Asia-Europe Leader’s Cooperation Dialogue, Prima Edizione – The European House Ambrosetti (TEHA) e Boao Forum For Asia (BFA), a Roma Hotel Westin Excelsior Via Veneto 4/5 dicembre 2018 – Europasia informa

Pubblicato dicembre 5, 2018 di questionesettentrionaleefederalismo
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Oggi a Roma la prima edizione di Asia-Europe Leader’s Cooperation Dialogue
COLOMBO CLERICI: CONTRO I VENTI DELL’ISOLAZIONISMO UNA VISIONE COMUNE

Il mondo sta attraversando un cambiamento epocale che ne ridefinirà l’equilibrio geopolitico e geo- economico nei secoli a venire. Le nuove vie della seta stanno assumendo un ruolo chiave nel ridurre le distanze tra Asia ed Europa, creando al contempo uno spazio di interconnettività e dinamismo economico in quella che una volta era l’isolata Asia Centrale.
Sebbene spesso venga inquadrato semplicemente come un progetto per l’evoluzione delle infrastrutture lungo il continente Eurasiatico, la Belt and Road creerà opportunità commerciali e industriali in settori che vanno oltre la costruzione di strade, porti e ponti. Agli occhi della leadership cinese, le infrastrutture servono solo come mezzo per sostenere l’integrazione economica nel continente.
All’interno del continente asiatico, la Cina è il precursore di una nuova fase di apertura che sta già avendo effetti positivi sugli attuali andamenti degli investimenti e sui flussi commerciali su scala globale, e che riconfigurerà la governance economica mondiale così come la conosciamo.
La crescita dell’influenza geopolitica della Cina, insieme alla progressiva internazionalizzazione della sua economia, facendo leva sui suoi modelli finanziari, comporterà un inevitabile riassetto dell’equilibrio attuale. Negli ultimi 5 anni la Cina ha già costituito più di 20 Zone Economiche Speciali in: Cambogia, Thailandia, Pakistan, Vietnam, Zambia, Egitto, Nigeria, Russia, Etiopia, Laos, Uzbekistan, Ungheria, Indonesia.

In un’epoca in cui la nuova ondata di isolazionismo americano aumenta sempre più la distanza da questo Paese, l’Europa deve prepararsi ad accogliere il cambiamento, comprendere come riposizionarsi in modo consapevole nei confronti dell’Oriente e porre le fondamenta del suo nuovo Rinascimento.

A questo scopo, The European House – Ambrosetti (TEHA) e il Boao Forum For Asia (BFA), le principali piattaforme di collegamento tra imprese e istituzioni rispettivamente in Europa e in Asia, hanno unito le forze per dare vita a una piattaforma comune di lungo termine riservata alle élite europee e asiatiche per consolidare le relazioni, costruire un rapporto di fiducia e condividere una visione comune sulle cooperazioni future in tutta l’Eurasia.
Oggi a Roma si tiene la prima edizione di Asia-Europe Leader’s Cooperation Dialogue, organizzato da TEHA e BFA. Si tratta della prima vera occasione in cui allo stesso tavolo si riuniranno circa 200 leader di imprese ed istituzioni europee ed asiatiche con l’obiettivo di approfondire e stabilire relazioni di alto livello, condividere una visione comune sulla futura cooperazione in tutta l’Eurasia.

Tra gli invitati italiani il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici; tra le aziende italiane che partecipano citiamo: Business Strategies, Eni, Sea Aeroporti di Milano, SACE, Bonfiglioli, Edison, Elettronica Group, Ferrovie dello Stato, Pelliconi & C., Salov, Todini Finanziaria.

Tra i relatori:
Esko AHO, già primo Ministro Finlandia e Innovation expert;
LI Baodong, Segretario Generale, Boao Forum for Asia;
Lorenzo FIORAMONTI, Vice-Ministro presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;
Enrico LETTA, già primo Ministro, Italia, Dean, Paris School of International Affairs, SciencesPo;
Peter MANDELSON, già Ministro delle attività produttive nel governo di Gordon Brown e già Commissario dell’Unione Europea per il commercio, President, Policy Network;
Romano PRODI, già Primo Ministro, Italia;
Surakiart SATHIRATHAI, già Vice Primo Ministro, Tailandia, Chairman of APRC;
Giovanni TRIA, Ministro dell’Economia e delle Finanze;
ZHOU Xiaochuan, Vice Presidente, Boao Forum for Asia; Vice Chairman of the 12th National Committee of the Chinese People’s Political Consultative Conference, già Governatore della People’s Bank of China.

Boao Forum for Asia
Il Boao Forum for Asia (BFA) è un’organizzazione internazionale non governativa e senza scopo di lucro con sede in Cina. Rappresenta la piattaforma elitaria più prestigiosa in cui leader governativi, aziendali e del mondo accademico dell’Asia e di altri continenti possono avere uno scambio sulle questioni più urgenti che riguardano questa regione dinamica e tutto il mondo. Il BFA mira a promuovere l’integrazione economica regionale e ad avvicinare ancora di più i paesi asiatici ai loro obiettivi di sviluppo. Creato nel 1998 da Fidel V. Ramos, ex Presidente delle Filippine, Bob Hawke, ex Primo Ministro dell’Australia, e Morihiro Hosokawa, ex Primo Ministro del Giappone, il Boao Forum for Asia è stato inaugurato ufficialmente nel febbraio 2001. Ogni primavera, la Conferenza annuale del Forum vede riuniti circa 10 presidenti e primi ministri, 80 ministri e leader di organizzazioni internazionali, 50 economisti, 150 aziende incluse nel ranking Fortune 500, 1600 business delegate e 800 redattori e giornalisti provenienti dall’Asia e da tutto il mondo in una quattro giorni di dialoghi informali e “peer-to-peer” sui temi più pressanti.

The European House – Ambrosetti
The European House – Ambrosetti è un gruppo professionale di circa 200 professionisti attivo sin dal 1965 e cresciuto negli anni in modo significativo grazie al contributo di molti Partner, con numerose attività in Italia, in Europa e nel Mondo.
Il Gruppo conta cinque uffici in Italia e diversi uffici esteri, oltre ad altre partnership nel mondo. La sua forte competenza è la capacità di supportare le aziende nella gestione integrata e sinergica delle quattro dinamiche critiche dei processi di generazione di valore: Vedere, Progettare, Realizzare e Valorizzare.
Da più di 50 anni al fianco delle imprese italiane, ogni anno serve nella consulenza circa 1.000 clienti realizzando più di 100 Studi e Scenari strategici indirizzati a Istituzioni e aziende nazionali ed europee e circa 100 progetti per famiglie imprenditoriali.
A questi numeri si aggiungono circa 2.000 esperti nazionali ed internazionali che ogni anno vengono coinvolti nei 300 eventi realizzati per gli oltre 10.000 manager accompagnati nei loro percorsi di crescita.
Il Gruppo beneficia di un patrimonio inestimabile di relazioni internazionali ad altissimo livello nei vari settori di attività, compresi i responsabili delle principali istituzioni internazionali e dei singoli Paesi.
Per il quinto anno consecutivo, The European House – Ambrosetti è stata nominata primo think tank italiano privato, tra i primi 10 in Europa e nei primi 100 più apprezzati Think Tank indipendenti su 6.846 a livello globale nell’edizione 2017 del Global Go To Think Tanks Report dell’Università della Pennsylvania.

Foto:

Achille Colombo Clerici

La sala del Congresso al Westin Excelsior Hotel di Roma

 

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BREXIT, Workshop su inviti allo studio BELEX Bonelli-Erede – Jurisinstudio: Profili di interesse degli operatori economici privati – Focus Team Private Clients – Europasia informa

Pubblicato dicembre 4, 2018 di questionesettentrionaleefederalismo
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Il tema discusso ed illustrato all’evento JurisinStudio di BonelliErede-Belex

BREXIT, INTERESSANTI PROSPETTIVE PER L’ITALIA

Sull’uscita dell’ U.K. dall’ Unione Europea incombono due grosse incertezze: il voto del parlamento a Londra sulla bozza di accordo preliminare approvato dal Governo di Teresa May, e la decisione della Corte di Giustizia Europea che deciderà sul diritto o meno dell’ U.K. di poter tornare unilateralmente sui propri passi. Se ne è discusso nel corso dell’evento JurisinStudio di BonelliErede – riservato ad alcuni operatori economici – organizzato dal Focus Team Private Clients Gianpiero Succi, Alberto Saravalle, Massimiliano Danusso in collegamento da Londra.

Partecipanti inoltre i professionisti membri del Focus Team Private Clients di Belex  BonelliErede: Vittorio Allavena, Roberto Cera, Manlio Frigo, Umberto Nicodano, Matteo Pratelli, Silvia Romanelli, Stefano Simontacchi e Silvia Stabile.

Invitato il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Sono stati affrontati temi di interesse degli operatori economici, anche con riferimento agli investimenti immobiliari.

(N.d.R. IL QUADRO DELLA SITUAZIONE POLITICA) Dopo l’udienza del 27 novembre scorso la Corte di Giustizia Europea si pronuncerà sulla revocabilità o meno in via unilaterale, da parte del Regno Unito, della istanza di recesso dall’U.E.  Il 14 novembre, il Governo di Teresa May aveva sottoscritto una bozza di accordo, approvata dai 27 paesi membri della Unione, per regolamentare l’uscita soft del Paese dalla stessa Unione. Ed il 12 dicembre prossimo questa bozza passerà al vaglio del Parlamento inglese per l’approvazione.

Tale approvazione avrebbe l’effetto di dar corso ad una “uscita pilotata” dell’ U.K.;  consentendo, ai fini della negoziazione dei vari aspetti, una proroga del termine, fino a tutto il 2020. Termine prorogabile per una sola volta. Nel frattempo continuerebbero ad applicarsi le norme U.E.

In caso di bocciatura da parte del Parlamento inglese, il primo aprile del 2019, sempre secondo l’art. 50 del trattato di Lisbona, avrebbe luogo una hard Brexit; il Regno Unito cioè si troverebbe fuori dalla Comunità, senza alcun ammortizzatore normativo.

La bozza in questione disciplina alcuni aspetti generali del processo di uscita.
In particolare i diritti di cittadinanza (sia degli inglesi in Europa, sia degli europei nel Regno Unito) verranno trattati secondo principi improntati al criterio della continuità.

Si darà luogo ad una separazione ordinata delle leggi (es. polizia giudiziaria, proprietà intellettuale etc.)  mentre sul piano della governance si stabilisce la competenza della Corte di Giustizia, per le questioni interpretative.

E si pone il tema del back stop, cioè del confine tra l’Ulster e la Repubblica di Irlanda. Se alla fine non interverrà l’accordo, si darà luogo probabilmente ad una unione doganale.
La preoccupazione della Gran Bretagna è che in prospettiva l’Ulster venga gradatamente attratta nell’orbita della Repubblica d’Irlanda e quindi graviti alla fine attorno all’Unione Europea.

Sul piano nazionale italiano, con la Brexit si aprono interessanti prospettive di acquisizione delle attività che lasceranno la Gran Bretagna.

Achille Colombo Clerici

Gianpiero Succi e Alberto Saravalle

In Assoedilizia Seminario sul tema “La Conservazione del patrimonio storico e le trasformazioni”. CIAM in collaborazione con ARCHxMI ed AIM – 11 Nov. 2018. Ore 18

Pubblicato dicembre 4, 2018 di questionesettentrionaleefederalismo
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A s s o e d i l i z i a

 

In Assoedilizia a Milano il Seminario del ciclo Osservatorio Metropolitano per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana organizzato dal CIAM in collaborazione con ARCHxMI ed AIM, patrocinato da Assoedilizia e Ordine degli Architetti

CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO E TRASFORMAZIONI. CRITERI E MOTIVAZIONI

Assoedilizia ospiterà il Seminario del ciclo OSSERVATORIO METROPOLITANO- Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana, coordinato da Alberico Belgiojoso, Carlo Berizzi, Gianni Verga:

11 dicembre 2018 ore 18:00 sul tema: Conservazione del patrimonio storico e trasformazioni. Criteri e motivazioni. Coordinatore C. Berizzi. Relatori A. Belgiojoso, L. Corrieri, M. De Adamich

Il Seminario è organizzato dal CIAM-Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e con AIM- Associazione Interessi Metropolitani e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano.

Il Seminario fa parte di un ciclo di incontri con l’obiettivo di approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle discussioni e delle proposte su Milano e la Città Metropolitana: bellezza e qualità urbana, verifica del Piano di Governo del Territorio e del Regolamento Edilizio, grandi interventi, ecc.; i criteri che si adottano, le loro motivazioni; come funzionano nella realtà le diverse azioni che si intraprendono.

Intende essere una iniziativa utile per le Istituzioni professionali e culturali, un contributo al miglior funzionamento delle iniziative e dei “meccanismi urbani”. Quali relatori sono stati scelti professionisti particolarmente esperti, in un ampio quadro multidisciplinare.

La partecipazione è gratuita ed è previsto il rilascio di CFP. Per le iscrizioni inviare una mail a formazione@ciam1563.it.

Alberico Barbiano di Belgiojoso con Achille Colombo Clerici

Incontro all’Ambrosianeum Milano Sala Falck “Dalla forza del talento il coraggio di cambiare” – Il patrimonio immobiliare delle famiglie, un asset del Paese da valorizzare intervento di Achille Colombo Clerici – Europasia informa

Pubblicato dicembre 3, 2018 di questionesettentrionaleefederalismo
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Achille Colombo Clerici all’incontro pubblico “Dalla forza del talento il coraggio di cambiare”
IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELLE FAMIGLIE, UN ASSET DEL PAESE DA VALORIZZARE

“Rappresento la proprietà immobiliare, cioè le famiglie che hanno investito i loro risparmi negli immobili e nei giovani: due asset fondamentali del nostro Paese.” Ha così esordito Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, invitato all’incontro pubblico “Dalla forza del talento il coraggio di cambiare” organizzato da Forza Italia, Civitas, Laboratorio politico dell’innovazione in collaborazione con il Partito Popolare Europeo all’Ambrosianeum di Milano, via delle Ore, Sala Falck, un nome emblema del talento milanese.

Colombo Clerici ha proseguito: “Ebbene, se consideriamo gli investimenti immobiliari, dobbiamo rilevare che il mercato immobiliare italiano è l’unico in Europa a non essersi ancora ripreso dopo la grande recessione del 2008.

Gli indicatori danno ancora segnali negativi, anche se contraddittori, perché una cosa è il mercato degli immobili ordinari 96% (civile abitazione, e usi diversi non d’ élite) e altra cosa è il mercato degli immobili “griffati”, 4%.

Per la prima categoria, volume delle transazioni, durata delle trattative, valori di mercato calanti ci dicono che la crisi perdura.

Orbene, lo Stato ha tra i suoi compiti istituzionali quello di varare politiche atte ad affrontare situazioni economico-sociali problematiche (per citare: disoccupazione, povertà, sicurezza, dissesto idrogeologico) oppure ad incentivare settori per lo sviluppo del Paese (esportazioni, industria 4.0, istruzione e ricerca, infrastrutture).

Ma, nel campo degli investimenti immobiliari privati, – a parte le ipotesi di intervento da parte della Cassa Depositi e Prestiti a sostegno di operazioni mirate di riqualificazione urbana ed alcune misure di limitatissima portata, a favore di situazioni di disagio abitativo, quali i fondi di  garanzia per facilitare l’acquisto casa (mutui); le misure di sostegno affitti e per morosità incolpevoli; i finanziamenti per i piani di recupero di edilizia residenziale pubblica – lo Stato nulla ha fatto per anni in modo propositivo per sostenere quel ” mercato”, che è strettamente connesso al risparmio di milioni di famiglie, investitrici nella casa.

Lo strumento è costituito dalla leva fiscale.

Consideriamo che il regime fiscale vigente è quello introdotto da un governo ostile alla proprietà della casa da parte delle famiglie.

Un primo passo potrebbe esser rappresentato dalla introduzione della cedolare secca per tutte le locazioni ad uso diverso dall’abitativo. Il timido tentativo di introdurre tale misura da parte del nuovo governo è un segnale che apprezziamo. Così pure per la non tassabilità degli immobili che non producono reddito.

L’andamento del mercato immobiliare (come d’altronde avviene per ogni mercato) dipende dalla fiducia degli investitori, la quale poggia, a sua volta, sulla ragionevolezza e sulla certezza del regime fiscale.  Quindi, se non si riescono ad abbassare le tasse, almeno non le si aumentino.

Ogni discorso riguardante, non diciamo patrimoniali o revisioni catastali, ma semplici restyling, o razionalizzazioni di imposte (che storicamente abbiamo sempre visto risolversi in riforme peggiorative, della situazione precedente) quali il ventilato accorpamento di Imu-Tasi con l’innalzamento del tetto dell’aliquota all’11,4 per mille, è fattore di grave squilibrio del mercato.

Sul piano economico generale (al di là della flat tax) un fattore propulsivo determinante ai fini, non solo di una crescita della produttività, ma anche del recupero dell’evasione, potrebbe esser rappresentato dalla riduzione delle aliquote marginali dell’Irpef, che oggi risultano elevatissime e penalizzanti, tenuto conto del fenomeno del fiscal drag intervenuto in tutti questi anni (perdita della capacità di acquisto della moneta che genera un aumento di fatto della tassazione; perché, per mantenere la stessa capacità di acquisto, devo spendere nominalmente maggior quantità di moneta).

Considerazione finale: il patrimonio immobiliare posseduto e mantenuto, a costo di sacrifici, dalle famiglie italiane è un asset del Paese che vale quasi diecimila miliardi.

Per rimanere tale e non ridursi ad un ammasso di pietre decrepite, non solo deve esser inserito in un contesto economicamente vitale (economia generale in buona salute), ma dev’esser anch’esso economicamente vitale.

Per esser tale non dev’esser ammazzato dalle tasse.”

Tra i partecipanti all’incontro – società civile e politici –  Mariastella Gelmini, capogruppo Fi alla Camera dei deputati e coordinatore regionale, Massimiliano Salini eurodeputato Fi, Cristina Rossello deputato Fi e Gianluca Comazzi capogruppo Fi al Consiglio regionale della Lombardia, Emilio Fossali direttore del Pronto soccorso pediatrico e presidente della Fondazione De Marchi,  Enrico Moscoloni vicepresidente Ordine degli avvocati, Leonardo Salvemini presidente dell’Iacupef, Diego Montrone presidente di Galdus, Carmelo Ferraro presidente del Comitato Mimpegno, Raffaele Pugliese, presidente della Fondazione Mias e di Aims Academy, Patrizia Almisano di Famiglie per l’accoglienza, Angelo De Riso coordinatore del Laboratorio politico dell’innovazione, Giorgio Di Mauro di Cisl Fp, Bruno Calchera presidente della Coop. Martinengo.

QN Il Giorno pag. 25 – 01.12.2018 Questioni di Brexit (Achille Colombo Clerici)

Pubblicato dicembre 3, 2018 di questionesettentrionaleefederalismo
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Dopo l’udienza del 27 novembre scorso la Corte di Giustizia Europea si pronuncerà sulla revocabilità o meno in via unilaterale, da parte del Regno Unito, della istanza di recesso dall’U.E. notificata nel marzo del 2017, ai sensi dell’art. 50 del trattato di Lisbona.

Il 14 novembre, il Governo di Teresa May aveva sottoscritto una bozza di accordo, approvata dai 27 paesi membri della Unione, per regolamentare l’uscita soft del Paese dalla stessa Unione.
Il 12 dicembre prossimo questa bozza passerà al vaglio del Parlamento inglese per l’approvazione.

Tale approvazione avrebbe l’effetto di dar corso ad una “uscita pilotata” dell’ U.K.;  consentendo, ai fini della negoziazione dei vari aspetti, una proroga del termine, fino a tutto il 2020. Termine prorogabile per una sola volta. Nel frattempo continuerebbero ad applicarsi le norme U.E.

In caso di bocciatura da parte del Parlamento inglese, il 30 marzo del 2019, (a meno di complicatissime proroghe) sempre secondo l’art. 50 del trattato di Lisbona, avrebbe luogo una hard Brexit; il Regno Unito cioè si troverebbe fuori dalla Comunità, senza alcun ammortizzatore normativo.

La bozza in questione disciplina alcuni aspetti generali del processo di uscita.
Stabilisce che le norme del trattato producano un effetto diretto verso i destinatari: diano luogo a diritti direttamente tutelabili dinnanzi al giudice ordinario.

I diritti di cittadinanza (sia degli inglesi in Europa, sia degli europei nel Regno Unito) verranno trattati secondo principi improntati al criterio della continuità.

Si darà luogo ad una separazione ordinata delle leggi (es. polizia giudiziaria, proprietà intellettuale etc.): secondo stime attendibili, nell’ordinamento inglese sono presenti 5mila norme comunitarie.

Sul piano della governance si stabilisce la competenza della Corte di Giustizia, per le questioni interpretative.

E si pone il tema del back stop, cioè del confine tra l’Ulster e la Repubblica di Irlanda.
Se alla fine non interverrà l’accordo, si darà luogo probabilmente ad una unione doganale.

Certo è che gli investitori comunitari nei mercati inglesi, finanziario ed immobiliare, non sono indifferenti a quanto sta accadendo Oltremanica.

Comunque, dobbiamo ritenere come improbabili norme discriminatorie in campo finanziario o contingentamenti per gli investimenti immobiliari (in forse una modifica della tassazione); anche se va detto che in campo finanziario i problemi da risolvere non saranno pochi, a cominciare da quelli della “equivalence”.

Sul piano nazionale, con la Brexit si aprono interessanti prospettive di acquisizione delle attività che lasceranno l’U.K.

Politica Monetaria alla Banca d’Italia di Milano, tema del dibattito “La politica monetaria e la stabilità del valore della moneta” – Europasia informa

Pubblicato dicembre 3, 2018 di questionesettentrionaleefederalismo
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Nuovo Incontro promosso dalla Banca d’Italia di Milano per far conoscere le regole della finanza

LA POLITICA MONETARIA E LA STABILITA’ DEL VALORE DELLA MONETA

“La politica monetaria e la stabilità del valore della moneta” è stato il tema di un nuovo Incontro con la Banca d’Italia di Milano, l’istituzione – una delle poche in Italia – che periodicamente apre le porte della sua austera sede per far conoscere meglio ai cittadini i compiti e le funzioni della Banca Centrale Italiana e, più in generale, le regole della finanza che sono alla base dell’economia di un Paese moderno.

Dopo la presentazione di Giuseppe Sopranzetti, Direttore della Sede di Milano, Banca d’Italia, si sono alternati al microfono Paola Ansuini, Responsabile della Comunicazione, Banca d’Italia; Giuseppe Ferrero, Servizio Congiuntura e politica monetaria, Banca d’Italia; Antonio Scalia, Vice Capo del Servizio Operazioni sui mercati, Banca d’Italia; Giovanni Verga, Professore nel corso di Laurea Magistrale in Finanza e Risk Management, Università di Parma. Hanno moderato i lavori Ansuini e Nicola Saldutti, Caporedattore della redazione economia, Corriere della Sera.
Si è parlato di euro, moneta comune, politica monetaria unica, della trasmissione e degli strumenti di politica monetaria. In sintesi, non è affatto vero che con la Banca Centrale Europea – la quale governa per quanto le compete 19 Paesi dell’Eurozona con 350 milioni di abitanti – i ruoli delle banche centrali nazionali siano diventati irrilevanti, in quanto queste ultime prendono parte al processo decisionale e attuativo della politica monetaria dell’euro, all’interno di un meccanismo detto eurosistema.

Sappiamo quanto la Bce abbia inciso per far uscire l’Europa dalla recessione: il suo più noto provvedimento, il “Quantitative Easing” (alleggerimento quantitativo), cioè l’acquisto di titoli di stato e di altro tipo dalle banche per 2.500 miliardi di euro in quattro anni (per l’Italia l’acquisto di 360 mld di titoli pubblici) con lo scopo di  immettere nuovo denaro nell’economia europea, incentivare i prestiti bancari verso le imprese e far crescere l’inflazione verso il 2 per cento. Ma quasi altrettanto ha inciso la fiducia nei confronti della Bce: per cui è bastata la famosa frase del presidente Mario Draghi “Whatever it takes (Faremo qualsiasi cosa per salvare l’euro)” per far fuggire gli avvoltoi della speculazione e salvare l’euro.

In una realtà, quella italiana, nella quale banche e finanza non sono ben viste (chi semina vento …) è molto importante veicolare un messaggio efficace di fiducia e trasparenza. Lo spread, termine fino a ieri sconosciuto ai più, comincia ad essere recepito quale fattore capace di condizionare la vita di tutti noi: dall’importo dei mutui alla concessione dei prestiti ai cittadini come alle imprese.  Conoscere per decidere, quindi, ed essere cittadini e non sudditi.

Foto:
Giuseppe Sopranzetti Bankitalia Mi, Achille Colombo Clerici Assoedilizia, Renato Sala J.P. Morgan

Alle “Gallerie d’Italia” apertura del locale di Aimo e Nadia – Caffetteria, ristorante, libreria – Arte culinaria ispirata all’arte figurativa – Europasia informa

Pubblicato novembre 30, 2018 di questionesettentrionaleefederalismo
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HA APERTO IN PIAZZA SCALA “VOCE”, TERZO LOCALE DEI NOTI CHEF STELLATI AIMO E NADIA

“Aimo e Nadia”, una istituzione milanese, hanno inaugurato in Piazza della Scala angolo via Manzoni, all’interno delle Gallerie d’Italia, il loro terzo locale, “Voce”, caffetteria, ristorante, libreria, arte culinaria ispirata all’arte figurativa.

Il cocktail party che ha sancito l’evento condotto da Stefania – figlia della nota coppia, che gestisce il celebre locale  “Luogo” – insieme all’architetto Michele De Lucchi e agli attuali chef del locale di via Montecuccoli, Fabio Pisani e Alessandro Negrini, ha visto la partecipazione di una folla di invitati delle grandi occasioni.

Presente, tra gli altri, il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici.

Arrivati nel 1946, Aimo e Nadia iniziarono l’avventura nella ristorazione nel 1962 aprendo una trattoria in via Montecuccoli che venne insignita di due stelle Michelin. Da lì parte la leggenda   che parla di tradizione, famiglia e cucina italiana.

Foto:
Stefano Preda, Achille Colombo Clerici, Anna Maria Poli, Mariolina Valtolina