Archivio per giugno 2010

Al Fuoco – Editore Casagrande Lugano – Luigi Lorenzetti e Vanessa Giannò – LabiSAlp – Presentazione di Assoedilizia – Colombo Clerici: un’opera fondamentale nella materia

giugno 30, 2010

Nel presentare il volume Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia:

 “Il tema degli incendi boschivi, naturali o causati dall’azione umana (colposamente o dolosamente) unitamente al tema degli incendi di prossimità, è stato oggetto di un importante convegno tenutosi a Milano su iniziativa di Assoedilizia e di INSTAT, l’Istituto Nazionale di studio e di tutela  dell’ambiente e del territorio, nel giugno del 2008.  

Oggi, per i tipi di Giampiero Casagrande è edito un volume che può considerarsi una pietra miliare sull’argomento, con riferimento all’ambito culturale non solo di lingua italiana, ma anche di lingua tedesca e francese.
Il fuoco nella storia, nella tradizione, negli usi e costumi dei popoli, in altri termini, nella vita dell’uomo.

Un compendio delle tematiche trattate in quel convegno, che continua ad essere un punto di riferimento per ogni attenzione alle problematiche degli incendi boschivi: vero flagello che annualmente devasta ampie parti dei nostri migliori paesaggi del Sud Europa. Un crimine contro l’umanità.”

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“Al fuoco! Usi, rischi e rappresentazioni dell’incendio dal Medioevo al XX secolo”
A cura di Luigi Lorenzetti e Vanessa Giannò.
Editore Giampiero Casagrande – Lugano 

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Da sempre l’uomo ha intessuto col fuoco un rapporto ambiguo e sfaccettato: fonte di calore, di illuminazione e di protezione, fattore indispensabile nella conquista di conoscenze e tecnologie, esso è al contempo un elemento di rischio e di distruzione. Il controllo e la gestione del fuoco rappresentano quindi un momento essenziale nella storia della civiltà, sempre in bilico sul crinale tra utilità e minaccia.

È a partire da questa ambivalenza, ma anche dalle ripetute emergenze provocate negli ultimi anni dai danni ambientali innescati dal fuoco, che si avverte l’esigenza di concentrare l’attenzione su un evento – l’incendio – in cui casualità e intenzionalità, negligenza e criminalità, prevenzione e soccorso si intersecano lungo confini incerti.

La vulnerabilità di fronte alla catastrofe mette in luce le capacità e i meccanismi di ridefinizione di un sistema sociale colpito da uno sconvolgimento che ne interrompe l’ordine. Attorno all’incendio si cristallizza il problema del modo di percepire, affrontare e gestire un avvenimento che mette in discussione il rapporto tra gli uomini e il loro habitat, tra società e natura.

Sulla base di tali premesse, i testi, in italiano, francese e tedesco, qui raccolti – frutto di un convegno internazionale tenutosi presso l’Accademia di architettura di Mendrisio nel novembre 2007 e promosso dal Laboratorio di Storia delle Alpi – analizzano, da varie angolature, il fenomeno dell’incendio e il suo ruolo nella strutturazione del rapporto tra uomo e ambiente.
 La pluralità delle prospettive e degli approcci disciplinari scaturisce dalla natura stessa dell’incendio che, oltre a condensare forti e molteplici valenze simboliche, racchiude svariate implicazioni di natura politica, sociale, economica, ambientale, urbanistica e architettonica.

 Indice generale

Prefazione – Préface – Vorwort * Introduzione – Introduction – Einleitung 

Luigi Lorenzetti, Vanessa Giannò

* Parte Prima Fuoco e incendi: interpretazioni, simboli, memoria – Feu et incendies: interprétations, symboles, mémoire – Feuer und Brandfälle: Interpretationen, Symbolen, Erinnerung
* Portata simbolica della conquista del fuoco Patrik Krebs *Beten oder Löschen? Feuer in den böhmischen Städten der Frühen Neuzeit Josef Hrdlicka
* Punition divine ou hasard? Perception, et interprétation des incendies urbains à l’époque moderne Marie Luisa Allemeyer
* Souvenirs cuisants, ou les Musées de Pompiers en Suisse Christophe Gros
* Bücher im Feuer – Funktionen eines Mythos Mona Körte

 * Parte Seconda Incendi e controllo del territorio: usi politici ed economici – Incendies et contrôle du territoire: usages politiques et économiques – Brandfälle Kontrolle über das Gebiet: politischer und wirtschaftlicher Gebrauch
 * Per distruggere e terrorizzare. Usi del fuoco in guerra e profughi in età medievale Roberto Leggero
* Fuoco! La guerra, l’assedio, l’incendio dal XVI al XIX secolo Marino Viganò
* La pratica del fuoco pastorale nella Svizzera subalpina dal tardo Medioevo ai nostri giorni Marco Conedera, Patrik Kreb
 * Les incendies à la Grande Chartreuse: pratiques, mémoire et instrumentalisation du risque Emilie-Anne Pépy
* L’incendie des puits de pétrole roumains par les Alliés en 1916. Un exemple de politique de «terre brûlée» Jean-Noël Grandhomme

*Parte Terza Prevenzione, soccorso e repressione – Prévention, secours et répression – Brandverhütung, Hilfe und Repression
 * Feuerverhütung – Feuerbekämpfung. Exemplarische Feuerordnungen der Frühen Neuzeit für den Raum Niederösterreich Trude Kowarsch-Wache
 * La «grande fureur de l’embrasement». Essai d’histoire sociale et matérielle de l’incendie Michel Porret
* Prévention et lutte contre les incendies en Franche-Comté du XVIe siècle à la fin du XVIIIe siècle André Ferrer
* Secourir les victimes.
 L’incendie au village dans les Alpes dauphinoises (seconde moitié du XVIIIe siècle) René Favier
 * Stadtbrände und Zukunftsdenken in der Frühen Neuzeit: Wiederaufbauplanung und Feuerversicherung im 18. Jh. Cornel Zwierlein
* Se venger par le feu. Prévention de l’incendie et pratique pénale dans les terres vaudoises sujettes de Berne au XVIIIe siècle Elisabeth Salvi
 * Crime d’incendie, crime rural, crime de voisinage. En Ille-et-Vilaine de 1815 à 1914 Jean-François Tanguy

* Parte Quarta Gli incendi, implicazioni architettoniche e urbanistiche – Les incendies, implications architecturales et urbanistiques – Die Brandfälle, architektonische und urbanistische Implikationen
* Dis-fare la città: Venezia e gli incendi in età moderna (XV-XVIII secolo) Elena Svalduz
* Incendi di palazzi pubblici e case private a Venezia nel rinascimento: dalla distruzione ai processi di ricostruzione Stefano Zaggia
* La lutte contre l’incendie: toitures inflammables et matériaux de substitution en Franche-Comté (XVIIIe-XIXe siècles) François Lassus
* Gli incendi di Fontana e di Airolo: contesto storico e demografico (novembre 1868, settembre 1877) Raffaele Peduzzi
* Brandkanton Graubünden.
Über den Wiederaufbau abgebrannter Dörfer im 19. und 20. Jahrhundert Nott Caviezel
* Apparati – Appareil – Apparat
* Indice dei nomi e dei luoghi – Index des noms et des lieux – Personen- und Ortsregister
* Autori – Auteurs – Autoren
Vanessa Giannò e Luigi Lorenzetti, Università della Svizzera italiana, Laboratorio di Storia delle Alpi LabiSAlp, Mendrisio (Svizzera).

Locazioni: Dati catastali e certificato energetico; le novità normative – Risposte ai lettori Corriere della Sera – Assoedilizia informa – Colombo Clerici

giugno 30, 2010

Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia:

 “Inizia da oggi una collaborazione con il Corriere della Sera. Con una certa periodicità si daranno risposte a domande dei lettori su argomenti di competenza della nostra Organizzazione, attinenti alle materie Casa, Ambiente e Territorio.”

Domanda:
Sono proprietario di un bilocale e di un box a Milano e dovrei tra pochi giorni affittarli.
Mi hanno detto che devo stare attento perché ci sono nuove norme da rispettare.
Di che cosa si tratta? Perché non vorrei avere problemi.

Risposta:
In relazione alle locazioni immobiliari, proprio da domani 1 luglio, si applicano le nuove disposizioni di cui all’art.19 comma 15 del d.l. n.78/2010 (c.d. manovra Tremonti) secondo le quali le richieste di registrazione dei contratti anche verbali di locazione debbono contenere – oltre ai dati fiscali di locatore e conduttore – anche i dati catastali degli immobili locati.

Per inciso va ricordato che la medesima disposizione si applica anche alle cessione, risoluzione o proroga dei contratti di locazione.

Pertanto, al momento della registrazione, che va fatta entro 30 giorni, nel modulo di richiesta il lettore dovrà indicare tutti i dati catastali dell’unità locata (foglio, particella, mappale, zona censuaria, categoria, classe, rendita catastale e consistenza).

L’Agenzia delle Entrate ha provveduto a tal fine alla predisposizione dei nuovi moduli di richiesta di registrazione che il lettore potrà scaricare dal sito www.assoedilizia.com.

Ricordiamo che l’omessa indicazione di tali dati è sanzionata con un importo dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

La nuova disposizione non si riferisce esplicitamente al testo del contratto ma va ricordato che l’art.8 del d.l. n.333/92 già prevedeva la comunicazione al conduttore dei dati catastali dell’unità locata. E’ quindi opportuno che i dati catastali siano inseriti anche in contratto.

Infine, va  ricordato che sempre il decreto Tremonti prevede la regolarizzazione dei dati catastali per cui in caso si riscontrassero mancati aggiornamenti degli stessi si suggerisce di procedere, prima della stipula del nuovo contratto di locazione, alla loro regolarizzazione catastale.

Vi è poi una seconda novità applicabile, sempre da domani dal 1 luglio, limitatamente agli immobili siti in Lombardia: l’obbligo di dotare gli immobili medesimi dell’attestato di certificazione energetica e di consegnarlo al conduttore. Si tratta di un obbligo imposto dalla Regione e pesantemente sanzionato (da 2.500 a 10.000 euro) che riguarda tutte le unità locate ad eccezione dei box.

Nel caso del lettore perciò, l’appartamento andrà dotato, prima della locazione, dell’attestato di certificazione energetica redatto da tecnico abilitato, mentre per il box nulla dovrà esser fatto.

Assoedilizia
Associazione della Proprietà Edilizia – Milano
 

Pressione fiscale reale Italia: 51,5 % – Paradosso: più alto è il sommerso, minore è la pressione fiscale ufficiale – Assoedilizia

giugno 29, 2010

Una pressione fiscale reale elevatissima .

Essa è pari, secondo il dato fornito dal Centro studi Economia e Fisco di Assoedilizia, al 51,5 % .

Per il calcolo, infatti, il PIL va depurato della quota presunta di sommerso.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“Al contribuente italiano a regime, non interessa tanto il dato della pressione fiscale ufficiale, che è ricavato in rapporto ad un PIL teorico, comprendente una quota presunta di economia sommersa – per cui siamo al paradosso che,  più alta è l’evasione e minore è il dato ufficiale indicatore della  pressione fiscale.”

Questa conclusione si ricava analizzando i criteri esplicitati dall’ISTAT, in relazione alla determinazione del dato indicante la misura del PIL.

 Al contribuente interessa viceversa il rapporto tra il carico complessivo del prelievo fiscale (imposte dirette ed indirette) e dei contributi sociali da un lato, e dall’altro il PIL reale, depurato della quota presunta di sommerso.

Ricordiamo incidentalmente che il nero in Italia è stimato nell’ordine del 24% del PIL; contro il 16% della Germania, il 14% della Francia, il 12% della Gran Bretagna. Solo il Portogallo ci supera con il 30%. (Dati Banca Mondiale).

www.assoedilizia.com

Teresa Pomodoro Teatro No’hma – Milano – Dalla Raccolta Ritratti In Miniatura – Achille Colombo Clerici

giugno 28, 2010

Achille Colombo Clerici ricorda Teresa Pomodoro:

“Con Teresa ed il suo Teatro avevamo un sogno in comune.

Ci conoscevamo da tantissimi anni.

All’inizio portò i suoi giovani attori a casa mia e li presentammo ai nostri amici.

Non c’era nulla allora che facesse immaginare ciò che venne poi; non il teatro, non la compagnia, non l’attrezzatura, non il mondo che alla fine Teresa si trascinò appresso.

C’era la sua grande passione: e quella si vedeva, eccome.
Una passione che ci sembrava incredibile, perché contagiava tutti coloro che le erano intorno. Il marito, primo fra tutti, la comprendeva, la assecondava,  ne eseguiva gli ordini di scena: era il suo fedele sostenitore ed esecutore.

La tensione spirituale di Teresa era totale e nettamente percepibile: spaziava dalla filantropia alla carità, dalla cultura, all’arte, alla socialità.

Fu questa carica, questa tensione a permettere lo slancio che creò le condizioni per realizzare ciò di cui è stata capace.

Il Teatro, la sua creatura, anzitutto. Ma prima ed insieme tante altre cose: enumerarle ora, per noi che non riuscivamo più a seguirle allora, un compito limitativo.

Fra tutte, ricordo ancora quella recita natalizia,organizzata e diretta nel 2002 da Teresa, della pièce  “Il Sindaco del Rione Sanità”.
Nel carcere di massima sicurezza di Opera, con attori i detenuti ed alla presenza di alcune tra le massime autorità, il Prefetto ed il Questore di Milano, il Procuratore Generale, alcuni Giudici,  e di un piccolissimo gruppo di altri reclusi e di loro parenti.

Ricordo quella atmosfera, prima tesa, poi, sempre più serena, via via che gli attori, uomini che si erano macchiati dei peggiori crimini, si trasfiguravano sulla scena, mostrando tutta la loro passione, ed anche una indubbia bravura nella recitazione, frutto, è da crederlo, di lunga applicazione e preparazione.

Nulla avrebbe potuto, meglio di quel momento, dare l’idea di quanto l’uomo, anche negli abissi più profondi della abiezione,possa trovare conforto e purificazione nella attenzione premurosa di chi si occupa di lui e gli da’ occasione di credere in qualcosa di superiore.

Questo faceva l’amica Teresa; tra tante altre cose.

C’era però un sogno: che  tenevamo gelosamente in serbo.

Se ne era parlato e riparlato.

Il sogno di portare la poesia in un giardino d’estate dinnanzi al mare.

Ma non ci fu il tempo.”

Il 30 luglio 2010 lo Spazio No’hma ricorda Teresa Pomodoro
 dedicato a TERESA da CHARLIE OWENS

Dalla raccolta “Ritratti in Miniatura”: Il Pleyel in casa di Amici – Achille Colombo Clerici nel Bicentenario della nascita di Chopin

giugno 28, 2010

Nella antica casa di campagna di una famiglia milanese, in un  angolo del salottino, si trova un mobile dalla foggia di uno scrittoio; in una bella radica iscurita dal tempo.

Da sempre tutti gli abitanti della casa e gli ospiti gli passano accanto, senza degnarlo di troppe attenzioni; qualcuno vi posa il bicchiere fra una chiacchiera e l’altra, qualcuno vi si adagia distrattamente, a margine delle affollate riunioni di amici.

E quel mobile sta lì; non si sa bene il perché.

Incuriosito, l’altro giorno ho chiesto a cosa serva.

– Ma è un pianoforte. Sì, ma non suona: l’abbiamo fatto vedere da un esperto che ci ha sconsigliati dal farlo restaurare.

Bene, non ho saputo resistere alla tentazione di aprirlo. Ed allora, guardando attentamente, sono riuscito a leggere, con una certa difficoltà, una sbiadita iscrizione su di una piccola targa in avorio: “Pleyel” Paris 1857.

Ma è nientemeno che un Pleyel… un minuscolo Pleyel da salottino; un antico Pleyel introvabile ai giorni d’oggi.

I miei ospiti erano molto stupiti del mio stupore.

A me venivano in mente immagini di una Milano ottocentesca abituata a sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda della “Ville lumiere”.

Pensavo alla grande ansia di conoscenza, di cultura e di modernizzazione che pervadeva allora i nostri concittadini.

I quali attingevano a piene mani dalla vicina Francia. E da Oltr’Alpe si portavano a casa il Pleyel; il pianoforte prediletto del grande Frederic Chopin.

Come si usava allora, non un gran coda, ma un pianoforte-a mo’di tavolo: senza pretese di pompa, ma pronto all’uso per fare buona musica, se fosse passato per casa un qualche appassionato disposto a suonarlo.

Cosi, nel tempo, quel piano, diventato lombardo, ha svolto il suo compito nella casa, come un mobile utile: allora per suonarvi qualche polacca o qualche mazurca ed allietare le serate, oggi per fare da tappezzeria cui si guarda distrattamente o per appoggiarvisi di tanto in tanto. Un mobile di casa, insomma, senza troppe cerimonie e riguardi. 

Dormi sonni tranquilli, caro Pleyel: perché non sei inutile, anche se non suoni più.

Sei il simbolo vivente della continuità della nostra cultura lombarda.

 

“Ma la «service tax» sarà salata” – Articolo di Saverio Fossati pubblicato su Il Sole 24 Ore del 27.6.2010

giugno 28, 2010

Se non verranno escluse compravendite e affitti costerà ai proprietari il doppio dell`Ici

 Ma la «service tax» sarà salata

Saverio Fossati

Se dalla «service tax» non verranno scorporate compravendite e affitti, la nuova imposta potrebbe costare ai proprietari il doppio dell`Ici. Ma in ogni caso si pagherà di `più. Senza contare che i Comuni non potranno contare su tutta l`imposta di registro ma solo su quella che riguarda gli immobili, portando così l`imposta totale da 26,4 a 21 miliardi.
Proviamo a fare qualche conto. Anzitutto va considerato che le imposte coinvolte sarebbero Ici (sempre al netto delle prime case), imposte di registro, imposta ipotecaria e catastale e Irpef immobiliare (sugli affitti e sulle seconde case delle persone fisiche).
Va subito chiarito che le imposte sulle successioni sarebbero escluse (quindi anche la relativa quota di imposte di registro, ipotecaria e catastale) e così l`imposta di registro sugli atti non immobiliari (come quelli societari). Quindi, degli oltre 8 miliardi di gettito di imposta di registro, ipotecaria e catastale, solo 2,725 si possono considerare all`interno della «service tax».
In base ai dati sulle compravendite dell`agenzia del Territorio e delle locazioni dell`Istat, le imposte di registro, ipotecarie e catastali sui passaggi di proprietà (che riguardano di fatto le sole abitazioni non di nuova costruzione e sulle altre si applicano in misura fissa) si aggirano sui 2,525 miliardi, cui si aggiungono circa 200 milioni o poco più di imposta di registro sulle locazioni di immobili (il resto è soggetto a Iva, esclusa dalla «service tax»).
In sostanza, quindi, una grossa fetta di queste due imposte sarebbe fuori dalla nuova tassa: è quella derivante dalla loro applicazione agli atti societari e alle successioni.
A questo punto non è difficile fare le due ipotesi principali: nella prima, tutto il gettito verrebbe  “spalmato” sui proprietari immobiliari (sia persone fisiche che giuridiche, come avviene con l`Ici). E dato che la base imponibile sarebbe rappresentata dai valori catastali, nell`ultimo rapporto dell`Osservatorio immobiliare dell`agenzia del Territorio questo valore è dato in 2.648,9 miliardi, ecco che per raggiungere un gettito di 21 miliardi occorrerebbe applicare un`aliquota del 5 per mille alle prime case (escludendo così l`Ici) e del 9 per mille agli altri immobili.  Quindi, a grandi linee, quasi il doppio di quanto attualmente costa l`Ici mediamente al singolo proprietario.
Nella seconda ipotesi, le imposte che riguardano specificamente singoli immobili, cioè quelle sulla compravendita e l`Irpef + registro sulle locazioni, resterebbero a carico dei soli interessati. A parte il fatto che l`applicazione della cedolare secca sugli affitti provocherebbe nei primi anni un calo del gettito da 175 milioni a 1.4 miliardi (si veda il Sole 24 Ore del 25 giugno), che è  davvero impossibile da quantificare, la «service tax» a carico di tutti si ridurrebbe a circa”-13 miliardi, quindi con un`aliquota media inferiore all`1,15 e al 6,2 per mille (a seconda che si tratti di prima casa o altro immobile) sulla base imponibile, cioè il valore catastale, che di fatto coincide con la base imponibile Ici. Mentre circa dieci miliardi proverrebbero dai proprietari di immobili locati e dalle compravendite (qui le imposte sono a carico degli acquirenti).
Così, nella prima ipotesi, un proprietario della sua abitazione principale a Milano o Roma (100 metri quadrati, zona semicentrale) pagherebbe 325 euro e, se non prima casa, 585 euro. Nella seconda ipotesi, gli importi scendono, rispettivamente, a 49 e 403 euro.
Ma va fatta un`ultima considerazione: con una “service tax” senza correttivi la perequazione tra comuni dove il mercato immobiliare è più ricco e quelli dove è stagnante diventerebbe molto forte in termini di gettito, mentre attualmente questa differenza è compensata in parte con i trasferimenti.

L’esempio
Per una prima casa di 100 metri quadrati (semicentrale) di Roma o Milano si potrebbe arrivare a pagare fino a 325 euro

“Sopralluogo, il proprietario ha diritto di essere presente” – Articolo del Presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani pubblicato su Il Giornale del 26.6.2010

giugno 28, 2010

E’ importante la sentenza della Commissione tributaria regionale di Roma (Presidente Varrone, Relatore Zucchelli) relativamente al classamento degli immobili, all`inquadramento – cioè – dei singoli immobili nella loro propria categoria e classe, sulla base del quadro di classificazione della zona censuaria interessata. I giudici tributari ricordano così, anzitutto, l`art. 61 del D.P.R. n. 1142/`49, che prescrive – per il classamento – il sopralluogo ai singoli immobili da parte dei tecnici dell`Agenzia del territorio e il confronto con le unità tipo, per rilevare caratteristiche ed analogie. E dopo aver sottolineato che il sopralluogo (destinato a riscontrare – appunto – le caratteristiche dell`immobile) è un «passaggio necessario sia ai fini del classamento sia a quelli della rettifica di esso», la Commissione afferma esplicitamente che tale atto infraprocedimentale obbligatorio non può avvenire fuori delle garanzie ordinariamente previste per il cittadino. «Anche in assenza di un`esplicita previsione circa la presenza del proprietario ed il conseguente contraddittorio nello stesso articolo 61, giova ricordare – scrive testualmente il giudice tributario Claudio Zucchelli – che i principii generali dell`ordinamento giuridico amministrativo, confermati nella materia che ci interessa dal cosiddetto Statuto del Contribuente, legge 27 luglio 2000, n. 212, prevedono in ogni caso il coinvolgimento del contribuente nelle operazioni istruttorie di constatazione (tale è un sopralluogo) al fine di permettere la tutela preventiva dei propri diritti ed interessi. In particolare l`articolo 12 del citato Statuto prevede al comma 2 – continua la sentenza – l`obbligo di informare il contribuente circa le verifiche fiscali al fine di presenziare e farsi assistere da professionista di fiducia. Per quanto la norma si riferisca specificatamente alle verifiche fiscali in tema di imposte dirette e indirette, essa introduce – continua ancora la sentenza un principio generale applicabile alle situazioni in cui l`Amministrazione finanziaria, attraverso una procedura di constatazione, miri a modificare il presupposto dell`imposizione e quindi a recuperare a tassazione. La verifica e modifica del classamento, aumentando la base imponibile, persegue proprio – conclude la decisione tale scopo, e dunque rientra perfettamente nel principio generale ormai acquisito nella legislazione fiscale».
Tanto premesso in diritto, la Commissione ha rilevato in fatto che nel caso al suo esame mancava la prova del sopralluogo dell`Agenzia e che esso, in ogni caso, sarebbe stato inidoneo a completare l`iter procedimentale «in assenza di un apposito invito a partecipare comunicato al proprietario». Ha quindi dichiarato l`illegittimità della procedura di rettifica del classamento seguita nello specifico caso e, così, pronunciato l`annullamento dell`atto di classamento impugnato.