dei costi delle opere edilizie di produzione o di manutenzione; diminuzione dei valori immobiliari di mercato.
Divaricazione progressiva tra costi e valori.

-E) per gli “immobili a reddito”: aumento dei costi di gestione del patrimonio immobiliare (spese amministrative e manutentive ed oneri fiscali e parafiscali) e contrazione della redditività.

 Divaricazione progressiva tra spese ed oneri da un lato e redditività dall’altro.

 www.assoedilizia.com

Mediazione Conciliazione – SUNIA – Convegno interregionale – Milano Assoedilizia

novembre 29, 2010

Confronto-accordo a Milano tra proprietari ed inquilini

CASA: CON LA CONCILIAZIONE ELIMINATE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI CAUSE

Colombo Clerici (Assoedilizia): La lungaggine ed il suvrannumero dei processi civili  ostacolo alla competitività del Paese.

 Benito Sicchiero

 

Dal prossimo marzo con l’istituto della conciliazione obbligatoria, i cittadini per far valere i propri diritti in alcune materie dovranno, prima di adire il tribunale,  esperire un tentativo di conciliazione, attraverso mediatori privati.
Se la conciliazione va in porto si eviteranno le notevoli spese ed i tempi biblici dei processi.

Sarà sufficiente rivolgersi  ad una delle oltre 150 strutture che si sono finora offerte di svolgere tale ruolo.

Uno dei settori interessati che produce centinaia di migliaia di cause le quali intasano il lavoro dei tribunali riguarda l’immobiliare, in particolare locazione, condominio e compravendita immobiliare, eredità e diritti reali.

Il Sunia, sindacato degli inquilini, ha organizzato sul tema a Milano un convegno interregionale invitando al confronto Assoedilizia. 

Secondo il presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici c’è da sperare che l’istituto della conciliazione possa produrre effetti positivi ai fini della soluzione del problema della giustizia civile.

Il nostro Paese che vede ogni anno iniziare 5.800.000 procedimenti, chiudersene 5.600.000 con una differenza di 200.000 procedimenti che si accumulano agli arretrati degli anni precedenti. Per ogni giudice civile iniziano 480 cause all’anno.
Ciò spiega, in parte, l’abnorme numero di avvocati – 157.000 – quattro volte il numero degli avvocati francesi (solo la Lombardia ha lo stesso numero di avvocati della Francia).
La lentezza della giustizia civile è uno dei principali ostacoli agli investimenti stranieri in Italia, tanto che per competitività il nostro Paese è al penultimo posto in Europa.

Ma sulla conciliazione – sia  pure necessaria –  pesano ombre: infatti, ha concluso Colombo Clerici, resta il dubbio che la parte più abile nel giostrare durante la fase pregiudiziale della mediazione scegliendo accortamente il mediatore, possa pregiudicare a proprio favore la controversia.

Ci sono state altre critiche.  E’ stato lamentato il fatto che nei provvedimenti governativi non sia riconosciuto adeguato ruolo alle associazioni di rappresentanza con il rischio di veder compromessi i diritti e le tutele per i cittadini, per mancanza di efficienza, competenza e professionalità da parte di improvvisate strutture private di conciliazione. 

In tal senso le associazioni degli inquilini intendono svolgere, in ciò concordando con Assoedilizia, a pieno il loro ruolo di rappresentanza e tutela degli utenti del bene casa e di tutti i servizi connessi.

Si devono trovare le giuste forme di partecipazione nelle nuove procedure conciliative che da marzo 2011 prenderanno avvio.

Per questo le organizzazioni di  rappresentanza lanciano una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione di proprietari e inquilini sulle proposte avanzate a Governo e Parlamento su:

 – costi, detrazioni fiscali e gratuito patrocinio per i meno abbienti; 

– procedure di conciliazione nella riforma del condominio;

– ruolo dei Comuni per il monitoraggio nel nuovo sistema; 

– garanzie di competenza ed indipendenza degli organismi di conciliazione; 

– completamento e modifiche dei provvedimenti per rendere più snella, efficiente e semplice la procedura.

Sono intervenuti: Stefano Chiappelli, segretario generale Sunia Milano; Adriano Papa, coordinatore regionale Sunia Lombardia; Aldo Rossi, segretario Sunia nazionale; Leo Spinelli, segretario generale Sicet Milano; Rinaldo Carnevali, segretario generale Uniat Milano; Silvio Scarsi, presidente provinciale Asspi Milano; Lina Calonghi, responsabile ufficio legale Sunia Milano; Edoardo Rossetti; Franco Bravo, coordinatore regionale Sunia Liguria; Giovanni Minali, segreteria Cgil Milano

www.assoedilizia.com

Comprare casa oggi senza rischi. Vademecum Camere Commercio Lombardia – Pavia C.C.I.A. Seminario 25 novembre 2010

novembre 26, 2010

Presentato a Pavia un vademecum delle Camere di commercio lombarde

COME EVITARE I RISCHI DEL COMPRARE CASA

Colombo Clerici: Ogni acquisto è un unicum che coinvolge numerose categorie professionali

Benito Sicchiero

 

Comprare casa può rivelarsi un percorso irto di difficoltà (e di pericoli): una selva oscura nella quale si aggira smarrito l’acquirente.
Se non bastassero le mille normative e regolette che affliggono questo come tutti gli atti pubblici nel nostro bello e burocratizzato Paese, ci si mettono anche i furbi a tendere tranelli contando sulla inesperienza dell’acquirente.
Infatti chi compra lo fa una o pochissime volte nella vita: chi vende (costruttore o agente) ha una ben maggiore esperienza.

Un fondamentale vademecum per tutelare la parte più debole (l’acquirente appunto) redatto dalle Camere di Commercio lombarde è stato presentato alla Cciaa di Pavia, presieduta da Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, con la partecipazione di esperti ed esponenti del settore immobiliare e dei consumatori.

Molte le critiche: dalla scarsa  chiarezza, anche da un punto di vista grafico, dei contratti di compravendita al pagamento delle commissioni, alla spesso insufficiente tutela, da parte dell’agente di vendita, degli interessi del cliente. 

Secondo il presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici la casa, essendo un prodotto unico e non seriale, come ad esempio le automobili, rappresenta ogni volta un unicum il cui acquisto vede coinvolte numerose figure: il venditore,  innanzitutto, poi il notaio, l’amministratore di condominio, i tecnici per quanto riguarda impiantistica, regolarità amministrativa edilizio-urbanistica e catastale, funzionalità della rete fognaria, certificazione energetica, collaudi acustici.

E ancora il commercialista (situazione fiscale, debiti condominiali, servitù, ipoteche, usucapioni, fideiussione obbligatoria, se la casa è in costruzione). Infine il valore va valutato sulla base della realtà che circonda l’ambiente: verde, servizi, scuole, collegamenti pubblici, traffico e rumore.
Fino all’esistenza nel corpo condominiale di bar ed altri locali pubblici, discoteche, laboratori e quant’altro che possono diminuire in maniera anche consistente il valore dell’abitazione.

Un aspetto particolare – la regolarità dei contratti di compravendita – è stato trattato da Cesare Vaccà, esperto giurista nella Commissione di regolazione del mercato cui spetta, tra l’altro, il compito di individuare ed eliminare le cosiddette “clausole vessatorie” scritte nei contratti di compravendita che sono diversi tra le agenzie di vendita.

Sono intervenuti inoltre il notaio Paolo Tonalini (La compravendita immobiliare. Prassi e norme), l’esperto bancario Enrico Invernizzi (la Compravendita immobiliare. Gli aspetti finanziari), il vicedirettore Isdaci (mediazione dei casi controversi) Paola Thiella (Il progetto Casa senza preoccupazioni), il presidente del Gruppo Ance giovani Alberto Righini, il presidente di Federconsumatori di Pavia Mario  Spadini, il presidente di Uppi di Pavia Maria Luigia Aiani, il  presidente di Anama di Pavia Gian Luca Burratelli, il presidente di Fiaip di Pavia Stefano Abatangelo, il presidente di Fimaa di Pavia Fabio Bianco.

Eventi di NO’HMA – La prima della prima alla Scala. Conversazione musical-letteraria con Stefano Jacini

novembre 26, 2010

Lo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro

Invita 

5 e 6 dicembre 2010 ore 21.00

LA PRIMA DELLA PRIMA ALLA SCALA
LE VALCHIRIE

È tempo dell’ormai tradizionale appuntamento di NO’HMA con la prima della Scala: quest’anno la nostra rappresentazione musical-letteraria ci svelerà, con lo stile ironico e pungente del sempre più che informato Stefano Jacini, i segreti e i retroscena dell’opera e dei suoi personaggi

conversazione musical-letteraria con:
Stefano Jacini

idea e regia:
Charlie Owens

ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti è consigliabile prenotare tramite telefono o via mail

Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro
Via Andrea Orcagna 2, Milano
0245485085/ 0226688369
mail nohma@nohma.it

in allegato la locandina
Noh’ma 5, 6 dicembre 2010

Invito 2 dicembre GAM Galleria d’Arte Moderna, Milano – Incontro “GIOCHI D’OMBRA. Parole e immagini intorno a Giacometti e l’Ombra della Sera. Dall’Arte Etrusca al Novecento”

novembre 26, 2010

Giovedì 2 dicembre 2010 alle ore 18.00

alla GAM Galleria d’Arte Moderna Villa Reale, Sala da Ballo – Via Palestro, 16 – Milano

si terrà l’incontro dal titolo 

“GIOCHI D’OMBRA”
Parole e immagini intorno a Giacometti e l’Ombra della sera. Dall’ Arte etrusca al Novecento

Intervengono:

Andrea Dall’Asta S.I,
Direttore Galleria d’Arte Moderna “Raccolta Lercaro” di Bologna

 Maria Fratelli,
Conservatore Galleria d’Arte Moderna di Milano

Alessandro Furiesi,
Responsabile Museo Etrusco Guarnacci di Volterra

Chiara Gatti,
Storica e critica d’arte

Michele Tavola,
Storico dell’arte, Assessore alla Cultura del Comune di Lecco

INVITO in allegato
Invito Incontro GAM Milano 2 dicembre

Consumatori Associazioni Lombarde – Seminario in Assoedilizia – “Progetto Risparmio Famiglie”

novembre 24, 2010

Seminario in Assoedilizia

Il Progetto “Risparmio e Famiglie”, con il contributo della Regione Lombardia, illustrato in Assoedilizia dalle associazioni dei consumatori

L’ECONOMIA DI CASA HA SALVATO IL PAESE
MA L’EROSIONE DEL RISPARMIO AVANZA

Più informazione (auspicati i legal aid) per tutelare dai molteplici  assalti al salvadanaio domestico. Colombo Clerici: “La casa resta l’investimento più sicuro”

 Benito Sicchiero

 Il tradizionale risparmio delle famiglie italiane (secondo al mondo) si è rivelato un formidabile ammortizzatore sociale che assopisce tensioni le quali probabilmente sarebbero esplose con ben altre dimensioni in questi tempi di crisi.
 Perciò va tutelato spiegando alle  famiglie la maniera migliore di gestirlo  e mettendole in guarda dagli sciacalli che tentano di mangiarselo.

Questo, in sostanza, il “Progetto Risparmio e Famiglie” realizzato dalle Associazioni di  Consumatori della Lombardia (Adoc, Adusbef, Codacons, Coniacut, Federconsumatori) con il contributo della Regione Lombardia presentato a Milano nella sede di Assoedilizia cui il presidente e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha portato il saluto.

“Quanto è successo in Usa – ha detto Colombo Clerici – è conseguenza  di un atteggiamento culturale, da un lato, e di una crisi economica strutturale dall’altro, e sottolinea l’importanza della cultura del risparmio (900  mld di euro, il doppio della capitalizzazione in Borsa) propria delle famiglie italiane cui l’investimento in immobili (cinque volte il risparmio) ha in parte evitato le conseguenze della recessione.
Un patrimonio sicuro, quello della casa, goduto da 23.600.000 famiglie (47 milioni i soggetti proprietari immobiliari – fabbricati e terreni) costituito da 28.5000.000 abitazioni  per un valore di 5.000 mld, quasi tre volte il debito pubblico”.

Su questo bene si addensano comunque ombre: una per tutte, l’eccesso di nuove costruzioni che non si sa da chi  verranno acquistate; già oggi a Milano ci sono migliaia e migliaia di alloggi non occupati. Sui prezzi, Colombo Clerici ha ricordato che il mercato è soggetto a cicli grossomodo settennali, pertanto gli alloggi  torneranno ai livelli del 2007 non prima del 2013-2014.

Per bene amministrare i propri risparmi le famiglie devono conoscere il più possibili i “mercati”.  

Questa fondamentale funzione di informazione viene svolta  principalmente dalle associazioni dei consumatori attraverso sportelli  aperti al pubblico.

Funzione che abbisogna comunque di contributi – ha sostenuto Nunzio Bongiovanni, presidente di Adoc Lombardia – in quanto le spese di gestione, anche se ridotte grazie all’apporto del volontariato, non sono coperte dalle quote associative.
Tali contributi provengono da parte delle multe inflitte dalle Authority  alle imprese autrici di irregolarità.
Quindi non si parla di contributi pubblici, ma privati (sia pure forzati): nel 2009, 30 mln  di euro da ripartire tra 32 associazioni di consumatori, su un totale di 300 mln di euro di multe pagate.

Sull’utilità di maggiore informazione, un esempio: tutti sanno quanto consuma la propria automobile e tutti puntano al risparmio di carburante. Ma chi sa quanto potrebbe risparmiare nel riscaldamento  del proprio alloggio?

Altro tema, il ricorso al credito. Anche in questo caso il monito viene dall’eccessivo indebitamento delle famiglie americane e dalle sue note conseguenze.

E’ necessario che le famiglie, prima di chiedere un prestito, facciano bene i conti sulla possibilità di restituirlo e sulle spese ad esso connesse.

Le mille trappole delle carte di credito  (sono in rapido incremento le cosiddette card-branded) illustrate da Marisa Costelli, presidente di Adusbef Lombardia, rilevano quanto  siano disarmati gli utenti. Occorrerebbe un aiuto capillare al consumatore come quello fornito dal legal aid, diffuso all’estero, ma praticamente impossibile in Italia: avvocati, che aprono l’ufficio sulla strada, ai quali ci si può rivolgere con costi minimi.

Se il risparmio delle famiglie, quindi, ha salvato finora da conseguenze più gravi l’economia del Paese, non si deve riposare tranquilli. Un dato per tutti. Se dividiamo i consumi mensili in tre fasce –  di prima necessità quali alimenti, bollette, affitto o mutuo ecc.; di seconda necessità quali vestiti, telefonino, auto nuova; voluttuari quali ristorante, gite, etc. – si vede come il livello di consumo si stia continuamente abbassando.

Prima la quasi totalità dei consumatori poteva accedere senza problemi alla fascia voluttuaria; oggi il ceto medio deve rinunciare a molte delle cose di seconda necessità.