Archivio per agosto 2010

Cedolare secca – Assoedilizia riceve e pubblica

agosto 31, 2010

Spett.le Associazione,

sono un proprietario immobiliare che non comprende (oppure lo capisce pensando male) perché la misura impositiva della cedolare secca non si estenda anche agli immobili commerciali dal momento che, atteso l’attuale regime di fiscalità progressiva, accade quanto segue:
– spesso una parte del canone locatizio viene richiesto una tantum all’inizio del periodo locatizio con grave pregiudizio per gli esercenti commerciali in ordine a difficoltà di reperire risorse finanziarie senza correlativi ricavi di gestione;
– spesso viene richiesta, ad integrazione dei canoni “bianchi”, una “buona entrata” aggiuntiva ai canoni da regolare contratto di locazione.
Come anzidetto, pensando male, i nostri governanti non si fidano del fatto che coloro i quali locano in nero, in parte o totalmente, non si persuaderebbero a pagare un’imposta del 20%.
Io a tale ipotesi risponderei che una tale misura, tra le persone più di buon senso, spingerebbe a regolarizzare le proprie posizioni (ben sapendo che una parte – credo minimale, continuerebbe ad evadere ovvero eludere il fisco) con la conseguenza, non da poco conto, di consentire a coloro i quali esercitano un’attività commerciale di non subire esborsi eccessivi e, talvolta antieconomici per la propria attività operativa.
Per tali motivi Vi chiederei, laddove fosse nella Vostra disponibilità, una banca dati di:

 – numero di immobili commerciali in Italia;
– del numero di immobili di cui al punto precedente, numero di immobili commerciali attualmente locati in Italia;
– presumibile numero di immobili locati in nero;
– eventuali altri dati afferenti il mercato degli immobili commerciali.

Ciò allo scopo di rendermi conto, attraverso elaborazioni contabili che sono in grado di sviluppare, la bontà delle asserzioni fatte ed inviate ad un Senatore della Repubblica (che vi allego qui sotto).

In attesa di un Vs. gradito riscontro porgo cordiali saluti.

 A. D. G. 

Egr. Senatore,
non ho ben capito perché la misura istitutiva della cedolare secca riguardi i soli immobili ad uso abitativo e non si estenda anche agli immobili commerciali.
Non crede che l’estensione della norma ai negozi potrebbe contribuire a:
– far emergere il “nero”;
– aumentare la massa critica dei proprietari attratti dall’agevolazione e quindi delle basi imponibili e quindi dei gettiti relativi, al netto della decurtazione fiscale;
far pagare ai locatori delle imposte eque sui redditi da fabbricati;
– creare un meccanismo virtuoso attraverso cui si stimoli l’investimento immobiliare;
– sostenere gli esercizi commerciali che, con un’imposizione equa nei confronti dei locatori, potrebbero ottenere l’opportunità di svolgere la propria attività:
– presso immobili concessi in locazione;
– presso immobili concessi in locazione a canoni più calmierati.
Non riesco a capire il mancato ambito di applicabilità di tale imposizione nei confronti dei proprietari di immobili commerciali.
In tale ambito, quando dalla Conferenza Stato-Regioni il provvedimento giungerà nei due rami del Parlamento, sarà possibile proporre degli emendamenti, tra cui quello da me auspicato?
In ogni caso, in attesa di un Suo cortese riscontro, porgo distinti saluti.

 A.D.G.

Cedolare secca sugli affitti – Appello al Governo – Assoedilizia Colombo Clerici

agosto 30, 2010

Appello al Governo.

Cedolare secca anche per i canoni di negozi, uffici e botteghe, usi diversi dall’abitativo.

Agevolazioni anche per le società immobiliari che locano.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia  Achille Colombo Clerici:

“La cedolare secca sugli affitti, che pure è sacrosanta, non esaurisce il problema casa in Italia. La sua logica è duplice: alleggerire la pressione fiscale sulle persone fisiche che locano abitazioni per favorire un calmieramento e l’emersione del sommerso, e mobilitare i comuni nella lotta all’evasione fiscale nel settore.

Rimane scoperto il grande problema del rilancio dell’investimento nella locazione immobiliare.

La cedolare secca infatti, come imposta sostitutiva dell’IRPEF, riguarda solo i redditi delle persone fisiche e non anche quelli delle società.

Inoltre non si applica se non alle locazioni abitative; escluse cioè le locazioni di negozi, uffici, botteghe artigiane, magazzini, laboratori, garages.

Essa dunque ha una portata limitata e non può essere che il primo passo di una manovra di revisione complessiva della fiscalità immobiliare che porti ad un alleggerimento della pressione tributaria sugli immobili in locazione.

È ingiusto ad esempio che per i redditi delle società immobiliari di gestione sia prevista una doppia tassazione: una in capo alla società e l’altra in capo ai soci.

È dunque opportuno che il governo, ponga mente ad una razionalizzazione della tassazione delle società equiparandole ai fondi di investimento immobiliare ed alle Sgr.

La cedolare secca sostitutiva dell’Irpef va inoltre estesa ai redditi derivanti dalle locazioni ad uso diverso da quello abitativo, anche per favorire un calmieramento degli affitti del settore.”

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Sicurezza casa – Vademecum Assoedilizia per le vacanze

agosto 4, 2010

Milano – Vacanze vogliono dire anche milioni di case incustodite: Assoedilizia rinnova i propri suggerimenti per limitare al massimo visite sgradite. E, con il pensiero rivolto agli anziani che le vacanze proprio non le fanno e che restano ancora più soli in condominii semideserti, indica alcuni elementari elementi di comportamento prudente.

AVVERTENZE GENERALI

1 – Lasciare al portinaio o ad una persona di fiducia il numero di telefono dove si è reperibili in caso di emergenza e magari una copia delle chiavi di casa. Utile pure un messaggio sulla propria segreteria telefonica, ma senza indicare la data di rientro. Mettere al sicuro oggetti di valore, riprodurre e conservare con sé documenti personali e delle proprietà. Evitare che si accumuli posta nella cassetta delle lettere accordandosi con il postino affinché la trattenga o facendola ritirare da un parente od amico.

 GAS METANO

2 – E’ opportuno chiudere bene i rubinetti di afflusso del gas di tutti gli apparecchi, compresi gli scaldabagni e le caldaiette; e, per maggiore sicurezza, chiudere anche il contatore. 

3 – Se si avverte un forte odore di gas provenire da un alloggio, non suonare alla porta, telefonare o usare il citofono (eventuali scintille delle apparecchiature elettriche potrebbero innescare la miscela esplosiva), ma bussare e chiamare nell’eventualità che in casa ci sia qualcuno. Chiamare i vigili del fuoco i quali possono entrare nell’abitazione, arrecando il minor danno possibile alla porta o alle finestre. Dopo essere usciti, devono bloccare l’apertura in maniera tale che l’alloggio non sia accessibile ai malintenzionati. 

ELETTRICITA’

4 – Il discorso è più complesso. Si può togliere la corrente dalla rete domestica agendo sul salvavita o sul contatore: ma in questa maniera si manda in rovina il contenuto del frigorifero e, se c’è un impianto di allarme, esso comincia a suonare. Provvedere comunque a togliere dalle prese elettriche a muro le spine di elettrodomestici, lampade, televisore, computer ecc. Togliere dalla presa anche il cavo dell’antenna tv (pericolo da fulmini). 

ACQUA

5 – Chiudere tutti i rubinetti della cucina e dei sanitari e il rubinetto centrale. Ricordarsi che i vigili del fuoco possono intervenire in assenza dell’occupante dell’alloggio – con le inevitabili conseguenze – anche in caso di allagamento.

FURTI 

6 – Provvedere ad una efficace ‘difesa passiva’ garantita da porta blindata, inferriate per le finestre accessibili anche dal tetto (mansarde, solai), ‘fermi’ alle tapparelle le quali devono essere di materiale antisfondamento. Opportuno dotarsi di impianto di allarme, realizzato da un tecnico. Se l’assenza è di pochi giorni, un altro deterrente è costituito dal lasciare accesa una luce oppure la radio. 

ANZIANI SOLI IN CASA

7 – Nel caso di stabile privo di portineria, non aprire mai a chi citofona se non si tratta di persona conosciuta (naturalmente il portone d’ingresso deve essere sempre chiuso, lo impone il regolamento condominiale). Se insiste, chiamare subito le forze dell’ordine. Diffidare anche se lo sconosciuto si presenta munito di tesserino di riconoscimento (dell’azienda del gas, della luce ecc., il tesserino può essere falso), oppure si qualifica quale rappresentante, esponente di comunità religiose, benefattore alla ricerca di fondi per qualche opera buona: il beneficato sarebbe solo lui. Se si decide di far entrare in casa lo o gli sconosciuti, sempre e solo con l’assistenza di un vicino/a, controllarne a vista gli spostamenti. 

8 – Tenere ben presente che nessun rappresentante di ente fornitore può chiedere denaro per qualsiasi motivo: eventuali addebiti verranno fatturati in bolletta.

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SCIA – Segnalazione certificata di inizio attività in edilizia – Ministro Alfano – Valutazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

agosto 2, 2010

A proposito della introduzione della Scia nel campo edilizio il presidente di Assoedilizia dichiara:

“La SCIA applicata al settore edilizio sostanzialmente non modifica alcunché rispetto alla disciplina precedente, già alleggerita di una serie di passaggi procedimentali, per le opere minori, a seguito della riforma introdotta nella primavera scorsa.

Rischia di complicare la vita ai proprietari ligi alle leggi e di favorire i malintenzionati.

Sul piano dell’efficacia anticiclica nessun impatto rilevante. Diversamente sarebbe stato se il provvedimento avesse contemplato gli interventi ammissibili in deroga sulla base della prima formulazione del piano casa del Governo : almeno quanto ad ampliamenti di superficie utile di calpestio di tutti gli immobili non comportanti incremento volumetrico.

Così non è stato: e stiamo rincorrendo un obiettivo perduto con misure dagli incerti effetti positivi.

Se questa normativa si dovesse applicare alla SuperDia contemplante nuovi volumi, il che non è da escludersi ove la Scia fosse ammissibile per l’intero comparto dell’edilizia, perché gli indici del piano urbanistico non rappresentano nemmeno indirettamente una forma di contingentamento.

Questo suppone l’applicazione del criterio “qui primi veniunt”, mentre l’indice volumetrico o superficiario costituisce il riconoscimento aprioristico ed originario di uno jus aedificandi codificato.

Se dunque la Scia dovesse applicarsi anche alla SuperDia immaginiamo quali mai problemi si potrebbero creare per la collettività di fronte ad interventi diciamo avventati.

La questione, per rispondere al Ministro Alfano, è che non si tratta solo di un rapporto tra l’Amministrazione pubblica ed il costruttore: per cui si risolve tutto in un fatto di assunzione di “responsabilità” da parte di quest’ultimo.

La questione è che lo Stato e la P.A. sono garanti, di fronte agli altri cittadini terzi, della legittimità delle opere edilizie che intervengono sul territorio: e non si può istituzionalizzare una loro “latitanza” di fatto, sia pure per impossibilità, come quando si sente parlare di controlli per campione e trincerarsi dietro il paravento della responsabilità di chi costruisce.”

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Indro Montanelli: ricordo nel nono anniversario della morte. Dalla Raccolta Ritratti in miniatura “Dialogo con un venditore di libri, ricordo di Indro Montanelli” Achille Colombo Clerici

agosto 2, 2010

Ho sempre avuto un grande rispetto per quell’uomo: minuto nel corpo, vivace nei moti, acuto nei tratti della mente.

Da quarantadue anni allo stesso angolo della città.
Con la sua bancarella di libri antichi, nel mezzo di via  Mercanti, in sito del Gallo.
Con la piazza del Duomo sempre sott’occhio, ed il Cordusio all’opposto.

Attento osservatore di ciò che è passato tutt’intorno in tanti anni di vita cittadina.

Conoscitore di persone e cose, riferimento di quasi tutti i maggiori bibliofili della città.

Milanese appassionato, come lo riescono ad essere quegli immigrati che si sforzano in tutti i modi di parlare la lingua dialettale di questi luoghi, senza alla fine riuscire ad abbandonare l’inflessione d’origine.

“Adesso lascio – mi dice – un po’ perché la famiglia mi vuole a casa e un po’ perché vendere libri antichi e di pregio sulla strada è diventato sempre più difficile, con la concorrenza di internet.
Un tempo sì che…” 

E qui il ricordo di tanti libri pregiati che si incrocia con il ricordo di tante persone, di tanti clienti. 

Passo sempre da quell’angolo di Milano quando voglio fare due passi: è d’obbligo perché, venendo dall’Ambrosiana, attraverso la Galleria, visito San Fedele, mi spingo verso Montenapoleone ed arrivo all’Archivio di Stato in Senato.

“Sa – mi disse in una occasione – di qui passava tutti i giorni anche Montanelli quando andava al giornale.”

Alludeva al Corriere della Sera perché Indro abitava dalle parti del Bollo e per andare in Solferino doveva per forza transitare di lì.

Io ho sempre una irresistibile attrazione per i  libri: di ogni specie purché bei libri.
Ed in tanti anni non c’è mai giorno che non mi sia soffermato a guardare cosa ci fosse esposto in quella bancarella, un po’ per curiosità ed un po’ forse per vezzo.
E istintivamente non ho saputo resistere alla tentazione di chiedergli se Montanelli passando di lì si fermasse o meno a curiosare anche lui fra i libri.

Mai, fu la risposta. Mai una volta in tanti anni che si sia fermato a vedere un libro.

Dapprima sorpreso; poi, riflettendo, dissi: “perché, vede, Montanelli cercava l’uomo”.

“Ma come – fu la reazione istintiva – io non andavo bene?”

– Ma no. Non in quel senso.
Montanelli cercava la conoscenza, cercava la verità attraverso l’uomo e le sue vicende; non attraverso i libri.
Come c’è chi viaggia, con il pensiero, leggendo ed immaginando tutto e chi viaggia spostandosi fisicamente. 

Una attitudine, quella di cercare l’uomo, che probabilmente Indro aveva acquisita con la lunga pratica di cronista. Per questo i libri non gli interessavano. 

Vidi un lampo di soddisfazione balenargli negli occhi. Forse ci aveva pensato tanto e non sapeva capacitarsi che il grande giornalista non avesse mai degnato d’uno sguardo i suoi libri.

Indro era tutto slanci. Tipico di chi è attento all’uomo.
Quando lo invitai, lui ormai avanti negli anni,  a far parte del gruppo dei promotori di “Amici di Milano” rispose senza esitazione: “Se posso esser utile in qualcosa, ritenetemi a disposizione.”

Amava tremendamente Milano e la sua gente, talvolta senza darlo a vedere.