Archivio per agosto 2009

Comunicato stampa Assoedilizia: Botteghe, negozi storici. Milano: incostituzionali i vincoli di destinazione d’uso nel P.G.T. senza adeguati indennizzi ai proprietari degli immobili

agosto 29, 2009

Dal Corriere della Sera del 27 agosto 2009:
“Il Comune di Milano sta verificando se c’è  la possibilità di inserire nel P.G.T. (Piano di Governo del Territorio) vincoli di destinazione d’uso per gli edifici che ospitano le botteghe storiche.
Perché altro tipo di vincoli non ha funzionato: come quello della Sovrintendenza sugli arredi.”
 
Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“Per affrontare compiutamente e con qualche probabilità di buon esito il problema dei negozi storici occorre avere presenti i termini della questione: interessi in gioco e dinamiche in grado di generare il fenomeno.

Gli interessi sono di tre ordini:

– A) quello collettivo-pubblico al mantenimento nella città di attività commerciali affascinanti e qualificanti sul piano culturale e storico.

Chi non ricorda i casi emblematici della nostra Milano? Il vecchio carbonaio in Via s. Maurilio, la bottega di cordami e granaglie in piazza S. Stefano.
E le mercerie oggi pressoché scomparse.

– B) quello degli esercenti le attività; che si trovano di fronte al dilemma di accettare “buonuscite” milionarie in euro (non previste da alcuna legge, ma che sono di prassi diffusissima nel settore) e di andarsene piantando baracca e burattini ovvero di tirare a campare continuando attività spesse volte antieconomiche.

– C) quello dei proprietari locatori dell’immobile che non devono e non possono subire vincoli autoritativi preordinati al mantenimento di attività che, se non sono convenienti per chi già le esercita, non si capisce come possano risultare tali per chi eventualmente subentra nella loro gestione.
 
In vero, non c’è attività commerciale diseconomica che possa esser mantenuta in vita “per decreto”.

Il problema della sopravvivenza dei negozi storici, nasce soprattutto  dal distorcente fenomeno delle “buonuscite”; cioè quei versamenti plurimilionari che intervengono o per compensare il commerciante che lascia liberi locali particolarmente appetiti sul piano dell’immagine o dell’indirizzo “griffato”; ovvero  all’atto della cessione del contratto di locazione insieme all’azienda o al ramo d’azienda e che incidono pesantissimamente, per anni ed anni, come una vera “ipoteca”, sulla gestione economica dell’azienda stessa cessionaria che prosegue nell’attività.

Un vero e proprio doppio dell’ affitto.

Altro che affitti commerciali cari!

Meccanismo di buonuscita al quale peraltro il proprietario locatore è completamente estraneo.

Gli affitti commerciali, è bene ricordarlo, sono protetti da meccanismi legislativi volti ad impedirne il rincaro alla scadenza contrattuale.  In sede di rinnovo del contratto, (dopo dodici anni di vigenza) i canoni possono sì essere aumentati; ma, se l’esercente non accetta, il proprietario gli deve un anno e mezzo del canone pattuito a titolo di indennità di avviamento.
 
Mentre l’offerta della “buonuscita” (peraltro soggetta ad un trattamento fiscale vantaggioso, per non dire dei casi di versamenti “ufficiosi”) a chi esercita un’attività commerciale, laboriosa e soggetta ad oneri amministrativi e tributari gravosi, da parte di operatori che spesso mirano ad acquisire punti commerciali strategici (“indirizzi griffati”) ai fini di un ritorno di immagine che surroghi la credibilità e la attrattività storica tanto premianti in certi settori; l’offerta di buonuscita dunque è in grado di minare qualsiasi resistenza e qualsiasi ragione affettiva di chi gestisce antiche attività, pur ricche di fascino e di tradizioni.        

E’ dunque sul meccanismo distorcente delle “buonuscite” che occorre incidere in prima istanza per impedire cessazioni di attività e trasformazioni di beni aziendali commerciali (anche aventi valore di beni culturali).         

Venendo poi al vincolo sull’immobile quale bene culturale (che il Comune di Milano vorrebbe introdurre con il P.G.T.) per mantenere l’attività, o eventualmente sull’insegna, sugli arredi del negozio e quant’altro, debbo dire che questa misura, come ha sancito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 94 del 2003 non può essere applicata tout court, perché si tradurrebbe in un vincolo espropriativo, non accompagnato da un adeguato indennizzo.
 Il che non è consentito nel nostro ordinamento giuridico; nel quale vige dunque il principio secondo cui, se il raggiungimento dell’interesse pubblico comporta il sacrificio di un diritto soggettivo di un privato, quest’ultimo va indennizzato.   

Il vincolo può esser conseguente solo al consenso del proprietario.

 In tal senso si è orientata la legge della Regione Lazio che ha altresì previsto un finanziamento regionale per chi richieda l’apposizione del vincolo stesso.”

www.assoedilizia.com

 

Annunci

Comunicato stampa Assoedilizia: Capri. La Grotta Azzurra inquinata. Aiaga ed Assoedilizia sconcertate ed indignate

agosto 26, 2009

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia, presidente dell’ AIAGA Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi, Achille Colombo Clerici: 

“Questo fatto colpisce profondamente, uno dei luoghi simbolo del nostro turismo e l’immagine dell’Italia come luogo di bellezze naturalistiche e paesaggistiche incontaminate; e dà l’idea di un Paese, di un Meridione in preda ad interessi oscuri ed incontrollabili. 

Il danno che  deriva all’immagine turistica d’Italia è incalcolabile.

Ci auguriamo che in tempi strettissimi si possa far luce sull’episodio e che per il futuro si intensifichi la vigilanza affinché fatti di questo genere non abbiano a ripetersi.”

 www.assoedilizia.com
www.instat.wordpress.com

 

Comunicato stampa Assoedilizia: Graffiti vandalici e processo per direttissima

agosto 25, 2009

Con riferimento al fermo, come riportato dalle agenzie di stampa, ed alla denuncia, in data odierna, da parte delle forze dell’ordine, dei tre writers che hanno insozzato le carrozze delle FNM, il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici dichiara: 

 “Con l’entrata in vigore delle nuove norme penali sul reato di imbrattamento di edifici e di mezzi di trasporto,per il quale sussiste la procedibiltà d’ufficio ed un aggravamento delle sanzioni, risulta più agevole e più severa la condanna di questi vandali.

Ci auguriamo che la magistratura ordinaria, in simili casi, ove ricorrano le condizioni, dia corso a processi per direttissima affinché la condanna penale intervenga in tempo reale anche ai fini della sua esemplarietà.”

 Il coordinatore dell’Ufficio studi di diritto penale di Assoedilizia avv.Niccolo’ Bertolini così sintetizza, in generale, i termini della questione:

“Quando il soggetto autore di reato viene tratto in arresto in flagranza di reato, il Pubblico Ministero può presentarlo, entro le successive quarantotto ore, direttamente al Giudice del dibattimento perché si proceda alla convalida dell’arresto ed al successivo giudizio di merito: si tratta del procedimento per direttissima.

Tale rito speciale può essere utilizzato anche nel caso della c.d. “quasi flagranza”: tale circostanza ricorre quando il soggetto non viene sorpreso nell’atto di commettere un reato, ma quando, subito dopo la commissione di un reato, egli è inseguito dalla Polizia Giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone, ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia evidente che lo stesso abbia commesso il reato immediatamente prima.”

www.assoedilizia.com

 

Comunicato stampa Assoedilizia: L’andamento della stagione turistica 2009. Reggono sostanzialmente partenze e presenze (-2,3%), in netto calo il fatturato

agosto 22, 2009

Colombo Clerici (Associazione Italiana Amici Grandi Alberghi): “In tempi di crisi e di posti di lavoro a rischio si impongono incentivi pubblici”

 Roma/Milano 22 agosto 2009 – Con l’80% degli italiani che entro lunedì saranno rientrati dalle vacanze il Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia, in collaborazione con l’Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi, anticipa l’andamento della stagione turistica estiva 2009 che non verrà sostanzialmente modificato dall’attività del settore in settembre. In sostanza, si è evitato il crollo temuto durante i primi mesi dell’anno e si è confermata la tenuta (”solo” un meno 2,3%) almeno nel numero di partenze e presenze – con punte di eccellenza in Sicilia, Emilia-Romagna e Puglia e nella Liguria del Levante, ad esempio -, se non nel fatturato, che cala del 15%. “Ma – afferma il Presidente di Amici dei Grandi Alberghi avv. Achille Colombo Clerici – in tempi di crisi e di posti di lavoro a rischio; e se l’Italia vuole mantenere o migliorare la propria posizione internazionale scesa dal 1970 ad oggi dal primo al quinto posto nella classifica mondiale, occorre un deciso cambiamento di strategia, a cominciare da incentivi pubblici, come hanno già fatto i governi di Francia, Spagna, Grecia, Croazia e di altri Paesi. Seguono l’integrazione della politica per il turismo con quelle dei trasporti, dei beni culturali e dell’ambiente: nonché un coordinamento unico che superi la frammentazione di competenze tra Regioni e una miriade di strutture di promozione locale”.

L’estate 2009 è stata caratterizzata dal mantenimento di una tendenza in atto da anni: aumento delle vacanze brevi (fino a 3 notti, 49%) che già dallo scorso anno hanno percentualmente superato le vacanze lunghe oltre 7 notti (44%) mentre quelle molto lunghe (oltre 22 notti) sono state il 7%. I vacanzieri sono stati ospiti di parenti e amici  per il 33%, di alberghi (29%), di altre strutture (campeggi, agriturismo ecc., 14%), in seconde case di proprietà (13%), in camere e abitazioni d’affitto (11%). Per spostarsi oltre i due terzi (69%) hanno utilizzato l’auto, il 17% l’aereo, il 14% il treno.

Le mete. Il mare per il 64%, la montagna 15%, città d’arte 12% (tra queste Firenze soffre della “concorrenza” di Roma mentre Venezia perde qualche punto), laghi, campagna, terme 9% (in flessione). Preferite le coste tradizionali – Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Veneto – cui si aggiunge prepotentemente la Puglia con incrementi anche di oltre il doppio, rispetto allo scorso anno, in talune località -; in flessione la Campania e le isole del Golfo, resistono Sicilia e Sardegna. Per la Lombardia, discorso a parte: si colloca ai primi posti della classifica su base annua ma per il turismo d’affari, che pure ha ceduto oltre il 10%, pur mantenendo inalterata l’attrattività per quanto riguarda alcune zone dei Laghi e dei monti.

Italiani all’estero, calo del 5% circa. Mete preferite Francia, Spagna, Croazia, Grecia. Stranieri in Italia: alla diminuzione di Giapponesi, americani, russi, inglesi e dei cittadini dei Paesi dell’Est Europa con percentuali che vanno dall’11 al 20%, si contrappongono gli arrivi di austriaci e tedeschi (più 17%).

 Ma il turismo è un fenomeno complesso e, come un cristallo dalle mille facce, presenta mille dati diversi. Il più rilevante è che ad un aumento o a un mantenimento delle presenze non corrisponde necessariamente un aumento od un mantenimento del giro d’affari che calano, mediamente, del 15-18% rispetto al 2008 (viaggio, vitto, alloggio, divertimenti, spesa pro capite da 860 a 725 euro). Ne risentono particolarmente gli alberghi, nonostante abbiano abbassato le tariffe anche del 30%, e i tour operator. Migliaia i posti di lavoro a rischio (7% del totale) dopo il boom di assunzioni degli anni scorsi (oltre 150.000 unità in più rispetto al 2006).

www.assoedilizia.com

 

Lancio agenzia Omnimilano: Alberghi, estate meglio dei primi 6 mesi. Crolla turismo affari

agosto 22, 2009

(OMNIMILANO) Milano, 22 ago – La crisi economica danneggia il turismo a Milano, ma non in maniera eccessiva, almeno durante la stagione estiva. I colpi maggiori, infatti, li ha inflitti il turismo d’affari nei primi sei mesi dell’anno, come spiega Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Associazione Italiana Amici Grandi Alberghi. “Ad agosto ci sono stati più negozi aperti e un’attività culturale superiore a quella degli anni precedenti, anche se siamo ancora lontani dai ferragosto delle città europee. Le presenze legate al turismo culturale in estate tengono, e questo è un trend che continua da un po’, ma certamente non bastano a recuperare il calo causato dal turismo d’affari, che a Milano è quello prevalente e che da inizio anno ha visto una tendenza alla diminuzione delle presenze dell’8-10%, nonostante gli alberghi abbiano fatto sconti che, per i 5 stelle, arrivavano anche al 30% e per i 3 e 4 stelle si aggiravano intorno al 10-20%”.
“Siamo ancora in attesa dei dati finali per capire come sono andate le cose, ma la sensazione è che ci sia stata una flessione delle presenze, sicuramente inferiore a quella dei primi 6 mesi dell’anno, ma sostenuta da una diminuzione dei prezzi”, dice anche Alberto Sangregorio, presidente dell’Associazione Albergatori Milano. “Anche nella settimana di ferragosto non sembra ci fosse molta gente in giro. Questo non significa che i turisti stranieri disdegnino Milano, ma c’è una minor predisposizione alla spesa a livello globale e tendono a prevalere soggiorni in città più concentrati”.
La conferma che le cose non stiano andando malissimo, almeno in questi mesi estivi, arriva anche dall’ostello di Milano “Piero Rotta”. “In estate l’ostello lavora abbastanza bene, soprattutto con turisti giovani tra i 18 e i 28 anni che provengono da tutto il mondo”, spiegano gli operatori. “Un calo delle presenze c’è stato anche se, tenendo conto di quello che è il periodo, anche questa stagione sta andando bene. In questi giorni, per esempio, abbiamo circa 220 persone, che per noi vuol dire essere al completo”.

Milano sconta il fatto di non aver fatto valere per anni il proprio patrimonio artistico e culturale, pur essendo ai primi posti in Italia e, visto che il turismo prevalente è quello d’affari, oggi risentiamo della crisi in modo diretto”, spiega Colombo Clerici, indicando alcune delle strade percorribili perché Milano riesca a valorizzare una vocazione turistica ancora piuttosto debole. “Bisognerebbe, per prima cosa, far valere il nostro patrimonio artistico e culturale organizzando dei percorsi intorno alle offerte.
Andrebbe anche incentivata la ricettività degli alberghi di categoria medio-bassa. Noi abbiamo grandi alberghi a 4-5 stelle, ma bisogna puntare sui 2-3 stelle, che sono quelli che garantiscono i grandi flussi. E poi”, aggiunge, “servono accordi con i grandi tour operator internazionali. Qui un ruolo chiave dovrebbe giocarlo la compagnia aerea nazionale, che dovrebbe essere capace di propiziare accordi garantendo grandi flussi, ad esempio dai paesi orientali. Ma visto che purtroppo questo non accade, c’è bisogno di un lavoro di sinergia tra istituzioni milanesi e lombarde perché vadano in giro a conquistare i grandi flussi. Infine, c’è la grande chance dell’Expo, che dovremo sfruttare per promuovere il nostro territorio sul piano turistico in modo da garantire e stabilizzare per il futuro i flussi turistici”.
“Forse per il prossimo anno bisognerebbe prepararsi con più pubblicità”, dice anche Alberto Sangregorio dell’Associazione Albergatori Milano. “Ma bisogna capire che la programmazione turistica richiede tempi lunghi di almeno un anno, un anno e mezzo per raggiungere capillarmente tutti i target”, aggiunge. “Se poi si vuol far tutto in un paio di mesi, lo si può anche fare, ma il turismo è un prodotto che non si vende sul breve periodo. Per questo serve una pianificazione a lungo termine”.

 

Comunicato stampa Assoedilizia: Omaggio a Fernanda Pivano cittadina onoraria di Santa Margherita Ligure. A nome dell’Ente case del Genovesato del Levante, Achille Colombo Clerici ricorda

agosto 21, 2009
Genova, 21 agosto 2009 
Novembre 2004. Manifestazioni nell’ambito dell’anno di “Genova Capitale Mondiale della cultura”.
Incontro con la letteratura e la poesia organizzato da Carige presso il salone d’onore della Borsa di Genova.
Incontriamo quattro, forse i più grandi, poeti viventi: Edoardo Sanguineti, Mario Luzi, il poeta siriano di lingua francese Adonis e Fernanda Pivano. Presenta, da par suo,il tema della poesia e recita alcuni versi Giorgio Albertazzi.
Estasiato il pubblico: una settantina di invitati.
Fernanda Pivano, schiva, ricorda la sua vita,l’attaccamento al suo luogo d’adozione, questo Genovesato del Levante, terra di poeti e di poesia e piange mentre dice.
Una prova di amore, di passione per il suo Tigullio e per la poesia che ispira.
Oggi ci inchiniamo di fronte a questo amore assoluto, faro di tutta la sua vita.

Comunicato stampa Assoedilizia: Attività di religione e di culto. ICI ed 8 per mille

agosto 19, 2009

L’ex Presidente della Repubblica sen.Francesco Cossiga,dalle pagine di Libero, oggi interviene   sulla questione della esenzione ICI e dell’8 per mille.

Osserviamo: la spiritualità religiosa è una componente fondamentale della natura umana, e quindi una faccia dell’essere umano, al pari della fisicità e della ragione.

E dunque, come lo Stato finanzia, per le relative attività, le organizzazioni  sportive, ricreative, culturali, assistenziali, sanitarie, cosi pure deve finanziare le confessioni religiose e deve sostenerne l’attività.

Il che avviene pacificamente, ed in modo anche più rilevante,  in paesi occidentali di alta tradizione democratica, quali la Germania, gli USA, la Gran Bretagna.

In particolare, in merito alle polemiche sulle esenzioni ICI riguardanti gli immobili degli enti ecclesiastici, possiamo considerare:

1- Il discorso, anzitutto, riguarda, non solo la confessione cattolica, ma indistintamente i beni e le attività di tutte le confessioni convenzionate con lo Stato italiano.

La particolare posizione della Chiesa Cattolica in Italia non dipende certo da contingenze o da fattori politici, ma discende da ragioni storiche.

L’attacco quindi che subisce la Chiesa sulla questione dell’ICI è un attacco portato a tutte le Confessioni religiose.

2- Lo Stato riconosce che l’attività religiosa e di culto è di interesse collettivo e generale, cioè pubblico, al pari dell’istruzione, della tutela militare, della tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, della garanzia giurisdizionale e via dicendo. Chi esercita tale attività svolge un servizio pubblico. Perciò, come nessuno si meraviglia se lo Stato non paga le imposte sulle mense e sui circoli ricreativi e sportivi militari, giudiziari, ove esistono, scolastici e via dicendo, così nessuno si meraviglierebbe se lo Stato, gestendo oratori, campi sportivi e ricreativi, mense e refettori, case di accoglienza religiosi non pagasse le imposte su tali attività e strutture.

3- Ma lo Stato non esercita direttamente l’attività religiosa e di culto, né delega il suo esercizio alle diverse confessioni. Esso riconosce che l’attività stessa, esercitata dalle diverse confessioni, secondo i propri fini istituzionali e secondo le regole proprie di ciascuna di esse, vada per ciò stesso considerata attività di interesse collettivo.
 Ogni confessione esercita dunque, in via autonoma ed insindacabile da parte dello Stato, la funzione di culto e di religione;

 4- La Chiesa ha previsto istituzionalmente una distinzione fra attività principali ed attività complementari di religione. Fra le prime la celebrazione del culto, i riti e le liturgie, la catechesi, la missionarietà, la vita e l’organizzazione del clero, l’educazione religiosa: fra le altre le attività ricreative, culturali, didattiche, ricettive, caritative, assistenziali e quant’altro la Chiesa ritiene utile alla sua missione. Conseguentemente tutte le strutture e le attrezzature in cui viene svolta, secondo i fini istituzionali detti, un’attività sia principale, sia complementare di religione e di culto,sono da ritenersi equiparate, sul piano della loro diretta destinazione alla funzione pubblica cui assolve la Chiesa.

 5- Diversamente, la Chiesa stessa riconosce che una serie di beni (i cosiddetti strumentali) non hanno una finalizzazione diretta ai compiti della Istituzione; ma producono puramente un reddito. Il reddito viene dunque assoggettato a tassazione, cosi come il bene, se immobile, è soggetto a ICI.

 6- Coerentemente per l’applicazione della esenzione ICI agli immobili degli enti religiosi devono ricorrere due requisiti: il primo soggettivo riguardante la natura dell’ente che esercita l’attività; si deve trattare di enti aventi finalità di religione e di culto. L’altro oggettivo nel senso che l’immobile deve essere destinato ad ospitare una attività connessa alla finalità religiosa.

 Le ricorrenti polemiche sull’ICI relativa ai beni della Chiesa non trovano spiegazione, dunque, sul piano giuridico; ma piuttosto con la pretesa di affermare una concezione laicista dello Stato, basata sull’assunto che esso non debba riconoscere la componente spirituale come parte integrante della persona umana della quale occuparsi e da porre  nella propria sfera di interesse (al pari della salute, della integrità ed incolumità fisiche, della istruzione e della cultura, della sfera affettiva, relazionale lavorativa; aspetti tutti,dei quali lo Stato si occupa direttamente,a pieno titolo).

  L ’art. 7 del D. Lgs. 504/92, dunque, elenca tassativamente le attività che possono fruire dell’esenzione ICI :
1- attività assistenziali;
2- attività previdenziali;
3- attività sanitarie;
4- attività didattiche;
5- attività ricettive;
6- attività culturali;
7- attività ricreative;
8- attività sportive;
9- attività di religione e di culto.

Mi sembra in conclusione che il legislatore italiano conosca bene i termini della questione, e ,con questa norma, non dia alla questione stessa una risposta, né emotiva, né superficiale. 

 Achille Colombo Clerici

www.assoedilizia.com