QN Il Giorno pag. 25 – 16.02.2019 “L’Euro ha 20 anni ma resistono le disuguaglianze” di Achille Colombo Clerici

Pubblicato febbraio 19, 2019 di questionesettentrionaleefederalismo
Categorie: Assoedilizia informa

L’ euro compie vent’anni. E’ tempo di un bilancio che, al solito, si presenta con luci ed ombre.  Vediamo perché.

Si crede comunemente che la moneta unica sia stata imposta dalla Germania il cui marco forte creava difficoltà alle sue esportazioni. Risponde al vero solo in parte. I Paesi più industrializzati – Germania, Francia, Olanda, e pure l’Italia, trainata dal Nord – ritennero opportuno coalizzarsi per adeguarsi alla globalizzazione, dotandosi di una Banca centrale, bloccando le svalutazioni competitive, mantenendo bassi i tassi di interesse e l’inflazione. Obiettivi raggiunti. Ma non si pensò a meccanismi di intervento in caso di crisi in quanto era il “totem mercato” che avrebbe premiato i buoni (gli operosi e i parsimoniosi europei del Nord) e punito i cattivi (i meno inclini al rigore dell’Europa del Sud).

Il brusco risveglio dall’utopia avvenne nel 2008 e partì proprio dai templi di Wall Street. La crisi, prima soltanto finanziaria, si trasformò presto in crisi economica: ma mentre gli Stati Uniti inondavano banche e imprese con migliaia di miliardi di dollari, l’Eurozona imponeva, con una rigidità degna di miglior causa, severe misure restrittive. La distruzione morale e materiale della Grecia servì da esempio agli altri Paesi Pigs: Portogallo, Italia, Spagna.

Il risultato: contrazione della produzione, fallimento delle imprese, crescita della disoccupazione, caduta dei salari reali, crescita delle povertà e delle disuguaglianze non solo tra Paese e Paese ma anche all’interno di uno stesso Paese, tra città e campagna. E la nascita di un profondo risentimento verso la madre Europa rivelatasi feroce matrigna, che si è tradotto nei cosiddetti populismi.

Siamo ancora lontani da un sano equilibrio. In un modello economico export led – basato sulla promozione delle esportazioni – quale è quello europeo, la Germania domina a danno dei Paesi meno forti. Continua ad esportare per il 36% del Pil (nel 2017 1.330 mld di dollari con un Pil di 3.680 mld di dollari) realizzando un surplus commerciale – la differenza tra esportazioni e importazioni – monstre di 300 mld di dollari.  Ma non reinveste, né in consumi (la spesa per i consumi è scesa e oggi si attesta al 54% del Pil, a confronto del 69% in America e del 65% in Gran Bretagna), né in beni strumentali, né nelle infrastrutture.  In pratica, questo significa che altri Paesi si stanno depauperando, in particolare Italia, Grecia e Spagna.

In conclusione. L’euro non è né buono né cattivo; è, semplicemente, superato dai rapidi e talvolta tragici (Grande Recessione) cambiamenti che la storia sociale ed economica impone. Esso dunque suppone una Unione Europea diversa, e profonde modificazioni dell’attuale impostazione.

 

Annunci

L’ ARCHITETTURA GLOBALIZZATA conferenza conclusiva del Ciclo Ciam, Aim, Archxmi 2018/2019 – Assoedilizia Milano – Europasia informa

Pubblicato febbraio 14, 2019 di questionesettentrionaleefederalismo
Categorie: Istituto Europa Asia

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

In Assoedilizia concluso il ciclo 2018-2019 di Incontri dell’Osservatorio Metropolitano organizzati dal CIAM Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e con AIM l’Associazione Interessi Metropolitani

L’ ARCHITETTURA GLOBALIZZATA CHE IGNORA LA CULTURA DELLA CITTA’

Colombo Clerici: “Mi auguro che si formi e cresca una nuova generazione forte di architetti Italiani”

Una “nuova generazione forte di architetti Italiani”, in grado di interpretare e tradurre nell’architettura e nella città la cultura del nostro tempo e della nostra terra. E’ l’auspicio di Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, rivolgendo il saluto ai partecipanti al dibattito “Architettura. Tecnologia. Immagine o logica?” che ha concluso il secondo ciclo di Incontri dell’Osservatorio Metropolitano organizzati da Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, Archxmi, Aim-Associazione Interessi Metropolitani.

Infatti la globalizzazione ha fatto l’ennesima vittima: l’architettura.  Sono unanimi in tal senso i pareri di Alberico Belgiojoso, Nicola Di Battista, Fabrizio Schiaffonati. In estrema sintesi, le grandi opere che caratterizzano il volto della città non ne riflettono più storia e cultura (il più noto esempio in tal senso, a Milano, la Torre Velasca). Dominano le archistars straniere.

Tema affascinante, quello dell’architettura. Come ha ricordato Belgiojoso che ne ha sintetizzato la storia dall’antica Grecia (il Partenone, sostegni verticali, travi orizzontali) alla Roma imperiale (invenzione del mattone e quindi la realizzazione di grandi cupole), al Rinascimento, ai tempi nostri. Da sempre un’architettura per sedi di attività umane, motivate quindi dalla razionalità.  Cui non sembrano certi ispirarsi alcuni grattacieli milanesi (lo Storto, il Curvo di CityLife per citare); per non parlare di un grande edificio con interni obliqui che ha costretto a realizzare infissi speciali, dal costo 4 o 5 volte superiore alla media. Anche all’estero non va meglio: emblema la “Supposta” di Londra.

Dietro queste scelte – si è chiesto Belgiojoso – c’è una tendenza, una logica? Oppure c’è solo immagine, esibizionismo?

Ha detto Nicola Di Battista, architetto e direttore della rivista internazionale di architettura Domus, noto progettista e uno dei più profondi conoscitori dell’architettura contemporanea, parafrasando il filoso e saggista spagnolo Josè Ortega y Gasset : l’architettura è “pensare, costruire, abitare”.  I sindaci devono scegliere quale architettura è adatta ad esprimere le città che governano. Forse siamo alla fine del ciclo di bizzarrie. L’architettura, che è anche urbanistica, ha il compito di far vivere e lavorare meglio le persone: come pensava Adriano Olivetti che riuscì a realizzare l’utopia di una grande fabbrica a misura d’uomo, integrata con una comunità che potesse superare le storture e gli aspetti disumani delle due grandi realtà economiche dominanti alla metà del secolo XX: il capitalismo fordista e il marxismo applicato alle fabbriche sovietiche.

Fabrizio Schiaffonati, architetto e professore al Politecnico di Milano ed autore di numerose pubblicazioni scientifiche sul rapporto tra architettura, città e territorio, ha sostenuto: “Viviamo l’epoca del primato dell’architettura internazionale, globalizzata, decontestualizzata. Una architettura che sovrasta ogni regola urbanistica, autoreferenziale. Un’architettura del capitale finanziario che ha soppiantato la lezione razionalista e funzionalista. Caso emblematico, il progetto Garibaldi-Repubblica dove non si è tenuto in alcun conto quanto elaborato nell’arco di un cinquantennio per dare soluzione a un ambito di valenza metropolitana e, nel contempo, ricucire, connettere e relazionare lacerti urbani storicamente significativi”.

Il presidente del plurisecolare Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano Gianni Verga, che con Alberico Belgiojoso e Carlo Berizzi coordina gli “Incontri”, ha anticipato alcuni temi del prossimo ciclo: il Piano Territoriale Regionale, le periferie, la burocrazia efficiente e non, i concorsi. Gli Incontri hanno registrato un crescente successo ed affluenza ed hanno quale obiettivo, trattando argomenti urbanistici, tecnici, sociali, culturali, di finalizzare ad approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle future proposte sullo sviluppo di Milano e della Città Metropolitana.

Foto: Il saluto di Achille Colombo Clerici ed il tavolo dei relatori con Alberico Barbiano di Belgiojoso, Nicola Di Battista, Fabrizio Schiaffonati

Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, incontro con il presidente di Assoedilizia Colombo Clerici – Europasia informa

Pubblicato febbraio 13, 2019 di questionesettentrionaleefederalismo
Categorie: Istituto Europa Asia

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

INCONTRO CON IL PRESIDENTE REGIONE LOMBARDIA ATTILIO FONTANA DEL PRESIDENTE DI ASSOEDILIZIA COLOMBO CLERICI

All’attenzione l’attività edilizia come volano dell’economia, ma anche riqualificazione urbana, periferie, turismo

Milano 13 febbraio 2019

All’insegna della cordialità l’incontro conviviale del Presidente della Giunta Regionale della Lombardia Attilio Fontana con il Presidente di Assoedilizia e di Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Il colloquio è avvenuto all’ Hotel Westin Palace di Milano nell’ambito del ciclo  “Cenacoli” di Valore Consulting.

Fra i temi affrontati, l’housing sociale ed il recupero delle periferie, la riqualificazione urbana strutturale e funzionale, il consumo del suolo, l’attività edilizia come volano dell’economia, la valorizzazione dei beni culturali, lo sviluppo del turismo.

Foto:
Attilio Fontana con Achille Colombo Clerici

 

 

Premio Excellent 2019 per il Turismo – In concomitanza con la BIT Borsa Internazionale del Turismo – Milano Hotel Principe di Savoia – Europasia informa

Pubblicato febbraio 13, 2019 di questionesettentrionaleefederalismo
Categorie: Istituto Europa Asia

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

Alla Presidente del Senato della Repubblica Italiana il Premio Excellent 2019 per il Turismo
MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI: DEDICO IL PREMIO AI COLPITI DA TERREMOTI E ALLUVIONI

“Dedico questo Premio ai cittadini delle affascinanti aree del Paese colpite da calamità quali terremoti e dissesti idrogeologici. Con l’augurio che il turismo contribuisca a risollevarne le sorti, come merita chi, nonostante le avversità, vuole continuare a battersi per mantenere vivo e attivo il territorio”.

Con queste parole la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha aperto la XXIV edizione del Premio Excellent 2019, riconoscimento in concomitanza con la BIT-Borsa Internazionale del Turismo, destinato a personalità di primo piano nel settore alberghiero, nel mondo della politica, dell’economia, della cultura, dello sport e della solidarietà.

La cerimonia di consegna è avvenuta, come ormai è tradizione, a Milano presso l’Hotel Principe di Savoia.

A corona della seconda autorità dello Stato altre personalità istituzionali e del settore premiati:
Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo;
Il decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, Console Walid Haidar;
Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato.

Nel settore alberghiero hanno ricevuto il premio: Alessio Lazazzera,  general manager dell’Hotel Excelsior Venice Lido Resort; Elisabetta Fabri, president & ceo di Starhotels; Giuseppe Marchese, cluster general manager del Ragosta Hotel Collection Roma; Onorio Rebecchini, presidente Convention Bureau Roma e Lazio; Marco Sarlo, management consultant del Royal Hotel di Sanremo; Roberto Wirth, proprietario e direttore generale dell’Hotel Hassler di Roma; Gloria Armiri, Group Brand Manager IEG; Alessandro Martini, direttore del Consorzio di Promozione Turistica Fondazione Marca Treviso. A conclusione dell’anno del cibo italiano non poteva mancare un premio che valorizzasse la ristorazione: è andato a Enrico Cerea, chef stellato ristorante Da Vittorio di Bergamo.

Il Premio, ideato da Mario Mancini (Master Meeting)  e presentato da Tessa Gelisio,  è riservato a imprenditori e manager del turismo e dell’ospitalità, pilastro strategico dell’economia italiana, e ad altre figure di spicco che si distinguono per il loro contributo alla valorizzazione e alla promozione del brand Italia nel mondo.

Tra i partecipanti, con ruoli diversi, citiamo Tiziana e Angelino Alfano, il Questore di Milano Marcello Cardona,  Giovanna e Achille Colombo Clerici, Giulia e Stefano Simontacchi, Sandro Neri, Laura Cossu,  Gabriele Albertini, Bernabò Bocca, Patrizia Signorini, Cesare di Castelbarco Albani, Claudia Buccellati, Silvano Frigerio, Narimane Haidar, Giovanni Barbiano di Belgiojoso, Mariolina Valtolina, Guglielmo Guidobono Cavalchini, Laura Perego di Cremnago, Enzo Indiani, Marilù Capparelli, Benito Pochesci, Arturo Bellini, Ettore Scandale, Carlotta Bevilacqua, Alessandro Frigerio, Ernesto e Ines Pellegrini, Maurizio e Giovanna Galimberti Faussone di Germagnano, Pasquale e Amalia Spinelli, Federico ed Elisabetta Falck.

Della Giuria, presieduta da Fumagalli Carulli,  fanno parte: Francesco Saverio Borrelli, magistrato emerito e raffinato musicologo; Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia; Claudia Buccellati, CB marketing&consulting; Magda Antonioli Corigliano, direttrice del MET, Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi di Milano; Federico Falck, del Gruppo Falck; Clemente Mimun, direttore TG5; Pasquale Spinelli, primario emerito Istituto dei Tumori di Milano; Paolo Casella, professore ordinario di Diritto Commerciale Università di Milano; Guglielmo Guidobono Cavalchini, delegato granpriorale per la Lombardia, Sovrano Militare Ordine di Malta SMOM; Maria Pia Dangella, Gruppo Crédit Agricole; gli hôteliers Paolo Biscioni e Jean Marc Droulers; Stefano Bonini, partner Trademark Italia; Mario Mancini, presidente Communication Agency e Ezio Indiani, General Manager dell’Hotel Principe di Savoia di Milano.

Per Achille Colombo Clerici, “quello del turismo – in una economia, quale la nostra, informata al modello europeo fondato sull’export led che si basa sulla promozione delle esportazioni – è l’unico settore che può progredire anche in tempi un cui crolla la produttività, perché il suo sviluppo non è in alcun modo legato ai limiti di capacità di assorbimento da  parte del mercato, come avviene per i beni durevoli. Sicché il turismo sta dimostrando di rappresentare una fondamentale via di uscita per controbilanciare la stasi di altri settori. Una importante risorsa per il Paese che meriterebbe maggiore attenzione da parte di governanti ed operatori privati.”

Il turismo è in forte crescita e l’hotellerie rimane un faro di qualità e di eccellenza del Bel Paese. A confermarlo sono i dati del settore, elaborati da Trademark Italia, riferiti al 2018. – 115 miliardi di euro che diventano 180 miliardi (pari ad oltre il 10% del PIL nazionale se si considera l’indotto dell’intero comparto Viaggi e Turismo) – 2 milioni 600 mila addetti impiegati nel comparto, di cui il 70% lavora nelle aziende ricettive.
– 3,5 i turisti stranieri su 10 (tra i mercati principali Germania, Francia, Stati Uniti e Cina) – 7milioni e 800mila posti letti complessivi nel ricettivo.

FOTO:

– Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato della Repubblica Italiana, con Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia

– da sin. Achille Colombo Clerici, Stefano Simontacchi, Tiziana e Angelino Alfano , Bernabò Bocca

– La premiazione del Decano del Corpo Consolare della Lombardia Walid Haidar, da Achille Colombo Clerici e Claudia Buccellati – Presentazione Tessa Gelisio

– Ombretta Fumagalli Carulli, Achille Colombo Clerici, Patrizia Signorini, Ezio Indiani

– Achille Colombo Clerici con la figlia Giulia Simontacchi e Stefano Simontacchi

– Achille Colombo Clerici con Gabriele Albertini

– Giulia Colombo Clerici Simontacchi con Angelino Alfano e Marilù Capparelli

– Achille Colombo Clerici con Silvano Frigerio

– Walid Haidar , Giovanna Colombo Clerici , Guglielmo Guidobono Cavalchini

 

 

Premio Excellent 2019 per il Turismo – In concomitanza con la BIT Borsa Internazionale del Turismo – Milano Hotel Principe di Savoia – Photo Gallery – Europasia informa

Pubblicato febbraio 12, 2019 di questionesettentrionaleefederalismo
Categorie: Istituto Europa Asia

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

PHOTO GALLERY PREMIO EXCELLENT TURISMO 2019
Master Meeting- Communication Agency

 

Milano 11 febbraio 2019

Premio Excellent 2019 per il Turismo – In concomitanza con la BIT Borsa Internazionale del Turismo – Milano Hotel Principe di Savoia 11 febbraio 2019

FOTO:

– Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato della Repubblica Italiana, con Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia

– da sin. Achille Colombo Clerici, Stefano Simontacchi, Tiziana e Angelino Alfano, Bernabò Bocca

– La premiazione del Decano del Corpo Consolare della Lombardia Walid Haidar, da Achille Colombo Clerici e Claudia Buccellati – Presentazione Tessa Gelisio

– Ombretta Fumagalli Carulli, Achille Colombo Clerici, Patrizia Signorini, Ezio Indiani

– Achille Colombo Clerici con la figlia Giulia Simontacchi e Stefano Simontacchi

– Achille Colombo Clerici, Patrizia Signorini, Cesare Castelbarco Albani, Silvano Frigerio

– Giulia Colombo Clerici Simontacchi con Angelino Alfano e Marilù Capparelli

– Achille Colombo Clerici con Gabriele Albertini

– Sandro Neri con Achille Colombo Clerici, la Signora Narimane Haidar e Giovanni Barbiano di Belgiojoso

– Giovanna Colombo Clerici con Guglielmo Guidobono Cavalchini Delegato dello SMOM, Sovrano Militare Ordine di Malta

–  Narimane Haidar con Laura Perego di Cremnago e Achille Colombo Clerici

Premio Panettone d’Oro, alla Virtù Civica – 20^ edizione 2019, Teatro dell’Arte, Triennale di Milano – Arcivescovo Mario Delpini – Associazione Amici di Milano informa

Pubblicato febbraio 11, 2019 di questionesettentrionaleefederalismo
Categorie: Uncategorized

Associazione
AMICI DI MILANO

Informa

 

Mario Delpini alla XX edizione del Premio Virtù Civica-Panettone d’Oro
“VENGO A PROPORRE L’IMPRESA DELLA SOLIDARIETA’”
Colombo Clerici:  “La società umana tanto più funziona, quanto più diffusa nei cittadini è la coscienza dei valori civili.”

“Vengo a incoraggiare la perseveranza, all’andare oltre, al contagio del bene, di cui voi siete capaci, rendendo credibile che il bene è possibile, e facendo nascere il desiderio di dire ‘anche io voglio esserci’” .

Con queste parole l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini ha aperto la “lectio magistralis” (il contributo ad una riflessione, l’ha definita)  al Premio Virtù Civica-Panettone d’Oro, giunto alla XX edizione, nel gremito Teatro dell’Arte alla Triennale di Milano.

Un Premio che la città metropolitana di Milano riserva a chi abbia mostrato una concreta rispondenza ai principi del vivere civico, operando attivamente a favore delle categorie più deboli e contribuendo a migliorare la qualità della vita anche nei quartieri più difficili.

Delpini ha così proseguito: “Il bene che si fa non può essere qualche parentesi della nostra vita: siamo chiamati a far sì che il bene sia persuasivo, che il volontariato contagi tutta l’esperienza e il tempo che abbiamo da vivere. Occorre che non ci siano momenti in cui ci corazziamo di indifferenza e, poi, i momenti del volontariato, dobbiamo andare più avanti e credere che il bene sia capace di trasfigurare tutta la giornata, seminando, nella città, uno stile che è quello della quotidianità, della collaborazione e del buon vicinato, del sentirci alleati nel costruire il futuro. Vengo a proporre l’impresa della solidarietà. E questo per contrastare la diffusa idea di fatalismo, di rassegnazione per una sorta di catena che si non può rompere e per la quale chi è vittima, cercherà di rifarsi con una rabbia dentro, chi ha fatto il male lo rifarà; per cui, se le cose oggi vanno male, domani andranno peggio. Io sono qui per dire che siamo persone libere e che, se abbiamo ricevuto del male, possiamo fare il bene”. Proseguendo: “Passare dalla generosità alla relazione, dal regalo – che termina all’oggetto e che presume di colmare solitudini e vuoti affettivi (come avviene, talvolta, tra genitori che regalano tutto ai figli, ma non se stessi), al dono, che è segno di cura, desiderio di incontrare, modo di stabilire una relazione”.

Il dono vero che un padre può fare al figlioletto, non è l’oggetto, sia pur tanto desiderato, ma è lo stargli accanto, il raccontargli una storia, una fiaba, una parabola.
Il dedicargli il proprio tempo.

La conclusione: “La relazione, che la generosità può stabilire, è una proposta di liberazione e – anche se non sempre possiamo risolvere i problemi, tutti i problemi – restituisce al destinatario attenzioni e la persuasione di essere meritevole di stima, di essere un valore, non l’utente di una possibile beneficenza, ma il protagonista della costruzione di un ambiente più accogliente, più solidale, pieno di speranza. Non clienti che devono essere beneficati, ma uomini e donne resi capaci, a propria volta, di contribuire al bene e non solo di riceverlo. Persone chiamate a uscire dalla sottostima, restituite alla fierezza potendo dire “Tu ti sei curato di me e io posso curarmi degli altri”. Un’autostima – questa – che rende capaci di contribuire all’opera comune”.
Presenti alla cerimonia oltre al presidente della Triennale Stefano Boeri, la vice Sindaca della Città Metropolitana Arianna Censi, l’assessore all’istruzione del Comune di Milano Laura Galimberti, Mario Furlan dei City Angels, Giangiacomo Schiavi del Corriere della Sera, Salvatore Crapanzano del Coordinamento dei Comitati, Jole Garuti SAO.

il prestigioso riconoscimento – ideato a metà degli anni ’90 dal Coordinamento Comitati Milanesi – con il sostegno di Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica), di AMSA-Gruppo A2A, di Assoedilizia  e di un cartello di associazioni cittadine (Amici di Milano, Associazione SAO, Ciessevi, City Angels e Legambiente) è stato assegnato a 15 cittadini benemeriti che si sono distinti per il loro impegno sociale. Inoltre sono state assegnate 15 menzioni speciali ad altrettante associazioni che quotidianamente mettono in pratica e aiutano a diffondere un esemplare comportamento civico nel tessuto urbano.

Tra i casi premiati Giovanni Cavedon, anima del Centro Ambrosiano di Solidarietà e Matteo Nassigh, ragazzo con disabilità che ha fatto della sua esperienza la molla per dare vita a un’associazione che si prendesse cura delle persone in difficoltà.

Dopo il saluto del presidente della Triennale, Stefano Boeri, che ha rilevato la peculiare caratteristica di Milano “città fatta di innovazione e generosità”, il commento di Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia: “La società umana, tanto più funziona, quanto più diffusa nei cittadini è la coscienza dei valori civili: rispetto dell’altro e delle norme di convivenza, con senso civico, collaborazione, solidarietà. Attenersi a questi valori dev’essere inteso dal cittadino come bisogno di un’intima soddisfazione morale, e non come motivo di onori. Secondo un antico aforisma di Aristotele la dignità non risiede nel ricevere meriti, ma nella coscienza di meritarli. Questo è appunto lo spirito che il Premio alla Virtù Civica intende riconoscere: quello di donne e uomini che per tutta la loro vita hanno fatto il bene in semplicità, senza mai cercare la ribalta.”

“Questa è la ventesima edizione del Panettone d’Oro, un premio dedicato alla virtù civica che negli anni si è allargato a tutto il territorio milanese” ha detto il direttore generale di Comieco Carlo Montalbetti.

Ha preceduto l’evento l’ormai tradizionale rapporto di Ipsos sul senso civico dei milanesi.  Milano si conferma nella percezione dei suoi cittadini una città sicura (per il 73% degli intervistati) e dotata di un forte senso di solidarietà verso gli svantaggiati (per il 50% del campione). Emerge inoltre il quadro di una città dinamica che offre grandi possibilità ai giovani (63%) e che si dimostra molto attenta all’ambiente: per ben il 92% dei milanesi interpellati infatti la raccolta differenziata è un importante indicatore di senso civico e abbandonare rifiuti per strada è tra i comportamenti più gravi da condannare (per il 44%), dopo corruzione (71%) ed evasione fiscale (55%). La città con cui Milano si dovrebbe confrontare è Londra, secondo il 31% degli intervistati, seguita a distanza da Berlino (22%) e Barcellona (12%).

Qualche contraddizione in più invece affiora quando si affronta la questione legata al fenomeno immigrazione. Il 46% dei milanesi intervistati ritiene che abbia avuto un impatto negativo sulla città e per il 45% l’immigrazione incide sui costi dei servizi di welfare, consumando risorse che potrebbero essere spese per gli italiani. La pensano diversamente i giovani: secondo il 32% della fascia 18-30 anni l’immigrazione ha un effetto abbastanza o molto positivo su Milano, anche e soprattutto in quanto fattore di arricchimento della vita culturale cittadina.

FOTO

1. Premiazione di Don Claudio Galimberti con l’Arcivescovo Mario Delpini, Achille Colombo Clerici, il sindaco di Garbagnate Daniele Davide Barbetta

2. La premiazione del  Comitato Parchi di Novate da Achille Colombo Clerici e dal sindaco Lorenzo Guzzoloni

3. Arianna Censi, Achille Colombo Clerici,  Mario Furlan

4. L’Arcivescovo Mario Delpini con Achille Colombo Clerici

5- il Palco della premiazione

6. Don Claudio Galimberti, l’Arcivescovo Delpini, Achille Colombo Clerici

 

 

QN Il Giorno pag. 25 – 09.02.2019 “L’Unione Europea e la distribuzione delle risorse” (Achille Colombo Clerici)

Pubblicato febbraio 11, 2019 di questionesettentrionaleefederalismo
Categorie: Assoedilizia informa

Molti ormai concordano nel ritenere che l’Europa debba sviluppare una politica economica propria nell’interesse generale e dei singoli Paesi membri, mediante progetti realizzati sul proprio territorio o all’estero, promuovendo ad esempio programmi di sviluppo nei Paesi africani. Ma non lo può fare poiché la dotazione finanziaria (pari all’1% del Pil degli Stati membri) è troppo esigua allo scopo.

L’Unione si limita dunque a portare avanti progetti che riguardano i singoli Paesi; e la logica si riduce ad essere quella del “ritorno” (in tutto, in parte o in più) al Paese contribuente di quanto lo stesso versa a titolo di contribuzione. Già questo è un non-senso, perché ogni nazione dovrebbe essere il miglior giudice della validità dei progetti che la riguardano (e demandare all’Europa tale compito è illogico).

Ma va aggiunto che il bilancio Europeo non può pensarsi aumentabile oltre il monte ipotizzato, per come funziona oggi l’Europa. Infatti, a seguito dello spostamento del potere dalla Commissione (il governo della UE) al Consiglio (costituito da ministri dei governi nazionali degli Stati membri) si finirebbe inevitabilmente per favorire le politiche di alcuni Paesi egemoni o favoriti da alleanze contingenti, a discapito delle politiche proprie dell’Unione e dei suoi interessi generali.

Lo abbiamo visto con il caso EPPO e con la questione della assegnazione delle Agenzie: questa vien fatta nell’interesse dell’Europa o nell’interesse dei singoli Stati?

Nel caso dell’Ema, l’interesse europeo avrebbe suggerito di “potenziare” un Paese, come l’Italia, che ha avuto ben poco in termini di assegnazione di sedi e di Agenzie ed è il terzo contributore netto dell’UE; mentre si è gratificato un Paese, l’Olanda, che ha già molto, e che contribuisce in misura minore al bilancio della Unione. Impreparato, oltretutto, ad ospitare l’Agenzia (mancava addirittura la sede che a Milano era già pronta) e che nel caso dell’accoglienza di una quota parte di migranti sbarcato in Italia ha risposto picche.

Che ci sia dunque, nell’Unione, un vero Governo responsabilizzato, che non si possa trincerare, inoltre, dietro il criterio di turnazione breve della presidenza della Commissione, che è un bel principio democratico, ma impedisce di identificare un responsabile che si investa dei programmi.