“Città motori di crescita” QN Il Giorno del 9 dicembre 2017 – di Achille Colombo Clerici

Pubblicato dicembre 11, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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Oggi è ormai largamente condivisa l’idea che la rigenerazione urbana rappresenti nel nostro Paese una urgenza storica sul piano, culturale, sociale, economico.

Le nostre città debbono adeguarsi allo standard europeo per vincere la sfida della competitività internazionale, come motori di crescita, diventando sempre più attrattive attraverso la qualità del vivere per le persone e la qualità dei servizi alle imprese.

La seconda ragione è costituita dalla valenza anticiclica. Per rafforzare i timidi segni di ripresa è quanto mai impellente l’esigenza di dar vita ad un vasto processo di riqualificazione delle città che possa rappresentare il volano per una ripartenza dell’ immobiliare e quindi dell’economia in generale.

C’ è poi la questione del risparmio del suolo, a fronte di una progressiva tendenza al crescere della immigrazione e all’inurbamento. Si dovrà tendere sempre più, non solo al miglior utilizzo delle risorse edilizie esistenti, ma anche ad una progressiva densificazione del tessuto urbano, superando i pregiudizi della vetero urbanistica. Crescita in altezza degli edifici, pieno utilizzo delle risorse edilizie esistenti, conservazione acritica del costruito.

Infine, ma non ultima per importanza, l’urgenza di assicurare sicurezza a chi vive in alloggi esposti alle conseguenze delle calamità naturali: eventi sismici, alluvioni, smottamenti.

Il tema sarà nuovamente riproposto dalla Fondazione Fiorentino Sullo in un convegno che si terrà a Salerno a fine gennaio prossimo.

Per ottenere il miglior risultato nella rigenerazione urbana è necessario approdare ad un processo di sistema che permetta di superare la “resistenza” dei condomini.
E’ dunque opportuno immaginare – per le operazioni di sostituzione edilizia – una serie di incentivi che inneschino forti motivazioni nei condòmini e nell’intera filiera immobiliare, dal promotore, al costruttore, all’ intermediario, all’investitore finale, anche locatore, istituendo una zona franca fiscale, corredata peraltro da incentivi premiali in termini volumetrici.

Alla base, resta il problema di mettere ordine nella legislazione edilizio-urbanistica, intervenendo con i poteri nazionali. Per dire: in Lombardia si fa qualcosa di diverso da quel che si fa nel resto dell’Italia; e a Milano si fa qualcosa di diverso dal resto della Lombardia e del Paese, anche in termini di diritti soggettivi.

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Maurizio De Tilla, Cordoglio per la scomparsa – La morte a Napoli nella sua casa – Assoedilizia partecipa al cordoglio

Pubblicato dicembre 11, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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La scomparsa dell’avv. Maurizio de Tilla

COLOMBO CLERICI: UNA GRANDE FIGURA DELLA PROFESSIONE LEGALE IN ITALIA

Il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici esprime profondo cordoglio alla famiglia per la scomparsa dell’avv. Maurizio de Tilla nel ricordo della pluridecennale amicizia e della profonda stima per le preclari doti di umanità, di integrità morale, di alto senso etico nella professione legale in Italia.

La scomparsa, a seguito di una grave malattia, è avvenuta a Napoli, la città in cui era nato nel 1941.   Dal 1966 de Tilla aveva iniziato ad esercitare l’attività di avvocato civilista nel capoluogo campano, ricoprendo, poi, nel tempo, numerose cariche di rappresentanza della categoria: era stato, fra l’altro, presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, presidente della Cassa nazionale di previdenza forense (dal 1997 al 2007), incarico svolto in contemporanea con l’elezione alla guida dell’Adepp (Associazione degli Enti previdenziali privati e privatizzati). Dal 2013 era al vertice dell’Anai (Associazione nazionale avvocati italiani), organismo nato con “l’obiettivo di difendere i valori morali e civili della professione forense, nonché l’indipendenza e la dignità dell’avvocato, lottando contro quei provvedimenti legislativi che saranno ritenuti inadeguati e dannosi”. Fra le battaglie in difesa dell’avvocatura in cui si distinse, quella condotta dal 2006 contro le liberalizzazioni che portarono all’abolizione delle tariffe minime professionali.

Foto:
Maurizio De Tilla con Achille Colombo Clerici  ad un Convegno in Assoedilizia nel 2014

Inaugurazione del “Teatrino” di Villa Medici Giulini a Briosco – Fernanda Giulini – IEA informa

Pubblicato dicembre 6, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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Terzo concerto del ciclo inaugurale del Teatrino di Villa Medici-Giulini

Serata di classe per gli amanti del belcanto a Villa Medici Giulini di Briosco

CONCERTO FINALE DEGLI ALLIEVI DI MARIELLA DEVIA

Nel “Teatrino” di Villa Medici-Giulini a Briosco ha avuto luogo il Concerto prenatalizio degli allievi della Masterclass di canto tenuta da Mariella Devia.

Eseguiti brani di Handel. Massenet, Puccini, Verdi, Mozart.

Si tratta del terzo di una serie di concerti, che ha concluso le cerimonie di inaugurazione del teatrino, i cui lavori sono stati ultimati alla fine dell’estate.

Il teatrino richiama nell’idea e nella impronta, informata al primo neoclassicismo, quella del “Teatro di Corte” realizzato su progetto del Piermarini nella Villa Reale di Monza, poco distante da Briosco. L’inaugurazione ufficiale, ha avuto luogo alla presenza del Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, ed è stata preceduta da un concerto privato nel quale si esibiva il violino di Wolfang Amadeus Mozart, costruito da Pietro Antonio Dalla Costa nel 1764.

“I suoni di Mozart”. Questo il tema ispiratore del concerto, conseguito con l’uso degli strumenti musicali originali usati da Wolfang Amadeus: un fortepiano Anton Walter della collezione di Villa Giulini ed appunto il violino Costa appartenuto al genio musicale salisburghese.

Il violino era stato recato a Briosco per il concerto, con ogni cautela, direttamente dalla curatrice dello strumento, accompagnata da una delegazione di presidenza della Fondazione Mozarteum, invitata per la cerimonia di inaugurazione del teatro dalla padrona di casa Fernanda Giulini.
La cornice della seletta platea di ospiti era quella di gala.
Il violinista austriaco Franz Stadler eseguiva brani del repertorio mozartiano.

A fine novembre, concerto di chiusura della Masterclass-flauto di sir James Galway. Il Maestro irlandese,  accompagnato dal pianista Mirko Maltoni, si è esibito con la consorte lady Jeanne, anch’ella flautista, in una divertentissima esecuzione della marcia turca trascritta per i due flauti. Il concerto ha visto la partecipazione, come special guest artist, del solista della Orchestra del Piccolo Maggio Fiorentino, Nicola Mazzanti.

Foto:
Un momento della serata: il Presidente del Conservatorio di Milano Ralph Alexandre Fassey, Fernanda Giulini, Laura Perego di Cremnago, Achille Colombo Clerici

Flautisti: Sir James Galway e Lady Jane, con  Nicola Mazzanti

 

 

Riforma delle Banche Popolari – Dibattito nella sede di ABI in via Olona a Milano in occasione della Presentazione del libro di Corrado Sforza Fogliani

Pubblicato dicembre 4, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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Presentato nella sede dell’ABI a Milano il libro-denuncia di Corrado Sforza Fogliani

BANCHE POPOLARI E IL RISCHIO DI UN OLIGOPOLIO BANCARIO

La riforma delle Banche Popolari ha colpito un sistema che per centocinquant’anni ha finanziato la crescita delle piccole e medie imprese che rappresentano il tessuto connettivo del Paese.

Perché questo sistema è stato colpito in Italia e mantenuto altrove? A chi faceva comodo – magari in Europa – indebolire il nostro apparato finanziario già messo a dura prova da dieci anni di crisi economica e dalla moneta unica?

E’ un documentato atto di denuncia quello contenuto nel libro “Siamo molto popolari” che il presidente di Assopopolari Corrado Sforza Fogliani ha scritto per l’editore Rubbettino, riassunto nel sottotitolo “Controstoria di una riforma che arriva da lontano e porta all’oligopolio bancario”. Il libro è stato presentato nella sede dell’ABI-Associazione Bancaria Italiana di Milano, con interventi di Fausto Capelli, Giovanni Ferri, Carlo Fratta Pasini, Andrea Greco, Pierluigi Magnaschi, Nicola Porro, Nicola Saldutti, Giulio Tremonti, coordinati da Nino Sunseri.

La riforma Renzi del 2015, sostiene Sforza Fogliani, ha eliminato un sistema di credito nei mercati legati al territorio che faceva concorrenza alle grandi banche i cui maggiori azionisti, alla fin fine, sono i fondi di investimento speculativi europei e statunitensi, come dimostra la documentazione in appendice al libro stesso.

La riforma delle banche popolari è stata fatta attraverso la decretazione. Una procedura certamente anomala e frettolosa. E la scelta del governo Renzi è intervenuta a poche settimane di distanza dalla svolta della Bce che ha avviato il programma di acquisto di titoli di Stato in Europa (il c.d. Quantitative easing).
Un piano che ha messo in sicurezza il debito pubblico italiano e consentito allo Stato di risparmiare circa venti miliardi di interessi. Ma la coincidenza è alquanto sospetta.

Secondo Tremonti, che affronta il discorso generale del rapporto banche-risparmiatori nel nostro Paese, siamo passati negli anni da un opposto all’altro.
Dalla sacralità della moneta e dunque per traslato del soggetto che la emetteva, anche per quanto concerne la responsabilità nei controlli dallo stesso compiuti (che un tempo erano più blandi) e dalla Sacralità del risparmio, la cui tutela discende dall’art. 47 della Carta Costituzionale, nientemeno che al bail in.

Pochissimi ricordano l’esempio limite in tema di tutela del risparmio. Il cosiddetto decreto Sindona. Che prevedeva addirittura la possibilità di un prestito dalla Banca d’Italia alle Banche in liquidazione coatta ad un tasso dell’ 1% e per un importo pari all’ammontare dei titoli di Stato depositati presso la Banca d’Italia stessa, in modo tale da permettere la tutela dei risparmiatori attraverso il meccanismo del positivo spread fra i tassi.

Ora, la normativa europea sul bail-in (con il suo limite quantitativo uniforme dei 100mila euro) non tiene conto nemmeno delle differenze economiche e sociali tra gli Stati e della loro cultura del risparmio, e addirittura è assurdamente retroattiva.

Non sono mancate le motivate critiche alla gestione di molte banche popolari precedute da una lapidaria considerazione di Magnaschi che ha ricordato una celebre frase di Luigi Einaudi: il capitalismo possiede in sé un cancro che deve essere scoperto e reciso prima che si trasformi in oligopolio o in monopolio.

Ora che le principali banche popolari non sono più popolari, il credito al territorio come potrà essere assicurato? Le banche possedute dai grandi fondi punteranno tutto sul risparmio gestito, senza rischi. E le imprese che vorranno finanziarsi dovranno ricorrere al capitale di rischio. Chi potrà lo farà, ma ai piccoli imprenditori cosa resta? Lo ha ripetuto, in chiusura l’autore del libro, sottolineando come la riforma abbia colpito in Italia  un sistema creditizio che pure rimane fortissimo in altri Paesi: oggi nel mondo sono attivi oltre 200.000 istituti con 435 milioni di soci, 700 milioni di clienti, 9 .000 miliardi di euro di raccolta.

Una domanda alla quale nessuno sa dare risposta, a cominciare dai grandi soloni della finanza.

Foto di archivio:
Corrado Sforza Fogliani, Giorgio Spaziani Testa, Achille Colombo Clerici

 

Sistema sanitario serve una svolta (A.Colombo Clerici) Il Giorno 02.12.2017

Pubblicato dicembre 4, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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Riusciremo a garantire le cure mediche anche quando i malati pretenderanno, a buon diritto, la somministrazione di farmaci sperimentali costosissimi? E, di fronte all’allungamento della vita (in Italia è mediamente di 82,7 anni), come potrà il sistema sanitario assolvere pienamente al suo compito?

Questi gli interrogativi di fondo del dibattito – cui hanno partecipato, tra gli altri, il ministro della salute Beatrice Lorenzin e il presidente di Aspen Italia Giulio Tremonti – organizzato da Aspenia Talks nella sede di Aspen Institute Italia di Roma. La risposta unanime è nel senso che sarà lo stesso progresso medico e farmaceutico, che prolunga l’attesa di vita, a permettere di risolvere il problema.

Se la ricerca di base non deve essere vista come un costo, ma come il più grande investimento perché produce ricchezza, crea start up, consente all’Italia di metter a frutto il suo potenziale in termini di know-how, tale investimento diventa sostenibile se viene contabilizzato assieme ai benefici.  Nel contempo bisogna diffondere una cultura della gestione collettiva delle risorse per evitare che alle cure sanitarie accedano un domani solo i ricchi. La presenza dei privati nel settore facilita l’erogazione di servizi a costi corretti, lo stesso interesse che ha lo Stato.

Negli ultimi decenni il Servizio Sanitario Nazionale ha assicurato a generazioni di italiani servizi di buon livello e accessibili a tutti, ma oggi si trova ad operare in un contesto diverso rispetto al passato a causa di fattori tecnici, economici ed etici. Il progresso tecnico, assieme ai trend demografici, contribuisce ad allungare la vita media aumentando la domanda di prestazioni sanitarie. I vincoli e i limiti di natura economica hanno un peso sempre maggiore nei processi decisionali. I problemi etici, infine, sono sempre più centrali per il settore.

Per fronteggiare queste sfide, il sistema sanitario italiano dovrà sapersi muovere lungo quattro direttrici principali: continuare a migliorare la prevenzione delle malattie e l’efficienza delle strutture sanitarie, ridurre le disparità tra le prestazioni, definire una politica sanitaria nazionale integrata con le priorità industriali del Paese e semplificare la burocrazia.

In sintesi, prevenire, preparare, proteggere, trasformare.

Benito Perrone IL CIBO: RESPIRO DELL’ANIMA, ENERGIA PER LA VITA, NUTRIMENTO DELLA PACE libro 2017 – IEA informa

Pubblicato dicembre 4, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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I lasciti di Expo 2015 nel volume di Benito Perrone, avvocato umanista

IL CIBO: RESPIRO DELL’ANIMA, ENERGIA PER LA VITA, NUTRIMENTO DELLA PACE

Il cibo è una necessità vitale della persona ed è un fondamento del vivere liberi. Inscindibile dal diritto alla vita, il diritto al cibo è, quindi, un aspetto decisivo del patrimonio giuridico di ogni persona. In questa prospettiva, il volume di Benito Perrone “Il cibo. Respiro dell’anima, energia per la vita, nutrimento della pace” (Rubbettino editore) indaga le attuali politiche sull’alimentazione, food safety e food security e la possibilità di configurare un diritto al cibo. Per ragioni di giustizia e come “nutrimento della pace”. A fronte dei numeri assurdi della fame, della malnutrizione e dello spreco stimato dalla FAO in un terzo dell’intera produzione mondiale pari a 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti inutilizzati e distrutti, sufficienti per i 2 miliardi di persone non nutrite a sufficienza, inclusi 800 milioni di persone, moltissimi i bambini, che soffrono e muoiono di fame. Lo spreco alimentare in Italia è stimato in 8 miliardi di euro all’anno.

Expo 2015 aveva quale messaggio due finalità: Nutrire il pianeta ed Energie per la vita, sviluppate nella mirabile Carta di Milano, vero lascito dell’Esposizione Universale, cui si è affiancato il Manifesto dell’Avvocatura sottoscritto da centinaia di avvocati italiani e stranieri; mentre i sindaci di 137 grandi città del mondo hanno sostenuto il Milan Urban food policy pact promosso dal Comune di Milano, un vero e proprio patto sulle politiche alimentari urbane:  tutti percorsi di condivisione e di sensibilizzazione. Perrone, nella sua opera – scrive nella prefazione Remo Danovi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano – ne analizza i temi in modo sistematico, a partire dal punto di vista giuridico fino alle conseguenze pratiche ed economiche, ricucendo simbolicamente l’Italia citando alcune iniziative locali, da Milano a Bergamo, dall’Abruzzo alla Basilicata.

Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy impegnato in numerose iniziative nazionali e internazionali per la tutela del diritto al cibo ed al cibo adeguato, nella postfazione del volume sottolinea la straordinarietà dei risultati raggiunti da Expo con Milano destinata a rimanere capitale mondiale della nutrizione e di tutti i diritti umani ad essa connessi

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano” è stato l’accorato grido di Papa Francesco in occasione di Expo: perché essa non si limiti ad essere un ”tema” ma sia accompagnata dalla “coscienza dei volti”  di milioni di persone che oggi hanno fame. Perché tutti vengano coinvolti in un grande progetto di solidarietà. Aggiungendo: Dio chiama l’umanità perché smetta finalmente di abusare del giardino che Egli ci ha affidato, perché tutti possano mangiare dei frutti di questo giardino.

La spinta di Expo prosegue ben oltre il semestre espositivo e alimenta gli obiettivi e l’azione dell’Onu. L’affermazione dei diritti e il mantenimento degli impegni trovano, si sa, molti ostacoli. Ma la storia insegna che la comunità umana pur tra contraddizioni, arretramenti, guerre economiche o di sterminio, progredisce.

* * *

Benito Perrone, avvocato a Milano e già parlamentare della Lombardia, dal 2005 dirige Iustitia, la rivista dei Giuristi Cattolici Italiani. Nel 2014 l’Ordine degli Avvocati di Milano lo ha insignito con la medaglia d’oro “per avere affrontato in questi 50 anni le proprie cause con la dedizione e con l’entusiasmo che lo accompagnano nel lavoro come nella vita”.

Foto:
Benito e Andrea Perrone, Mariapia Garavaglia, Achille Colombo Clerici pres IEA

“Fondo Sostegno Affitti” ricostituito – Sen. Franco Mirabelli Iniziativa Legislativa – Assoedilizia Informa

Pubblicato dicembre 1, 2017 di questionesettentrionaleefederalismo
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Su iniziativa del sen. Franco Mirabelli ed altri

RICOSTITUITO IL FONDO SOSTEGNO AFFITTI

E’ stato ricostituito il Fondo sostegno affitti. L’emendamento alla Legge di Bilancio, è stato approvato a prima firma del Senatore Franco Mirabelli, e prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro in due anni.

Questo il testo del provvedimento.

3.0.9 (testo 2)

MIRABELLI, VACCARI, CALEO, DALLA ZUANNA, LUCIA ESPOSITO, MORGONI, PUPPATO, SOLLO, PAGLIARI

Dopo l’articolo, inserire il seguente:

«Art. 3-bis.
(Misure per il contenimento dei canoni delle locazioni abitative e di sostegno e incentivo all’affitto)

1. Al Fondo nazionale di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione, istituito dalla legge 9 dicembre 1998, n. 431, è assegnata una dotazione di 10 milioni di curo per ciascuno degli anni 2019 e 2020.

2. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 11, comma 6, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, le Regioni possono destinare le somme non spese della dotazione del Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, istituito dall’articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, all’incremento del Fondo nazionale di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione, istituito dalla legge 9 dicembre 1998, n, 431.

3. Con decreto del Ministero delle Infrastrutture e trasporti, da emanarsi entro il 30 giugno di ciascuno degli anni 2019 e 2020, sono stabilite le modalità di trasferimento delle risorse tra i due fondi in relazione alle annualità pregresse».

Conseguentemente all’articolo 92, comma 1, sostituire le parole: «330 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019» con le seguenti: «320 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 e di 330 milioni di euro annui a decorrere dal 2021».

Soddisfazione è stata espressa dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

Foto:
Franco Mirabelli con Achille Colombo Clerici